ISSN: 2014-0894
Possibili soluzioni per l'università inclusiva: materiali didattici disponibili
Departament de Bibliotecnomia i Documentació
Advisory Commission on Accessible Instructional Materials in Postsecondary Education for Students with Disabilities (2011). Report of the Advisory Commission on Accessible Instructional Materials in Postsecondary Education for Students with Disabilities. December 6, 2011. [Washington DC]: Advisory Commission on Accessible Instructional Materials in Postsecondary Education for Students with Disabilities. 174 p. <http://www2.ed.gov/about/bdscomm/list/aim/meeting/aim-report.pdf>. [Consultato: 16/03/2012].

Questa relazione, made in USA, si propone d’identificare le barriere d’accesso al materiale didattico per gli studenti d’educazione superiore con disabilità di lettura e scrittura, e cercarne una soluzione. Per fare ciò, un comitato interdisciplinare ha lavorato dal settembre 2010 fino ad ottobre 2011, con grande apertura e diffusione in modo che tutti potessero dire la loro. Va ricordato che il lavoro di questa commissione non parte da zero, di fatto gli Stati Uniti hanno una forte tradizione d'attenzione verso gli studenti con disabilità.
Tra alcuni degli aspetti più importanti vanno ricordati: un contesto normativo che obbliga a non discriminare e prevede deroghe al diritto d'autore nel caso di persone con disabilità, servizi d’infrastruttura per studenti con disabilità in tutte le università, che spesso assumono le funzioni di adattamento dei materiali didattici; vari servizi / organizzazioni che forniscono l'adattamento dei materiali o l'accesso a una versione digitale del materiale attraverso l'editore; un protocollo per identificare gli studenti come studenti disabili, ed un’offerta non certo trascurabile di materiali commerciali didattici accessibili.
L'obiettivo è chiaro: il materiale didattico deve essere accessibile ed costare uguale per gli studenti con disabilità che per gli altri studenti.
Si riconoscono, tuttavia, alcune limitazioni a questo approccio, come nel caso di risorse con un costo di produzione elevato per motivi tecnici (stampa a rilievo Braille e grafici tattili) o per motivi di contenuto (documenti scientifici, tecnici, ingegnenieristici o medici [STEM], linguistici o spartiti); cosí come si preiconizzano le difficoltà attese nei materiali a bassa incidenza, come i libri fuori stampa o come il materiale molto specializzato con un ridotto pubblico. In tutti questi materiali è necessario un sostegno finanziario da parte del governo, dal momento che il mercato difficilmente può sostenerne produzione.
Sfide
Il comitato ingaggia sfide operative, istituzionali, di produzione, cosí come sfide politiche e legislative, per affrontare il problema sotto tutti i punti di vista. Lungo il cammino percorso dallo studio, si rileva come le deroghe di legge forse non riflettono la realtà dei collettivi con disabilità di lettura e scrittura, e come, in generale, sia necessaria maggior ricchezza di dati affidabili per quantificare la necessità di materiali didattici accessibili.
Raccomandazioni
Il risultato del rapporto, oltre ad esporre un quadro molto completo dell’attuale produzione di materiali didattici accessibili, si materializza in 18 consigli, che aiuteranno a proseguire sulla strada dell’integrazione scolastica.
Alle raccomandazioni si aggiunge la necessità di affrontare l'accessibilità dei materiali didattici fin dall'inizio per motivi di efficienza e qualità. L'adattamento successivo dei materiali -spesso l'unica strada nel nostro paese- è dispendioso in tempo e denaro, e spesso non crea materiale di gran qualità.
Questa è una filosofia sostenuta da molto tempo da tutti gli specialisti in materia di accessibilità, però che non attecchisce a livello istituzionale in quanto implica azioni di promozione, formazione e regolamentazione importanti, i cui effetti non si vedono se non a medio/lungo termine.
D’altra parte è innovativo l’orientamento economico di mercato delle soluzioni proposte. In tutta la relazione si sottolinea l'importanza che siano gli stessi editori e distributori che si impegnino a rendere disponibili i materiali accessibili. Sii menziona inoltre la necessità di migliorare i programmi d’authoring e le piattaforme di consultazione, e si suggeriscono alcuni obblighi per i produttori o i distributori relativi ai metadati, sottotitoli ed altro ancora.
L'intervento dello stato si trasmette, nella maggior parte dei casi, attraverso buone politiche di subappaltato che esigano il compimento di criteri d’accessibilità. Ciò implica una buona formazione per chi sceglie ed acquista i materiali docenti.
Questo orientamento al mercato è stato da tempo già adottato nel Regno Unito, a differenza della Spagna o della Catalogna, dove non è minimamente contemplato. Certamente si dovrà fare lo sforzo nel nostro paese di ri-orientare gli sforzi dedicati all’accessibilità verso la formazione sul come fare buon outsourcing.
Per promuovere questo orientamento al mercato, lungo tutte le raccomandazioni, si propone che il governo finanzi la ricerca e l'implementazione delle innovazioni verso soggetti quali imprese, università o gli stessi autori.
Infine, come corollario di quanto sopra, le raccomandazioni sottolineano la necessità per i diversi attori nella produzione di materiali didattici abbiano una chiara specificazione dei requisiti che le proprie opere dovranno soddisfare. Data la rapida evoluzione della tecnologia si raccomanda di considerare queste linee guida sotto l’aspetto funzionale, specificandone il "cosa" e non il "come".
Conclusione
La lettura di questo rapporto è quindi molto raccomandata poiché ci orienta su alcuni dei provvedimenti da prendere se si vuole veramente un’università inclusiva. Stare attenti alle linee guida, alle modifiche legislative ed alle innovazioni che ne derivino sarà anche grande interesse.

