ISSN: 2014-0894
La biblioteca quale territorio digitale: tecnologie applicate ai servizi ed alle collezioni documentali
Jesús Gascón
Departament de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
The Code4Lib journal. <http://journal.code4lib.org>. [Consulta: 01/02/2012].
Quando questa pubblicazione apparve alla fine del 2007, la presenza del computer e della tecnologia dell'informazione e della comunicazione nelle biblioteche, archivi e istituzioni simili, era già comune. Erano centri che aveva a lungo vissuto uno stato di progressivo cambiamento e adattamento al cambiamento, e dove è stata data una vasta gamma di servizi digitali, consolidati ed integrati nella realtà quotidiana di qualsiasi biblioteca. La costante espansione di questi servizi ed il gran numero di nuovi prodotti e tecnologie applicabili in un modo o nell'altro, rende difficile ai i professionisti dell'informazione tenere il passo e valutare correttamente le possibilità di inserirle nella propria istituzione.
Code4Lib Journal è una rivista che si desidera, partendo da questa realtà, offrire alla comunità bibliotecaria (nel senso più ampio: il personale di biblioteche, archivi e musei, come dichiarato dalla stessa rivista) con informazioni pratiche per migliorare e far progredire lo sviluppo dei servizi di biblioteca digitale, concentrandosi sugli strumenti ed i programmi implementati, sulle applicazioni tecnologiche e sulle esperienze di professionisti dell'informazione, più che quelle degli informatici. Anche se la rivista si descrive come "dei e per i bibliotecari" (nel senso più ampio della professione), vuole anche essere un punto di intersezione tra bibliotecari e programmatori, ai quali vuole far vedere la necessità di lavorare insieme e di adattare i propri prodotti a contesti e situazioni con esigenze diverse, che il loro cliente bibliotecario conosce in prima persona, ma ai quali spesso non può dedicare sufficiente attenzione.
La stessa pubblicazione dice nella sua presentazione che copre un mercato di nicchia, ossia di descrizione dei programmi e delle loro applicazioni "oltre la pura ricerca teorica nelle biblioteche digitali". In effetti, la maggior parte dei contributi riguardano programmi e tecnologie per la creazione e lo sfruttamento di collezioni digitali e di servizi, e sull'uso del computer nella biblioteca con relativi servizi e applicazioni progettate per migliorare i programmi di routine per la gestione delle informazioni. E non si limita alla descrizione od alla giustificazione dello strumento, ma cerca di dare informazioni sufficienti per valutare comparativamante e definire il contesto e l'impatto.
Conformemente alla materia trattata, è un giornale elettronico di accesso libero, senza un equivalente stampato, e dove ogni contributo è pubblicato in un formato simile a quello di un blog, in modo da generare interattività, riflessa nei commenti dei lettori o lo stesso autore, che può rispondere ad i primi o o aggiungere modifiche e aggiornamenti.
Dietro la rivista vi è comunità Code4Lib <http://code4lib.org/about>, una rete professionale e sociale di specialisti del settore (letteralmente, nella sua presentazione “gruppo di hacker, designer, architetti, restauratori, catalogatori, artisti e istigatori di tutto il mondo, che lavoran principalmente con e per le biblioteche, in archivi e in musei in "cose" tecnologiche). E che vuole lavorare, nello stile dei progetti open source, attraverso una cooperazione aperta allo scambio ed alla disseminazione d’idee ed esperienze. La comunità è stata fondata nel 2005 a seguito di contatti tra i professionisti in una lista di distribuzione. Da allora fanno conferenze annuali (la prima nel 2006) e mantenengono canali media come un canale IRC, un wiki , un aggregatore di blog e questa rivista che, di fatto, è iniziata come un esperimento in questa linea, e che può oggi essere considerata di successo e consolidata.
Il primo numero apparve nel dicembre del 2007 e da allora esce su base trimestrale, più o meno puntualmente per l'ultima settimana (o la prima del mese successivo) a marzo, giugno e settembre, anche se l'anno scorso è stato rinviato di circa mezzo mese.
Vi si pubblicano articoli, monografie e recensioni di software, conferenze, relazioni, progetti e attività ... La media è di 6-10 articoli per numero, con una o due recensioni o commenti. Abbondano, per il taglio pratico che si vuol dare alle tematiche trattate, esperienze e casi di studio e descrizioni di progetti, confronti e commenti su programmi o applicazioni innovative o descrizioni di buone pratiche. Ci sono anche alcuni elementi più "teorici" sui problemi e sulle prospettive legate alla tecnologia e alla biblioteca.
Nei quindici numeri pubblicati fino ad ora, si possono trovare argomenti vari, ma risaltano i contributi relativi alle esperienze di miglioramento nello sfruttamento di cataloghi (conversione di MARC ad altri formati, gestione e sfruttamento dei registri bibliografici e d’autorità, software per database...), allocazione ed utilizzo di metadati, sviluppo d’applicazioni web, applicazioni per il mobile (relativi ai servizi di informazione e consultazione), visualizzazione di informazioni, interazione dell'utente con i sistemi, utilizzo di software come Drupal con obiettivi diversi ... In molti d’essi, riflettendo la natura collaborativa della pubblicazione, s’includono esempi del codice sorgente e degli algoritmi sviluppati per un'applicazione. Va detto che la maggior parte dei contributi provengono dal settore delle biblioteche universitarie, situazione peraltro prevedibile, per la maggior disponibilità di risorse di cui normalemente dispongono; tuttavia riguardano applicazioni facilmente applicabili a qualsiasi ambiente documentale.
La rivista vuole pubblicare soprattutto articoli pratici ed in particolare incoraggiare i lavoratori della biblioteca a spiegare le proprie esperienze ed i programmi creati per casi specifici. Pertanto esclude alcuni modus operandi tipici delle riviste scientifiche e accademiche, ritenendo di poter attrarre anche persone al di fuori dell’ambito accademico. Quindi, anche se si sottolinea come i contributi debban avere un minimo di qualità, non dà criteri formali o direttrici di presentazione, e consiglia di non includere revisioni della letteratura, o stati dell’arte della materia, ma di andare direttamente alle applicazioni ed alle esperienze. I contributi presentano dei formati a metà strada tra l'articolo scientifico e l’articolo di blog, o di contributo ad una lista di distribuzione.
Allo stesso modo, applicano anche alla ricezione degli originali un processo di elaborazione editoriale, ma non una mera valutazione d’esperti che accetta o no il contributo (che non può essere esclusa per il futuro, come complemento al processo): e cioè il comitato di redazione nel ricevere una proposta, se necessario, lavora insieme all'autore fino a quando la proposta ottenga, con le proposte di modifica arrivate da parte di tutto il consiglio di redazione, la qualità o le caratteristiche desiderate. Questo processo, più lento e farraginoso per la rivista, è forse la ragione del suo successo, poiché incoraggia persone che, con una procedura più rigorosa o no d’accettazione dell’originale già rifinito, non si impegnerebbero non ritenendosi all’altezza di farlo.
L'approccio può sembrare poco ambizioso e controproducente, ma al contrario, raggiunge l'obiettivo desiderato ed infatti i contributi sono scritti per lo più da persone che lavorano "corpo a corpo", con queste tecnologie ed in modo molto pratico. La qualità, d'altra parte, è alta e generalmente i contributi sono ben ragionati e motivati, con lo sviluppo di applicazioni molto comprensibili e francamente assai utili. Inoltre il formato si rivela flessibile e pratico che è, in fondo, l’'aspirazione della comunità editoriale che la pubblica.
Disponiamo, pertanto, di un buon strumento per i professionisti, dove trovare informazioni comprensibili e focalizzate sui nostri bisogni e sulle innovazioni tecnologiche applicabili ai servizi che offriamo. Inoltre, offre idee pratiche e di facile applicazione in contesti simili; un elemento che nella sua parte pratica è benvenuto, e con la possibilità d’interagire con gli autori e altri lettori, o comunque di partecipare su altri canali della comunità editoriale. E poco più possiam domandarle.

