biblioteca digital

Sul come le biblioteche pubbliche "mettono in rete" comunità e cittadini: chi dà di più a meno?

Felicidad Campal García
Biblioteca Pública del Estado de Salamanca
 

Hoffman, Judy [et al.]. "Public library funding & technology access study 2010-2011". American libraries magazine: Digital supplement. Summer 2011. 102 p. <http://viewer.zmags.com/publication/857ea9fd#/857ea9fd/1>. [Consultato: 09/02/2012].

 


Il rapporto "Libraries Connect Communities: Public Library Funding & Technology Access Study 2010-2011" valuta l'accesso del pubblico ai computer, ad Internet e ai servizi Internet delle biblioteche pubbliche negli Stati Uniti d'America oltre all'impatto dei cambiamenti in termini di connettività, sviluppo delle tecnologie e sostenibilità del finanziamento alle biblioteche. La relazione si basa sullo studio più completo fino ad oggi fatto sulla connettività Internet nelle biblioteche pubbliche iniziato nel 1994 da John Carlo Bertot e Charles R. McClure. I risultati del rapporto, co-diretto dalla American Library Association (ALA) e dal Information Policy and Access Center (IPAC) presso l'Università del Maryland e finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation, sono pubblicati come supplemento della rivista American Library Association di giugno 2011.

La biblioteca quale territorio digitale: tecnologie applicate ai servizi ed alle collezioni documentali

Jesús Gascón
Departament de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


The Code4Lib journal. <http://journal.code4lib.org>. [Consulta: 01/02/2012].


Quando questa pubblicazione apparve alla fine del 2007, la presenza del computer e della tecnologia dell'informazione e della comunicazione nelle biblioteche, archivi e istituzioni simili, era già comune. Erano centri che aveva a lungo vissuto uno stato di progressivo cambiamento e adattamento al cambiamento, e dove è stata data una vasta gamma di servizi digitali, consolidati ed integrati nella realtà quotidiana di qualsiasi biblioteca. La costante espansione di questi servizi ed il gran numero di nuovi prodotti e tecnologie applicabili in un modo o nell'altro, rende difficile ai i professionisti dell'informazione tenere il passo e valutare correttamente le possibilità di inserirle nella propria istituzione.

Europeana nella fase Danubio

 
Xavier Agenjo Bullón
Corpo Volontari Archivisti, Bibliotecari ed Archeologi
Direttore di Progetti della Fondazione Ignacio Larramendi
 

Ruth Bloomberg, Makx Dekkers, Stefan Gradmann, Mats Lindquist, Carlo Meghini, Julie Verleyen (2010). Functional specification for the Europeana Danube release. Europeana Think Culture. <http://version1.europeana.eu/c/document_library/get_file?uuid=42fdf604-8bd7-4fe4-8d3e-36cce6fcad65&groupId=10602> [Consulta: 25/01/2012]

 

Non è necessario insistere sul fatto che un progetto come Europeana sia ormai completamente integrato nell'Agenda Digitale Europea (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 26 agosto 2010). Quest'agenda è stato già oggetto di una recensione di successo su BID fatta da Ernest Abadal. Sebbene sia stata implementata solo nella seconda metà del 2010, l'Agenda Digitale venne preparata durante la presidenza spagnola nella prima metà di quello stesso anno. Una delle caratteristiche fondamentali del progetto Europeana è che dispone di un modello dati specifico, l'Europeana Data Model (EDM). Grazie a questo modello ed alle specificazioni funzionali (30 agosto 2010) il 1 ° maggio 2011 è stata lanciata la cosiddetta fase del Danubio, in cui ci troviamo attualmente.

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