ISSN: 2014-0894
Rassegne di Biblioteconomia e Documentazione
I Big Deals visti da un altro punto di vista
Odlyzko, Andrew (2013). Open Access, library and publisher competition, and the evolution of general commerce. Disponibile alla pagina: <http://arxiv.org/abs/1302.1105>. [Consultato il 3 maggio 2013].
L'investigazione è una revisione-dibattito dei costi delle riviste scientifiche e dell'effetto di un accesso libero sulle stesse, oltre ai ruoli svolti dalle biblioteche universitarie e dagli editori nella lotta permanente per raggiungere, le prime un maggiore accesso e i secondi un piú alto beneficio. In questo senso, la ricerca si concentra sull'analisi degli effetti dei vituperati big deals sull'accesso alle riviste scientifiche. Secondo l'opinione dell'autore dell'articolo, nonostante la loro cattiva reputazione in alcuni forum, hanno come argomento a proprio favore aver permesso l'accesso ad un maggior numero di riviste.
1. Recensito in: Anaglada, Lluís (2012). “Cosa bisosga fare per ottenere un accesso universale a tutte le pubblicazioni scientifiche che siano di qualità e sostenibili” [on line]. Blok de BiD: Rassegne di Biblioteconomia e Documentazione, 17/12. Disponiblie alla pagina: <http://www.ub.edu/blokdebid/it/content/cosa-bisosga-fare-ottenere-un-accesso-universale-tutte-le-pubblicazioni-scientifiche-che-sia>. [Consultato il 3 maggio 2013].
Politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche: il caso dell'Inghilterra
William Sieghart. An Independent Review of E-Lending in Public Libraries in England (2013). London: Department for Culture, Media & Sport. Disponibile alla pagina: <https://www.gov.uk/government/publications/an-independent-review-of-e-lending-in-public-libraries-in-england?utm_source=WhatCountsEmail&utm_medium=OCLC%20Abstracts%20Test%20Group%203&utm_campaign=OCLC%20Abstracts>. [Consultato il 29 aprile 2013].
Come intervengono i paesi vicini di fronte alla sfida di progettare politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche? In questo articolo abbiamo un buon esempio applicato in Inghilterra.
Si tratta di un documento molto ben ordinato che spiega i risultati di una collaborazione intersettoriale nella redazione di suggerimenti utili al momento di iniziare un servizio di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche.
Si parte dal problema che le case editoriali non hanno dato il via libera al prestito di e-book nelle biblioteche pubbliche, perché credono che creerebbe uno squilibrio nel settore e porterebbe a una caduta delle vendite.
Principalmente si fa riferimento alla paura presente nel settore che la facilità di accedere ai libri digitali ne renderebbe inutile l'acquistio (il "senza attrito" rispetto al prestito fisico). Lo sconcerto da parte dei settori implicati è evidente e Cristóbal Urbano lo spiega perfettamente nel suo post nel Blok de BiD1.
La Belle inutile
Bailey, Charles W. Jr. (2012). Digital curation resource guide. Houston: Digital Scholarship. Disponibile: http://digital-scholarship.org/dcrg/dcrg.htm [Consultazione: 23/01/2013]
Sul confine con la frontiera francese, la città catalana di Fighera presenta un’immensa fortificazione militare del secolo XVII, denominata Castello di Sant Ferran. Con una capacità prevista per oltre seimila soldati, venne disegnata per difendersi da una possibile invasione francese sulla nuova frontiera del 1659. L’opera immensa venne iniziata peró non si completó, a causa della mancanza cronica di risorse economiche; ma soprattutto perché divenne obsoleta prima dell’uso. La tecnologia militare era cambiata ed ormai non aveva più alcun senso costruire una fortificazione di quelle dimensioni. In seguito, in una delle successive sconfitte, venne soprannominata dai militari francesi la Belle inutile. Bella e impressionante, peró inutile.
Confrontarsi con una rassegna di un’opera che contiene duecento links sulla digital curation, classificati secondo un freddo ordine alfabetico, pure ricorda gesta storiche. Ancorpiú quando la stessa piattaforma sulla conoscenza, denominata Digital Scholarship, presenta anche altre risorse dalle vaste dimensioni: Digital curation bibliography: preservation and stewardship of scholarly works; Institutional repository and ETD bibliography 2011; Scholarly Electronic Publishing Bibliography 2010; i Research Data Curation Bibliography.
Cosa bisosga fare per ottenere un accesso universale a tutte le pubblicazioni scientifiche che siano di qualità e sostenibili
Janet Finch (Chair) / Accessibility, sustainability, excellence: how to expand access to research publications: Report of the Working Group on Expanding Access to Published: Research Findings: Report of the Working Group on Expanding Access to Published Research Findings // 2012
http://apo.org.au/sites/default/files/Finch-Group-report-FINAL-VERSION.pdf
sintesi:
http://www.researchinfonet.org/wp-content/uploads/2012/06/Finch-Group-report-executive-summary-FINAL-VERSION.pdf
Parafrasando Rayuela di Julio Cortázar, possiamo dire che l'ideale dell'OA è stato portato “sulle ali della fantasia sino al bordo stesso dell'orizzonte”.
Il rapporto del comitato di esperti presieduto da Janet Finch sul come espandere l’accesso ai risultati pubblicati dalla ricerca ritiene che l’OA sia un orizzonte prossimo in cui si collocarà la comunicazione scientifica.
Nel giugno di quest’anno è stato pubblicato il Rapporto Finch e - sicuramente come Rayaula - è stato più citato che letto, e - cosí come il racconto di Cortázar - si può leggere dall’inizio alla fine o ci si può costruite un cammino personale spaziando tra i diversi capitoli. O ancora ci si può leggere il riassunto esecutivo che è incluso nella versione completa del rapporto.
10+10= passato, presente e futuro dell'accesso aperto
Budapest Open Access Initiative: Ten years on from the Budapest Open Access Initiative: setting the default to open (2012). Disponible a: http://www.opensocietyfoundations.org/openaccess/boai-10-recommendations [Consulta: 12/12/2012]
In questa breve nota commento il documento recentemente apparso sul sito della Budapest Open Access Initiative, dieci anni dopo le prime dichiarazioni d'intenti, ed in coincidenza della sua pubblicazione in catalano, curata dall'Ufficio per la Diffusione della Conoscenza del CRAI della Università di Barcellona. Alla sua stesura originale hanno partecipato personalità del mondo accademico storicamente sostenitrici e promotrici del movimento Open Access, tra cui ritroviamo nomi quali Jean-Claude Guédon, Peter Suber, Alma Swan e molti altri. La lista degli estensori contiene istituzioni intensamente coinvolte nel processo di apertura della scienza e della conoscenza in generale, tra cui Creative Commons, la Open Society Foundations, il Joint Information Systems Committee, The Wellcome Trust, o ancora Public Library of Science (PLOS), SURF, eLife, la Research Libraries UK (RLUK) e tante università, come Harvard e il University College London, solo per citarne alcune.




