ISSN: 2014-0894

Blok de BiD - ita

Il comportamento informativo dei docenti nordamericani, tre anni dopo

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Housewright, Ross; Schonfeld, Roger C.; Wulfson, Kate (2013). Ithaka S+R US Faculty Survey 2012. New York: Ithaka S+R, 2013. Disponibile all'indirizzo: <http://www.sr.ithaka.org/research-publications/us-faculty-survey-2012>. [Consultato il 17 giugno 2013].


Professor J.L. Rhodes of Aerospace Engineering lectures class

Tre anni fa, nel giugno 2010, abbiamo inaugurato questo blog con un rapporto di ricerca di Itaca sul comportamento informazionale dei professori universitari statunitensi1. Al di là dei risultati, abbiamo messo in evidenza come uno dei valori aggiunti di quell’indagine fosse la sua periodicità: si trattava, infatti, della quarta edizione di uno studio triennale, che permetteva un monitoraggio nel tempo del comportamento informativo. Fedele ai suoi propositi, Itaca ha appena pubblicato la quinta edizione dello stesso rapporto, che ci fornisce un aggiornamento sui comportamenti e le opinioni dei docenti americani su questioni relative all’accesso e all’uso dell’informazione scinetifica.

La nuova edizione presenta alcune novità metodologiche –ha incluso un gruppo di bibliotecari, editori, e membri di società scientifiche che hanno validato un questionario che per la prima volta è stato distribuito via e-mail ed è stato completato da 5.200 partecipanti– e di contenuto –sono state incluse nuove domande per affrontare le questioni emergenti circa i nuovi metodi di ricerca e la conservazione dei dati– ma il suo valore principale rimane la batteria di domande che mostra l'evoluzione dell’accesso all’informazione scientifica dal 2000 ad oggi. D’altra parte, si nota che le abitudini dei ricercatori non sono particolarmente cambiate, così che i risultati sono simili a quelli degli anni precedenti e il lettore può trovare le conclusioni un po’ ripetitive.

Cominciando dall'importanza attribuita alle varie tipologie di documenti utilizzati nella ricerca e nell'insegnamento, si osserva che la rivista scientifica continua ad essere il principale canale di comunicazione in tutte le discipline. Per l'insegnamento, il libro di testo rimane lo strumento fondamentale –9 professori su 10 lo consiglia nei suoi corsi, tuttavia più nel campo delle scienze sociali e naturali che nelle scienze umane. Tuttavia, è anche alta la percentuale di professori –circa il 80%– che incoraggia i suoi studenti a leggere articoli accademici e monografie.

Per quanto riguarda gli strumenti per la ricerca di informazione, è cambiato il dato, anche se leggermente, circa il calo sull'uso del catalogo come fonte principale per avviare la ricerca bibliografica. Allo stesso tempo diminuisce leggermente l’uso di banche dati di settore e aumenta l’utilizzo di internet. Si tratta comunque di variazioni piuttosto sensibili rispetto agli anni precedenti e che sembrano avere un carattere più evidente nelle scienze umane. In questo rapporto gli autori hanno aggiunto due domande sul comportamento adottato sul recupero di un documento del quale si ha già un riferimento – in questo caso il catalogo supera le banche dati e i motori di ricerca –e la ricerca bibliografica in generale– per cui gli ultimi due strumenti, al contrario, superano il primo.

Per rimanere aggiornati nelle loro discipline, i ricercatori si rivolgono ai colleghi –partecipando ai congressi, leggendo le recensioni e seguendo gli autori più citati, etc.– o ai materiali –monitorando le nuove uscite editoriali anche attraverso la ricezione di avvisi e-mail, etc.

Interrogati rispetto all’uso di e-book, anche se la maggior parte degli studiosi lo utilizzano –il 70% lo ha fatto negli ultimi sei mesi– i docenti ancora dichiarano di preferire la versiona a stampa per alcuni usi –lettura di approfondimento, ad esempio– è quindi solo una minoranza che prevede di sostituire le collezioni a stampa con le digitali nei prossimi cinque anni. I professori hanno identificato diverse aree di miglioramento nel campo delle monografie elettroniche, dalla maggiore offertadi titoli alla possibilità di navigare all’interno dei libri, scaricare e organizzare raccolte personali, evidenziare, annotare, stampare, leggere nel dispositivo preferito o integrare illustrazioni e contenuti multimediali.

La biblioteca dell'istituzione di appartenenza continua ad essere la principale fonte per ottenere i documenti, ma oltre il 60% degli intervistati ritiene importante per le proprie ricerche anche i documenti liberamente accessibili online. Il 40% ritiene inoltre importanti collezioni e abbonamenti personali e, in misura minore, le collezioni e le sottoscrizioni ad altre istituzioni.

Il rapporto di quest'anno comprende una sezione sulle abitudini di ricerca dei ricercatori, dalla scelta degli argomenti ―dove pesano gli interessi personali e le prospettive di valutazione e di promozione― alla collaborazione ―tuttavia più frequente nelle scienze naturali che nelle scienze sociali e umane― e l'impatto della tecnologia sui metodi di ricerca. A questo proposito, si ritiene utile sottolineare l'importanza che circa il 60% dei ricercatori attribuisce ai software per l’analisi dei dati quantitativi, seguiti dai software per lo sviluppo di modelli e simulazioni, il data mining, i software per i sistemi di informazione geografica ―tutti di livello importante per il 20% dei ricercatori, con variazioni rispetto alla disciplina.

L'ultimo capitolo della relazione affronta il ruolo della biblioteca negli istituti di istruzione superiore. La sua funzione principale agli occhi dei professori ―8 su 10 la ritengono molto importante― continua ad essere l’offerta delle monografie e l’abbonamento alle riviste, anche se in misura minore rispetto alle precedenti edizioni. Poco più del 60% ritiene molto importante la biblioteca come punto di partenza per le ricerche bibliografiche ―con un leggero aumento rispetto agli anni precedenti― e come repository di risorse ―con una leggera riduzione in questo caso. Una percentuale di docenti tra il 50% e il 60% considera molto importante il ruolo della biblioteca come supporto per il loro insegnamento, per l’incremento della loro produzione scientifica e nelle attività di information literacy con gli studenti.

Nonostante i cambiamenti rispetto al ruolo riconosciuto alla biblioteca con il passare del tempo, la percentuale di docenti che si dichiara altamente dipendente dalla propria biblioteca rimane costante al 40%, mentre continua a crescere la quota dei ricercatori ―circa il 20%― che afferma che la biblioteca perde valore man mano che aumenta l'accesso ai contenuti accademici on line e che, quindi, l’invstimento sulle biblioteche dovrebbe essere ridotto e indirizzato verso altre necessità.


1. Borrego, Ángel (2010). Buscar, consultar y comunicar información en entornos académicos: ¿que impacto está teniendo el formato digital? Blok de Bid: Reseñas de Biblioteconomía y Documentación, 12 giougno 2010. Disponibile all'indirizzo: <http://www.ub.edu/blokdebid/es/content/buscar-consultar-y-comunicar-informaci%C3%B3n-en-entornos-acad%C3%A9micos-%C2%BFque-impacto-est%C3%A1-teniendo-e>. [Consultato il 17 giugno 2013].

Content mining: una sfida per le riviste scientifiche

Mercè Vázquez Garcia
Estudis de Ciències de la Informació i de la Comunicació
Universitat Oberta de Catalunya


JISC (2012). The Value and Benefits of Text Mining [en línia]. [London]: The Higher Education Funding Council for England. Disponibile all'indirizzo: <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/publications/reports/2012/value-text-mining.pdf>. [Consultato il 29 maggio 2013].

Text mining @ IRC

Le riviste scientifiche si trovano ad affrontare una grande sfida, legata all'uso e alla distribuzione degli articoli che in esse vengono pubblicati, affinché possano avere un impatto che vada oltre la ristretta comunità scientifica di riferimento.
Lo studio Journal article mining affronta questo tema, approfondendo le modalità per una migliore disseminazione dei risultati della ricerca, evidenziando come si possano trovare modalità di comunicazione più dirette tra le riviste scientifiche e i differenti pubblici di riferimento – reali e potenziali – che ad esse possono essere interessati.
In particolare, lo studio presenta lo stato dell’arte sul tema in relazione alle pratiche, gli attori, le politiche, la pianificazione e le aspettative in relazione all’estrazione del contenuto (content mining) delle riviste scientifiche.

Oggi è sempre più difficile seguire la produzione editoriale per il numero via via crescente di articoli scientifici e per la frequenza delle pubblicazioni, motivi per i quali già da qualche tempo i ricercatori stanno studiando il modo in cui i computer possono rendere più produttiva la lettura delle pubblicazioni scientifiche. In questo senso, si sta focalizzando l’attenzione sul content mining che include l’estrazione di testo (text mining) e l’estrazione di dati (data mining), e che consiste nell’elaborazione automatizzata di grandi quantità di contenuti digitali volta al recupero di informazioni, all’estrazione di informazioni e alla meta-analisi. Di grande interesse sono anche le applicazioni che incorporano il rilevamento semantico nel recupero delle informazioni, al fine di recuperare i documenti che sono relazionati agli stessi contenuti.

"Patron-driven acquisitions": la biblioteca propone e il lettore decide

Cristóbal Urbano
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Esposito, Joseph J.; Walker, Kizer; Ehling, Terry. PDA and the university press. A report prepared for The Andrew W. Mellon Foundation. [Baltimore, Md]: The Johns Hopkins University Press; [Ithaca, N.Y.]: Cornell University Library, Sept. 26th 2012. 65 p. Documento disponiblie onlinea all'indirizzo: <https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/36210>. [Consulta: 10 maggio de 2013].

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Il consolidamento del e-book in ambito universitario sta determinando un'evoluzione dei modelli di affari nell'editoria e delle politiche di acquisto delle biblioteche, che sta adesso arrivando al segmento delle monografie accademiche. Si tratta di un tipo di libro in cui tradizionalmente sono molto attive le case editrici universitarie, dipendenti però economicamente dalle acquisti delle biblioteche. Lo dimostrano i dati del rapporto qui recensito: gli acquisti della biblioteca rappresentano il 25% delle vendite delle editoriali universitarie, che le permette una soglia minima di redditività per un genere di libro destinato a un mercato limitato di acquirenti.

Il bisogno di sapere come i nuovi modi d'acquisto delle biblioteche influenzeranno le pubblicazioni delle case editrici - tra cui spiccano le acquisizioni PDA (Patron-Driven Aquisitions) sulla base del reale utilizzo da parte dei lettori - giustifica il rapporto coordinato da Joseph Esposito, consulente specializzato in transizione digitale dell'industria editoriale e importante partner del blog sull'editoria accademica The Scholarly Kitchen. Il testo si struttura su un tecnica di investigazione di tipo futuribile in cui si chiede ai protagonisti di un settore la propria visione su un determinato scenario futuro. Oltre alle interviste personali e ad una variegata documentazione, la ricerca si basó sulle risposte a questionari aperti inviati a una selezione di biblioteche e case editrici universitarie degli Stati Uniti.

Dove vanno le riviste scientifiche

Ernest Abadal
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Ware, Mark; Mabe, Michael (2012). The STM report: an overview of scientific and scholarly journals publishing. 3rd ed. Oxford, STM. Disponibile all'indirizzo: <http://www.stm-assoc.org/2012_12_11_STM_Report_2012.pdf>. [Cosultato il 3 Maggio 2013].

serialsChe cos'è?
 
STM report è uno studio che mostra l'evoluzione del settore delle riviste scientifiche in tutto il mondo negli ultimi tre anni. Questa publicazione ha due precedenti: Overwiew of STM journal publishing (Ware, Mabe, 2006), e un altro STM report (Ware, Mabe, 2009), che utilizza lo stesso titolo dell'edizione qui recensita. È quindi un progetto in corso e, oltretutto, molto utile perché non solo presenta la sitauzione attuale ma anche le tendenze per i prossimi anni.
 
Il documento è stato commissionato dalla STM (International Association of Scientific, Technical & Medical Publishers), un'associazione internazionale che garantisce la diffusione e la difesa (advocacy) dell'interesse degli editori scientifici, siano essi commerciali o di libero accesso, primari o secondari. Tra i suoi membri spiccano società scientifiche (American Chemical Society, tra gli altri), università (Cambridge University Press, Oxford University Press), insieme a grandi editori commerciali (Elsevier, Sage, Springer, Taylor-Francis, Emerald, Nature) e di libero accesso (Hindawi). Un totale del 66% degli articoli scientifici pubblicati. Come si può vedere vi è rappresentato il meglio del settore. Il suo scopo è quello di fungere da piattaforma per lo scambio di idee ed esperienze. In questo senso, conta su un gran numero di articoli a disposizione del pubblico nella propria pagina web. L'associazione fa uso del conosciuto acronimo (STM) che indica in inglese il settore dell'editoria scientifica.

I Big Deals visti da un altro punto di vista

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membro del gruppo Acceso abierto a la Ciencia (www.accesoabierto.net)
Odlyzko, Andrew (2013). Open Access, library and publisher competition, and the evolution of general commerce. Disponibile alla pagina: <http://arxiv.org/abs/1302.1105>. [Consultato il 3 maggio 2013].

OA cake 1L'investigazione è una revisione-dibattito dei costi delle riviste scientifiche e dell'effetto di un accesso libero sulle stesse, oltre ai ruoli svolti dalle biblioteche universitarie e dagli editori nella lotta permanente per raggiungere, le prime un maggiore accesso e i secondi un piú alto beneficio. In questo senso, la ricerca si concentra sull'analisi degli effetti dei vituperati big deals sull'accesso alle riviste scientifiche. Secondo l'opinione dell'autore dell'articolo, nonostante la loro cattiva reputazione in alcuni forum, hanno come argomento a proprio favore aver permesso l'accesso ad un maggior numero di riviste.
 
Andrew Odlyzko è un matematico che lavora attualmente presso l'Università del Minnesota, con un ricco curriculum in scienze esatte ed inoltre in aspetti sociali di internet come neutralità della rete, social network, usi di internet, ecc. e con pubblicazioni non solo su riviste accademiche, ma anche su riviste di grande tiratura (The Economist, Wall Street Journal, Forbes, ecc.). Nei suoi articoli sfrutta la sua formazione di tipo matematica per analizzare con dati quantitativi, temi sui quali polemizza. Questo caso non fa eccezione. Di seguito riassumiamo le idee principali presentate in questo articolo.
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