ISSN: 2014-0894

Strategia di Europeana per i prossimi anni

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Eugènia Serra
Coordinazione generale
Biblioteca di Catalugna
 

Europeana (2011). Strategic plan: 2011-2015. 23 p. <http://pro.europeana.eu/c/document_library/get_file?uuid=c4f19464-7504-44db-ac1e-3ddb78c922d7&groupId=10602>. [Consultado: 16/11/2011].
Europeana (2011). Business plan 2011. 17 p. <http://pro.europeana.eu/c/document_library/get_file?uuid=06a23e5f-e0d2-46c4-8d3a-c0add5c20321&groupId=10602>. [Consultado: 16/11/2011].

Europeana ha presentato quest'anno 2011 il piano strategico per il prossimo quinquennio ed il piano aziendale 2011, documenti che specificano la strategia, gli elementi chiave e gli indicatori che valutano la propria azione. Entrambi i documenti sono in linea con le raccomandazioni formulate dal comitato di esperti nella sua relazione “il nuovo Rinascimento”, trattato in questo blog.

Il piano ha individuato quattro linee strategiche:

  • Aggiungere il contenuto per costruire una fonte affidabile e aperta del patrimonio europeo, rappresentante la diversità culturale europea; Questo implica l'espansione della rete degli aggregatori, per migliorare la qualità dei metadati e migliorare l'interoperabilità attraverso il web semantico, grazie alla tecnologia del nuovo modello EDM. Da segnalare i 30 milioni di oggetti entro il l 2015 (significa raddoppiare il contenuto, ora di 16 milioniche, raggiunti in 4 anni) ed un aggregatore nazionale in ciascuno stato, entro il 2015.
  • Agevolare il trasferimento della conoscenza, dell'innovazione e promuovere l’area del patrimonio culturale, ha lo scopo di condividere la conoscenza tra professionisti provenienti da diversi settori culturali, che agisca come un ponte tra i settori culturali, politici, economici e gli utenti, incoraggiando la ricerca e lo sviluppo di applicazioni nell'ambito del patrimonio digitale.
  • Distribuire beni agli utenti quando e dove vogliono loro, che suppone aggiornare e migliorare constantemente il sito, personalizzare i servizi, agevolare in modo permanente l’ottenimento dei contenuti, promuovere allenze per distribuire il contenuto in modi alternativi, in modo che il contenuto di Europeana venga usato all’interno delle proprie risorse delle istituzioni e dagli utenti.
  • Attrarre utenti con nuove forme di partecipazione al patrimonio culturale, promuovere la partecipazione dell'utente direttamente, estendere gli strumenti 2.0 e l'uso delle reti sociali, nonché rafforzare le iniziative di UGC (User Generated Content = contenuto generato dall'utente).

Alcuni dei problemi evidenziati nel documento sono:

  • -passare da un ruolo centralizato ad a un modello più distribuito
  • -offrire nuove forme di accesso alla cultura, ispirare la creatività e stimolare la crescita economica,
  • -superare le barriere della proprietà intellettuale per la digitalizzazione, così che ci si occupi delle opere  orfane e dei diritti d'armonizzazione,
  • -assicurare finanziamenti a lungo termine sia per Europeana che per l'ecosistema dei fornitori di contenuti  e aggregatori che le forniscono la vita.

Il piano strategico include dettagli sui finanziamenti 2011-2015, con un bilancio annuale in progetti di circa 5 Milioni di Euro della Commissione europea dati direttamente a Europeana ed ai ministeri della cultura e dell'istruzione dei paesi coinvolti.

In materia di finanziamento, da evidenziare due aspetti, da un lato bisognerà valutare se nel contesto attuale sarà possibile mantenere un tale livello di fondi; d'altro canto, bisognerà tenere presente che i fornitori di contenuti possono vedere diminuita la propria capacità di creare e contribuire al portale, a causa della progressiva diminuzione dei bilanci che le istituzioni culturali stanno patendo in tutto mondo, fatto che inciderebbe negativamente sulla realizzazione degli obiettivi di Europeana.
Quanto al business plan, si pone particolare enfasi nell’orientarne l'attività verso gli utenti, i politici e gli agenti del mercato, riferendosi alla crescente comprensione sociale che l'accesso alla cultura è il fondamento di un'economia creativa. Il business plan indica 37 indicatori chiave di prestazioni per il 2011, ripartiti tra le quattro linee strategiche summenzionate ed una linea di natura operativa relativa al consolidamento degli uffici di Europeana.

Tra gli indicatori:

  • -alcuni sono pietre miliari in termini di quantità e qualità dei contenuti del portale, come per esempio raggiungere i 16 milioni di oggetti provenienti da 27 paesi, firmare almeno il 50% degli accordi per lo scambio di dati con i fornitori, ridurre il numero di broken links in meno del 3% ed aumentare fino al 30%, il numero di registri con indicazione dei diritti registrati e standardizzati;
  • -altri sono progettati per fornire linee guida e i modelli necessari per la crescita, la coerenza e la sostenibilità del progetto, tra cui, pubblicazione di cinque libri bianchi e quattro casi di studio basati su EDM, un nuovo modello di Open Data e pilota OAI servizio Server collegato attuate;
  • -e un altro gruppo si riferisce a prodotti derivati dal contenuto stesso o con il contributo ai servizi esterni, come ad esempio creando 2-3 argomenti editoriali, 5 mostre virtuali interattive e due prove di UGC (User Generated Content = contenuto generato dell’utente), uno dei quali basato sull'archivio della 2ª guerra mondiale.

Il documento del piano economico include il bilancio dettagliato delle entrate e delle spese per il 2011.

Sin dal suo inizio Europeana si è gradualmente posizionata come punto di riferimento del patrimonio culturale europeo. I documenti strategici che si sono pubblicati nel 2011 forniscono una panoramica dettagliata dell’orientamento del portale per i prossimi anni i riflettono la scommessa della comunità europea per fornirle continuità e consolidarne il proprio futuro.

Dal mio punto di vista, questo futuro passa per l’identificazione di un modello di funzionamento che faciliti la partecipazione delle istituzioni dalla memoria con rispetto alla propria individualità, ma con requisiti di qualità, in modo che si possa garantire la continua apportazione dei contenuti; e dipendendo anche dal raggiungimento di un modello di finanziamento che si basi non solo sui fondi pubblici, ma già si annunciava nella del Comitato dei saggi, "il nuovo Rinascimento”, che sia supportato dalla collaborazione del settore privato come provider di competenze complementari, tecnoligici e di expetise. 


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