ISSN: 2014-0894

Ángel Borrego

Le sfide nella gestione dei dati di ricerca

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

van der Graaf M, Waaijers L (2011). A surfboard for riding the web: towards a four country action programme on research data. Disponible a:
http://www.knowledge-exchange.info/Admin/Public/DWSDownload.aspx?File=%2fFiles%2fFiler%2fdownloads%2fPrimary+Research+Data%2fSurfboard+for+Riding+the+Wave%2fKE_Surfboard_Riding_the_Wave_Screen.pdf
 
Kotarski R, Reilly S, Schrimpf S, Smit E, Walshe K (2012). Report on best practices for citability of data and on evolving roles in scholarly communication. Disponible a:
http://www.alliancepermanentaccess.org/wp-content/uploads/downloads/2012/08/ODE-ExecutiveSummary-ReportBestPracticesCitabilityDataEvolvingRolesScholarlyCommunication.pdf
 
Dallmeier-Tiessen S, Darby R, Gitmans K, Lambert S, Suhonen J, Wilson M (2012). Compilation of results on drivers and barriers and new opportunities. Disponible a:
http://www.alliancepermanentaccess.org/wp-content/uploads/downloads/2012/08/ODE-CompilationResultsDriversBarriersNewOpportunities1.pdf
 

Jahnke L, Asher A, Keralis S. (2012). The problem of data. Disponible a: http://www.clir.org/pubs/reports/pub154/pub154.pdf 

La gestione dei dati primari di ricerca è una delle questioni d'attualità nel nostro ambito professionale, che si palesa nella proliferazione di studi pubblicati durante gli ultimi mesi riguardo questa tematica.

A novembre 2010 si rassegnavano, su questo stesso Blog (1), i risultati di uno studio incaricato dalla Commissione Europea sui costi ed i benifici della messa in funzionamento di una infrastruttura di dati scientifici a livello europeo.

In quel rapporto gli autori proponevano diverse azioni per concretizzare questa realtà entro l'anno 2030. Ma non si è dovuto attendere tanto per vedere i primi risultati, infatti a novembre 2011 si pubblicava un primo lavoro (2) che presentava la situazione della gestione dei dati di ricerca in Germania, Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito, al fine di avviare iniziative comuni in questo settore. Il rapporto iniziava analizzando gli incentivi che possano motivare i ricercatori a condividere i dati di ricerca: l'ottenimento di un riconoscimento simile a quello che ricevono per le loro pubblicazioni, l'adozione di questa attitudine come qualcosa che fa parte della cultura scientifica, o l'obbedienza ai mandati delle agenzie di finanziamento e delle riviste scientifiche. Un secondo aspetto analizzato riguarda le iniziative di formazione dei professionisti - tanto scientifici che bibliotecari – che dovranno gestire questi dati. Infine, il rapporto si approssimava alle caratteristiche che dovrà presentare la futura infrastruttura d'immagazzinamento dei dati scientifici, partendo dall'analisi dei depositi nazionali già disponibili nei quattro paesi considerati, includendo le loro necessità di finanziamento.

Arricchire la letteratura scientifica con dati empirici

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

Reilly, Susan; Schallier, Wouter; Schrimpf, Sabine; Smit, Eekfe; Wilkinson, Max. Report on integration of data and publications. 2011. <http://www.alliancepermanentaccess.org/wp-content/uploads/downloads/2011/11/ODE-ReportOnIntegrationOfDataAndPublications-1_1.pdf>


I dati empirici sono basati sulla ricerca scientifica. Negli ultimi anni sono aumentati drasticamente il volume e la velocità con cui si ottengono questi dati e come sono condivisi attraverso l'ulteriore sviluppo di strumenti di misura e d'uso di Internet per la comunicazione tra i ricercatori. Come risultato, la catena della comunicazione scientifica si è estesa oltre la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche (ed altri tipi di documenti) per incorporare la cattura, la descrizione e il riutilizzo dei dati primari sulla base di queste pubblicazioni. La sfida che abbiamo di fronte è quella di gestire questi dati in modo da non perdere il legame tra evidenze empiriche e pubblicazioni scientifiche che ne derivano.

La relazione che esaminiamo affronta il potenziale d’integrazione di dati e pubblicazioni, senza fornire nuovi risultati, ma facendo una sintesi di quelli ottenuti in diversi progetti precedenti, al fine di identificare esempi di queste pratiche. In particolare, gli autori esaminano gli incentivi e le barriere alla condivisione dei dati dal punto di vista di ricercatori, editori e biblioteche/centri dati.

Accesso aperto: atteggiamenti, percezioni e comportamenti

Ángel Borrego
Dipartimento di Biblioteconomia e Documentazione
Università di Barcellona
 

Fry, J.; Probets, S.; Creaser, C.; Greenwood, H.; Spezi, V.; White, S. PEER Behavioural Research: Authors and Users vis-à-vis Journals and Repositories. Final Report. August 2011.  http://www.peerproject.eu/fileadmin/media/reports/PEER_D4_final_report_29SEPT11.pdf. [Consulta: 13/02/2012]


Il progetto PEER (Publishing and the Ecology of European Research) indaga i possibili effetti su larga scala dell’auto-archiviazione, da parte dei ricercatori, dei risultati delle proprie indagini; il cosiddetto "percorso verde" dell’accesso aperto. E cioé: quali conseguenze avrebbe l'adozione diffusa dell’auto-archiviazione sull'accesso alle informazioni da parte degli utenti, la visibilità degli autori e, soprattutto, la vitalità delle riviste scientifiche?

Nell’ambito di questo progetto si son sviluppati diversi studi, tra cui uno condotto da ricercatori della Loughborough University che ha esaminato le percezioni, le motivazioni ed il comportamento di autori e lettori. Qual è il loro livello di consapevolezza rispetto le iniziative di accesso aperto e quali sono i fattori motivanti, e quelli disincentivanti, che ne' influenzano l'adozione?

Chi si ricorda dei libri di carta?

Ángel Borrego
Departament de Biblioteconomía y Documentación
Universitat de Barcelona
 

Report of the Collection Development Executive Committee Task Force on Print Collection Usage Cornell University Library. http://staffweb.library.cornell.edu/system/files/CollectionUsageTF_ReportFinal11-22-10.pdf

 

In un momento in cui l'interesse per le monografie nelle biblioteche universitarie si concentra sull'acquisizione dei libri elettronici della collezione, nessun più sembra ricordarsi dei libri di carta. Nonostante ciò, recentemente, la Cornell University incaricò ad un gruppo di lavoro di studiare l'utilizzo delle monografie stampate, a disposizione in biblioteca. L'obiettivo era sapere come circolano i libri, per migliorare la gestione della collezione, cercando di rispondere a domande come: fino a che punto è giustificabile l'esitenza di una percentuale di libri della collezione che mai escono in prestito? si deve considerare l'acquisizione, la gestione e la conservazione di questi libri una spesa superflua o un investimento in una collezione strategica di riserva?Il rapporto, risultante da quell'incarico, analizza l'uso dei libri utilizzando tre misurazioni: il prestito tra il 1990 ed il 2010 dei libri pubblicati durante lo stesso periodo; il prestito dei libri comprati nel 2001, ed il prestito in un giorno qualsiasi di aprile 2010.

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