ISSN: 2014-0894

biblioteca digital

Politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche: il caso dell'Inghilterra

Carme Fenoll
Cap del Servei de Biblioteques
Direcció General d'Arxius, Biblioteques, Museus i Patrimoni
William Sieghart. An Independent Review of E-Lending in Public Libraries in England (2013). London: Department for Culture, Media & Sport. Disponibile alla pagina: <https://www.gov.uk/government/publications/an-independent-review-of-e-lending-in-public-libraries-in-england?utm_source=WhatCountsEmail&utm_medium=OCLC%20Abstracts%20Test%20Group%203&utm_campaign=OCLC%20Abstracts>. [Consultato il 29 aprile 2013].

"Perfect."

Come intervengono i paesi vicini di fronte alla sfida di progettare politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche? In questo articolo abbiamo un buon esempio applicato in Inghilterra.

Si tratta di un documento molto ben ordinato che spiega i risultati di una collaborazione intersettoriale nella redazione di suggerimenti utili al momento di iniziare un servizio di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche.

Si parte dal problema che le case editoriali non hanno dato il via libera al prestito di e-book nelle biblioteche pubbliche, perché credono che creerebbe uno squilibrio nel settore e porterebbe a una caduta delle vendite.

Principalmente si fa riferimento alla paura presente nel settore che la facilità di accedere ai libri digitali ne renderebbe inutile l'acquistio (il "senza attrito" rispetto al prestito fisico). Lo sconcerto da parte dei settori implicati è evidente e Cristóbal Urbano lo spiega perfettamente nel suo post nel Blok de BiD1.

Per ascoltare e affrontare queste paure nate in tutto il settore editoriale come nel bibliotecario, l'Inghilterra riunì un gruppo che offrì alcune interessanti considerazioni. L'alternativa alla mancanza di consenso è vista come una minaccia: non stare sulla linea di partenza dell' ebook nelle biblioteche potrebbe essere la scusa delle amministrazioni per decidere chiusure delle stesse o tagli di bilancio. Servizi pubblici che non si rinnovano o non sono all'altezza di ció che gli utenti chiedono, sono servizi a rischio. Pertanto, alcune raccomandazioni:

  1. Il prestito di libri digitali dovrebbe somigliare il più possibile al prestito fisico. Il prestito deve essere offerto gratuitamente all'utente.
  2. L'utente deve essere messo in grado di richiedere il prestito on line.
  3. Ogni copia di un libro digitale dovrebbe essere dato prestato ad un solo utente imitando il prestito fisico. Quindi bisognerebbe decidere il numero di copie disponibili per ogni libro.
  4. Si consideri inoltre che le copie digitali tendono a deteriorarsi. Perció bisognerà prevedere un nuovo acquisto, dopo un certo numero di prestiti.
  5. Seguire le leggi del copyright che riguardano il prestito digitale o estendere quelle esistenti sul cartaceo anche al digitale, e-book, audio ed e-audiolibri.

Un paese di referenza come l'Inghilterra, riconosce avere dedicato poche ricerche al campo del prestito digitale. Hanno scommesso per una sperimentazione comune librai, bibliotecari e grandi e piccole editoriali. Tutti questi settori hanno deciso di collaborare ad un'esperimento nelle biblioteche. Questo passo è il risultato di altre collaborazioni di successo come il 'World Book Night'2, i 'Books on Prescription'3 o 'Crime Fiction Writers Promotion'. L'obiettivo: raggiungere nel 2014 un accordo nazionale per il prestito digitale.

Un tema da sottolineare è l'importanza di dare uno sguardo ad altri paesi vicini. In questo senso, si consiglia vivamente il benchmarking della relazione finale4 del marzo 2013 (contemporaneo a questa redazione) del Ministero di Cultura e Comunicazione francese. Siamo in grado di conoscere le strategie dettagliate di paesi come Svezia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Nord America.

Nel caso spagnolo c'è un'ampia informazione sui diversi modelli di piattaforme tecnologiche. Dal modello Libranda, basato sull'accordo tra 140 grandi rappresentanti editoriali, al modello della società Odilo TK che garantisce prestazioni tecniche indipendentemente dal contenuto. Dà anche informazioni su XeBook che permette la partecipazione nelle reti 2.0, Galicia eBook o altre piattaforme aperte al pubblico come Koomic, Musa, 24symbols o Neotake.

L'offerta di titoli digitalizzati corrisponde a 12.000, considerata povera dai bibliotecari.

Nell'articolo del ministero francese si indicano l'effetto della crisi economica, la mancanza di fondi e la legislazione inadeguata quali fattori che mettono in crisi un agile e rapido sviluppo dell'editoria digitale.

Tornando al rapporto inglese, è interessante notare la composizione della commissone scelta per raggiungere l'obiettivo di un consenso politico nazionale: un imprenditore-editore, il presidente della Library Association, un funzionario della British Library, un dirigente di una grande editoriale, un libraio e uno autore.

Buoni sono i presagi per quanto riguarda la complicità nel disegnare politiche di prestito in collaborazione con gli editori: l'opzione di 'acquista subito' dopo il ritorno di un prestito è indicato come una buona soluzione, della quale si può anche beneficiare la piccola libreria o il piccolo distribuitore.

Per le biblioteche, è chiaro che l'interesse è quello di raggiungere nuovi utenti e di fornire servizi a livello virtuale. Per le editoriali, disporre di informazioni di mercato su ció che potrebbe interessare ai clienti. Allo stesso tempo, librai locali possono avere una piattaforma promozionale che li renda sostenibili.

È importante risaltare dall'esperienza inglese, la ricerca di una strategìa comune tra tutti i settori interessati. Essi non sono gli unici che hanno fatto questa scommessa: anche in Quebec hanno fatto lo stesso e dispongono di una piattaforma unica5 che unisce gli interessi di librai, editori e bibliotecari. Sulla linea di partenza del prestito digitale, ci sono molti paesi. Si dovrà vedere quali sono gli ostacoli e come si possono evitare.


1. Urbano, Cristóbal (2013). D'Andrew Carnegie a OverDrive, Amazon i… alguna cosa més? Biblioteca pública i préstec de llibres digitals als Estats Units. Blok de BiD: Ressenyes de Biblioteconomia i Documentació, 27 febraioDisponibile al'indirizzo: <http://www.ub.edu/blokdebid/ca/content/dandrew-carnegie-overdrive-amazon-i%E2%80%A6-alguna-cosa-m%C3%A9s-biblioteca-p%C3%BAblica-i-pr%C3%A9stec-de-llibres>. [Consultato il 29 aprile 2013].
2. World Book Night (2013). Disponibile al'indirizzo: <http://www.worldbooknight.org/>. [Consultato il 2 maggio 2013].
3. Books on Prescription (2013). The Castle: Hampshire County Council, 25 març. Disponibile al'indirizzo: <http://www3.hants.gov.uk/library/booksandreading/books-on-prescription.htm>. [Consultato il 2 maggio 2013].
4. IDATE Consulting (2013). Étude sur l’offre commerciale de livres numériques à destination des bibliothèques de lecture publique. [París]: Ministère de la Culture et de la Communication. Disponibile al'indirizzo: <http://www.enssib.fr/bibliotheque-numerique/document-60389>. [Consultato il 2 maggio 2013].
5. PRETNUMERIQUE.CA (2013). [Montreal]: BIBLIOPRESTO.CA. Disponibile al'indirizzo: <www.pretnumerique.ca>. [Consultato il 2 maggio 2013].

Politiche d'accesso aperto e di preservazione in Europa

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membre del grup Accés obert a la Ciència (www.accesoabierto.net)


European Comission. European Research Area (2011). National open access and preservation policies in Europe. Analysis of a questionnaire to the European Research Area Committee <http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/open-access-report-2011_en.pdf> [Consulta: 02/05/2012]

La presente relazione illustra i risultati di un’inchiesta realizzata fra gl’interlocutori dell’accesso, diffusione e conservazione, a livello nazionale, di ciascuno degli Stati membri dell'Unione europea. Nel 2009 se ne svolse una simile, infatti alcune problematiche cercano di riflettere sui progressi fatti da allora. La circolazione della conoscenza non è cosa da poco, compreso l'accesso, la diffusione, la conservazione, l'uso e il riutilizzo delle informazioni scientifiche. Gli studi dimostrano che il libero accesso porta una migliore visibilità e un maggior impatto nei risultati della ricerca e nonostante ciò la sua implementazione rimane una sfida.

La relazione fornisce una panoramica: sul come l’accesso aperto si stia sviluppando nello Spazio Europeo della Ricerca (SER); sull’appoggio fornito da un crescente numero di università, di centri di ricerca e di agenzie di finanziamento dall'Europa; poi ne risalta la crescita. Si sottolinea tuttavia che gli sforzi nazionali sono ancora frammentati e molto squilibrati fra i diversi paesi, impedendo di conseguenzaì all'Unione europea di esprimere il proprio pieno potenziale nel campo della ricerca e dell'innovazione. D'altra parte la Commissione europea si è impegnata a scommettere sul libero accesso, in accordo alle dichiarazioni fatte nel contesto del l'Agenda Digitale e dell’Innovazione.

Spostare le biblioteche “sulle nuvole”

Lluís Anglada
Consorzio di Biblioteche Universitarie della Catalogna
 

OCLC (2011). Libraries at Webscale: a discussion document. Dublin, OH: OCLC (Online Computer Library Center, Inc). 71 p. ISBN 978-1-55653-438-6. <http://www.oclc.org/ca/fr/reports/webscale/libraries-at-webscale.pdf>. [Consulta: 13/02/2012].

Quando ero piccolo, star tra le nuvole significava non avere i piedi per terra, essere un sognatore e pure essere confuso. Ma oggi i servizi di informazioni che non abbiano già pianificato di spostarsi nella nuvola (cloud) sono ancorati al passato, e non hanno una direzioni realistica.

Il rapporto, di cui presentiamo la recensione, inizia osservando che esistono diverse scale, o livelli, di presenza nella rete. Ritengo che ció che desiderano spiegare si possa capire meglio considerando le diverse fasi, sino ad oggi, d’introduzione dei pc nelle biblioteche. Un primo passo è rappresentato dall'automazione delle operazioni a livello interno. Una seconda fase, più pubblica, è ottenuta attraverso l'OPAC, ossia quando l'automazione inizia ad essere utilizzata dagli utenti. Il terzo momento, non ancora completato, si realizza quando la biblioteca fusiona i propri dati con dati provenienti da altre biblioteche per creare cataloghi e servizi in cooperativa.

Sul come le biblioteche pubbliche "mettono in rete" comunità e cittadini: chi dà di più a meno?

Felicidad Campal García
Biblioteca Pública del Estado de Salamanca
 

Hoffman, Judy [et al.]. "Public library funding & technology access study 2010-2011". American libraries magazine: Digital supplement. Summer 2011. 102 p. <http://viewer.zmags.com/publication/857ea9fd#/857ea9fd/1>. [Consultato: 09/02/2012].

 


Il rapporto "Libraries Connect Communities: Public Library Funding & Technology Access Study 2010-2011” valuta l'accesso del pubblico ai computer, ad Internet e ai servizi Internet delle biblioteche pubbliche negli Stati Uniti d'America oltre all'impatto dei cambiamenti in termini di connettività, sviluppo delle tecnologie e sostenibilità del finanziamento alle biblioteche. La relazione si basa sullo studio più completo fino ad oggi fatto sulla connettività Internet nelle biblioteche pubbliche iniziato nel 1994 da John Carlo Bertot e Charles R. McClure. I risultati del rapporto, co-diretto dalla American Library Association (ALA) e dal Information Policy and Access Center (IPAC) presso l'Università del Maryland e finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation, sono pubblicati come supplemento della rivista American Library Association di giugno 2011.

La biblioteca quale territorio digitale: tecnologie applicate ai servizi ed alle collezioni documentali

Jesús Gascón
Departament de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


The Code4Lib journal. <http://journal.code4lib.org>. [Consulta: 01/02/2012].


Quando questa pubblicazione apparve alla fine del 2007, la presenza del computer e della tecnologia dell'informazione e della comunicazione nelle biblioteche, archivi e istituzioni simili, era già comune. Erano centri che aveva a lungo vissuto uno stato di progressivo cambiamento e adattamento al cambiamento, e dove è stata data una vasta gamma di servizi digitali, consolidati ed integrati nella realtà quotidiana di qualsiasi biblioteca. La costante espansione di questi servizi ed il gran numero di nuovi prodotti e tecnologie applicabili in un modo o nell'altro, rende difficile ai i professionisti dell'informazione tenere il passo e valutare correttamente le possibilità di inserirle nella propria istituzione.

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