biblioteca digital

Uno sguardo sulla strategia dei libri digitali nelle biblioteche pubbliche degli Stati Uniti

Carme Fenoll
Cap del Servei de Biblioteques
Generalitat de Catalunya


Jennifer Pearson. The Big Shift: E-book Availability in Public Libraries. EEUU: OCLC Research Report, agost 2013. 25 p. Disponible a:
<http://www.webjunction.org/news/webjunction/big-shift-ebook-availability-in-public-libraries.html?utm_source=WhatCountsEmail&utm_medium=OCLC%20Abstracts%20Test%20Group%203&utm_campaign=OCLC%20Abstracts >[Consulta: 14/01/2014]

Per valutare la strategia da seguire in materia di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche è essenziale seguire la situazione delle biblioteche statunitensi. Questo rapporto ci offre una buona fonte di informazioni. I suoi risultati, presentati nell'agosto 2013, raccolgono le esperienze di un gruppo di esperti, composto da direttori di biblioteca e personale della ALA e del Institute of Museum and Library Services (IMLS).

In quale contesto possiamo inserire questi risultati?
- Il mercato editoriale negli Stati Uniti registrò nel 2012 un aumento delle vendite di libri digitali del 44,2% rispetto all'anno precedente.

- Il 79% del personale delle biblioteche pubbliche dichiarava che "le biblioteche stavano vivendo un deciso aumento della domanda di e-books".

Francia informa su un benchmarking internazionale sul prestito digitale nelle biblioteche pubbliche

Carme Fenoll
Capo del Servizio Biblioteche
Direzione Generale di Archivi, Biblioteche, Musei e del Patrimonio


IDATE Consulting (2013). Étude sur l'offre commerciale de livres numériques à destination des bibliothèques de lecture publique. París: Ministère de la Culture et de la Communication: marzo 2013. 79p. [Consultato il: 03/10/2013]. Disponibile in: <http://www.culturecommunication.gouv.fr/Disciplines-et-secteurs/Livre-et-lecture/Actualites/Etude-IDATE-sur-les-livres-numeriques-en-bibliotheque>.

Libros de texto a formato e-booksLe politiche del prestito digitale nelle biblioteche pubbliche europee non hanno definito una linea chiara ed unica di funzionamento, come abbiamo discusso in una recensione precedente di un rapporto del Dipartimento di Cultura di Londra. Raccogliamo ora uno degli studi che abbiamo citato e che nasce da una richiesta del Ministero della Cultura francese. Lo studio offre un benchmarking della situazione in diversi paesi basandosi nelle seguenti cinque sezioni: 1) offerta del libro digitale nelle biblioteche 2) il mercato per l'edizione commerciale 3) modelli economici che presenta il libro digitale nelle biblioteche 4) la strategia dei protagonisti e 5) una sintesi della situazione nel paese.

Il benchmarking si occupa dei seguenti paesi:

Politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche: il caso dell'Inghilterra

Carme Fenoll
Cap del Servei de Biblioteques
Direcció General d'Arxius, Biblioteques, Museus i Patrimoni
William Sieghart. An Independent Review of E-Lending in Public Libraries in England (2013). London: Department for Culture, Media & Sport. Disponibile alla pagina: <https://www.gov.uk/government/publications/an-independent-review-of-e-lending-in-public-libraries-in-england?utm_source=WhatCountsEmail&utm_medium=OCLC%20Abstracts%20Test%20Group%203&utm_campaign=OCLC%20Abstracts>. [Consultato il 29 aprile 2013].

"Perfect."

Come intervengono i paesi vicini di fronte alla sfida di progettare politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche? In questo articolo abbiamo un buon esempio applicato in Inghilterra.

Si tratta di un documento molto ben ordinato che spiega i risultati di una collaborazione intersettoriale nella redazione di suggerimenti utili al momento di iniziare un servizio di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche.

Si parte dal problema che le case editoriali non hanno dato il via libera al prestito di e-book nelle biblioteche pubbliche, perché credono che creerebbe uno squilibrio nel settore e porterebbe a una caduta delle vendite.

Principalmente si fa riferimento alla paura presente nel settore che la facilità di accedere ai libri digitali ne renderebbe inutile l'acquistio (il "senza attrito" rispetto al prestito fisico). Lo sconcerto da parte dei settori implicati è evidente e Cristóbal Urbano lo spiega perfettamente nel suo post nel Blok de BiD1.

Politiche d'accesso aperto e di preservazione in Europa

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membre del grup Accés obert a la Ciència (www.accesoabierto.net)


European Comission. European Research Area (2011). National open access and preservation policies in Europe. Analysis of a questionnaire to the European Research Area Committee <http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/ope... [Consulta: 02/05/2012]

La presente relazione illustra i risultati di un'inchiesta realizzata fra gl'interlocutori dell'accesso, diffusione e conservazione, a livello nazionale, di ciascuno degli Stati membri dell'Unione europea. Nel 2009 se ne svolse una simile, infatti alcune problematiche cercano di riflettere sui progressi fatti da allora. La circolazione della conoscenza non è cosa da poco, compreso l'accesso, la diffusione, la conservazione, l'uso e il riutilizzo delle informazioni scientifiche. Gli studi dimostrano che il libero accesso porta una migliore visibilità e un maggior impatto nei risultati della ricerca e nonostante ciò la sua implementazione rimane una sfida.

La relazione fornisce una panoramica: sul come l'accesso aperto si stia sviluppando nello Spazio Europeo della Ricerca (SER); sull'appoggio fornito da un crescente numero di università, di centri di ricerca e di agenzie di finanziamento dall'Europa; poi ne risalta la crescita. Si sottolinea tuttavia che gli sforzi nazionali sono ancora frammentati e molto squilibrati fra i diversi paesi, impedendo di conseguenzaì all'Unione europea di esprimere il proprio pieno potenziale nel campo della ricerca e dell'innovazione. D'altra parte la Commissione europea si è impegnata a scommettere sul libero accesso, in accordo alle dichiarazioni fatte nel contesto del l'Agenda Digitale e dell'Innovazione.

Spostare le biblioteche “sulle nuvole”

Lluís Anglada
Consorzio di Biblioteche Universitarie della Catalogna
 

OCLC (2011). Libraries at Webscale: a discussion document. Dublin, OH: OCLC (Online Computer Library Center, Inc). 71 p. ISBN 978-1-55653-438-6. <http://www.oclc.org/ca/fr/reports/webscale/libraries-at-webscale.pdf>. [Consulta: 13/02/2012].

Quando ero piccolo, star tra le nuvole significava non avere i piedi per terra, essere un sognatore e pure essere confuso. Ma oggi i servizi di informazioni che non abbiano già pianificato di spostarsi nella nuvola (cloud) sono ancorati al passato, e non hanno una direzioni realistica.

Il rapporto, di cui presentiamo la recensione, inizia osservando che esistono diverse scale, o livelli, di presenza nella rete. Ritengo che ció che desiderano spiegare si possa capire meglio considerando le diverse fasi, sino ad oggi, d'introduzione dei pc nelle biblioteche. Un primo passo è rappresentato dall'automazione delle operazioni a livello interno. Una seconda fase, più pubblica, è ottenuta attraverso l'OPAC, ossia quando l'automazione inizia ad essere utilizzata dagli utenti. Il terzo momento, non ancora completato, si realizza quando la biblioteca fusiona i propri dati con dati provenienti da altre biblioteche per creare cataloghi e servizi in cooperativa.

Pagine

Abbonamento a RSS - biblioteca digital