Raros y Curiosos

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"Raros y Curiosos" è una sezione dedicata a notizie su traduzioni rare o ignote; oppure a dati curiosi in rapporto al processo di composizione e di circolazione delle opere
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ª Cesáreo Calvo Rigual
Una postilla alla traduzione spagnola del Galateo di Della casa
L'unica traduzione spagnola completa del Galateo rimane a tutt’oggi quella di Domingo Becerra, apparsa a Venezia nel 1585 presso lo stampatore Giovanni Varisco. La copia conservata alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma presenta una curiosa differenza rispetto ad altre: si tratta di due carte inserite dopo il frontespizio, contenenti una Fe de erratas che il traduttore aggiunse dopo aver ricevuto a Roma la stampa della sua traduzione piagata di errori. Non sappiamo quanti altri esemplari presentino la stessa giunta, ma è sicuro che non fu il caso dell’esemplare utilizzato in Francia per le stampe successive in versione mulitilingue (Jean de Tournes 1598 e 1609 e Jacques Feuillet 1615). In questo modo una stampa scorretta non controllata dal traduttore diede luogo a una tradizione testuale fortemente contaminata.
Uno studio approndito sulla vicenda editoriale e testuale di questa traduzione apparirà prossimamente su Interitalica.
ª Cesáreo Calvo
La questione della divisione in capitoli del Galateo e il contributo delle traduzioni
Com'è noto, il Galateo vide la luce postumamente nel 1558 per cura di Erasmo Gemini, segretario di Della Casa. Su questa stampa si basa tutta la tradizione testuale posteriore. Un'altra linea è costituita dal manoscritto apografo conservato oggi presso la Biblioteca Vaticana, e noto come Ricci-Parracciani (da notare que, per quanto conosciuto da tempo, se n'è tenuto conto soltanto nelle edizioni più recenti del Galateo, come quelle di E. Scarpa, G. Barbarisi e S. Prandi). Nessuno dei due testi presenta una divisione in capitoli. La divisione che riportano quasi tutte le edizioni moderne risale alla stampa settecentesca di Pasinello (1728). Anche se la scansione è fortemente artificiosa, pochi, salvo Scarpa e Prandi, si azzardano oggi a prescinderne. Un contributo alla ricostruzione della vicenda editoriale in rapporto alla partizione dell’opera lo si può trovare nell'Archivio dei testi guardando la Table et Sommaire du contenu en ce livre che precede il testo poliglotto (latino, italiano, francese, tedesco e spagnolo), e che appare molto più articolata di quella precedente.
ª María de las Nieves Muñiz Muñiz
La prima traduzione di Verga in Spagna: un testo sconosciuto
Nel novembre 1892, sul fascicolo 47 della rivista madrilena «La España Moderna» (pp. 135-140), vide la luce la prima traduzione spagnola di Cavalleria rusticana. Non si tratta, come sarebbe stato prevedibile, della riduzione teatrale approntata da Verga nel 1884 e resa celebre dalla musica di Mascagni nel 1890, bensì della novella apparsa su Vita dei Campi nel 1881 e poi ristampata da Treves nel 1892.
Un’analisi della versione verrà pubblicata prossimamente sulla miscellanea di studi in onore di Natale Tedesco che prepara Antonio di Grado. Il testo integrale della versione si può consultare nell’Archivio di Testi del presente Catalogo.
ª María de las Nieves Muñiz Muñiz
L'arcidiacono di Petrarca
Nel "Prologo"
di Francisco de Madrid alla traduzione del De remediis de Petrarca (De
los remedios contra prospera y adversa fortuna, Valladolid, Diego de Gumiel,
1510), il traduttore si disse «arcediano de alcor». Trascorsi otto
anni, la grafia giocò un brutto scherzo al tipografo di un'altra edizione
(Zaragoza, Jorge Coci, 1518, rist. 1523), e Francisco de Madrid cessò
di essere «arcediano de Alcor» per diventare «arcediano del
auctor». Dobbiamo quindi presumere che Petrarca fosse quanto meno vescovo
di Alcor.
Raros y Curiosos, 17 luglio 2002