ISSN: 2014-0894

open access

10+10= passato, presente e futuro dell'accesso aperto

Sebastiano Giorgi-Scalari
Crai – Oficina de Difusió del Coneixement- Col·laborador
Grup d’Innovació Docent Consolidat e-Galènica
Universitat de Barcelona
 

Budapest Open Access Initiative: Ten years on from the Budapest Open Access Initiative: setting the default to open (2012). Disponible a: http://www.opensocietyfoundations.org/openaccess/boai-10-recommendations [Consulta: 12/12/2012]

10/10/10 10:10:10

In questa breve nota commento il documento recentemente apparso sul sito della Budapest Open Access Initiative, dieci anni dopo le prime dichiarazioni d'intenti, ed in coincidenza della sua pubblicazione in catalano, curata dall'Ufficio per la Diffusione della Conoscenza del CRAI della Università di Barcellona. Alla sua stesura originale hanno partecipato personalità del mondo accademico storicamente sostenitrici e promotrici del movimento Open Access, tra cui ritroviamo nomi quali Jean-Claude Guédon, Peter Suber, Alma Swan e molti altri. La lista degli estensori contiene istituzioni intensamente coinvolte nel processo di apertura della scienza e della conoscenza in generale, tra cui Creative Commons, la Open Society Foundations, il Joint Information Systems Committee, The Wellcome Trust, o ancora Public Library of Science (PLOS), SURF, eLife, la Research Libraries UK (RLUK) e tante università, come Harvard e il University College London, solo per citarne alcune.

PEER Economics Report

Ignasi Labastida
CRAI
Universitat de Barcelona
 

Università Bocconi. Centro ASK (Art, Science and Knowledge) (2011). PEER Economic Report. November 2011. Milano: Università Bocconi. Centro ASK. (PEER Reports). <http://www.peerproject.eu/fileadmin/media/reports/PEER_Economics_Report.pdf>. [Consulta: 28/05/2012]

Questo rapporto economico sull’accesso aperto s’inquadra nel progetto PEER (Publishing and the Ecology of European Research), finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma eContentplus. L’obiettivo principale del progetto PEER è di ricercare gli effetti della via verde per raggiungere l’accesso aperto, ossia la strategia su cui scommette per depositare sistematicamente nei depositi digitali una copia dei manoscritti risultanti dalla ricerca una volta che siano stata sottoposti a revisione e pubblicati. Tra gli effetti d’analizzare ci sono: la visibilità dell’autore, dell’articolo, della rivista e se questi si vedono influenzati da tutti i mandati che stanno apparendo. Il progetto è iniziato nel 2008 e finirà quest’anno 2012. Bisogna sottolineare che al progetto partecipano le principali editoriali che pubblicano articoli accademici, come Elsevier, Springer, Taylor & Francis, Oxford University Press, Cambridge University Press o il gruppo Nature, tra gli altri.

In questo rapporto economico pubblicato dal gruppo ASK dell’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, s’analizza principalmente il costo della pubblicazione e della diffusione degli articoli, sia attraverso una rivista sia attraverso un deposito digitale, tenendo a conto le attività incluse nel processo di pubblicazione. Rispetto altri studi realizzati precedentemente, la novità qui proposta è l’analisi del costo strutturale di ogni organizzazione. Per questa ragione si sono analizzati i costi di tutte le attività previste nel processo di pubblicazione: revisione, edizione, gestione delle sottoscrizioni, produzione fisica, distribuzione, vendite, marketing e promozione.

Politiche d'accesso aperto e di preservazione in Europa

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membre del grup Accés obert a la Ciència (www.accesoabierto.net)


European Comission. European Research Area (2011). National open access and preservation policies in Europe. Analysis of a questionnaire to the European Research Area Committee <http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/open-access-report-2011_en.pdf> [Consulta: 02/05/2012]

La presente relazione illustra i risultati di un’inchiesta realizzata fra gl’interlocutori dell’accesso, diffusione e conservazione, a livello nazionale, di ciascuno degli Stati membri dell'Unione europea. Nel 2009 se ne svolse una simile, infatti alcune problematiche cercano di riflettere sui progressi fatti da allora. La circolazione della conoscenza non è cosa da poco, compreso l'accesso, la diffusione, la conservazione, l'uso e il riutilizzo delle informazioni scientifiche. Gli studi dimostrano che il libero accesso porta una migliore visibilità e un maggior impatto nei risultati della ricerca e nonostante ciò la sua implementazione rimane una sfida.

La relazione fornisce una panoramica: sul come l’accesso aperto si stia sviluppando nello Spazio Europeo della Ricerca (SER); sull’appoggio fornito da un crescente numero di università, di centri di ricerca e di agenzie di finanziamento dall'Europa; poi ne risalta la crescita. Si sottolinea tuttavia che gli sforzi nazionali sono ancora frammentati e molto squilibrati fra i diversi paesi, impedendo di conseguenzaì all'Unione europea di esprimere il proprio pieno potenziale nel campo della ricerca e dell'innovazione. D'altra parte la Commissione europea si è impegnata a scommettere sul libero accesso, in accordo alle dichiarazioni fatte nel contesto del l'Agenda Digitale e dell’Innovazione.

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