Candela Ollé

I social networks e la costruzione della reputazione professionale

Candela Ollé
Estudis de Ciències de la Informació i la Comunicació
Universitat Oberta de Catalunya

Nicholas, D.; Herman, E. and Jamali, H. (2015). Emerging reputation mechanisms for scholars. Report European Commission. Joint Research Centre. Institute for Prospective Technological Studies. Disponible a: http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC94955/jrc94955.pdf  [Consulta:25/07/2015]


La corrispondenza epistolare e le telefonate erano le forme abituali d'intercambio di conoscenze oramai superate da tweets, blogs ed altre azioni istantanee, in tempo reale. Gli esperti  assicurano che una buona reputazione è vitale per il successo e quindi conoscere i meccanismi utilizzati per costruirla, in un momento in cui la ricerca e la docenza sono dipendenti e si rafforzano reciprocamente con iguale importanza, ci può essere di grande utilità.

Ci troviamo in una realtà accademica dove il contesto è mutevole. Che reputazione hai come accademico e/o professionista? O la devi ancora costruire?

Ingredienti per un buon cocktail: persone, tecnologia sociale e base dati

Candela Ollé
Estudis de Ciències de la Informació i la Comunicació
Universitat Oberta de Catalunya
 

Weigend, A. Dias, G., Chow, A. (2012) Tecnologías Sociales. El poder de las conversaciones en red. Fundación para la innovación Bankinter http://www.fundacionbankinter.org/system/documents/8614/original/00FTF17Cast2.pdf [Consulta: 13/10/2014]

All'inizio del XX secolo i mass media si dividevano l'attenzione e la capacità di influenzare la maggior parte della popolazione; quasi un secolo dopo, siamo passati ad una società globalizzata, informatizzata, dove convergono modelli comunicativi e sociali analogici e digitali. L'irruzione delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) ha fatto sí che le reti diventino strutture comunicative predominanti, che sempre più definiscono le nostre società, economie, modi di far politica e consumare cultura. Secondo Manuel Castells viviamo in una "società-rete globale" dove essere "connessi" passa ad essere da opzione a obbligo.

Tuffarsi nella comunità archivistica

Candela Ollé
Estudis de Ciències de la Informació i la Comunicació / Studi di Scienze dell'informazione e della Comunicazione
Universitat Oberta de Catalunya / Università Aperta della Catalogna

Washburn, Bruce; Eckert, Ellen; Proffitt, Merrilee (2013). Social Media and Archives: A Survey of Archive Users. Dublin, Ohio: OCLC Research: Agosto 2013. 32 p. [Consultato il 5/11/2013]. Disponibile in <http://www.oclc.org/content/dam/research/publications/library/2013/2013-06.pdf> ISBN: 1-55653-462-0 (978-1-55653-462-1).

Buceo. Pato pescando en un estanque del Alcázar. Sevilla

 
Conoscere le abitudini e le preferenze della comunità archivistica è l'obiettivo principale della relazione qui recensita. Finora avevamo parlato nel Blok de BiD del comportamento degli utenti, senza mai concentrarci nel settore degli archivi e delle collezioni speciali. L'interesse per l'information behaviour ha una traiettoria conosolidata e permette focalizzare profili concreti di utenti e ripetere l'analisi nel tempo per vedere gli sviluppi e le tendenze.
 

Durante un mese si raccolsero dati del corpo docente, studenti laureati e genealogisti, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, attraverso un sondaggio che combinava metodologie quantitative e qualitative. Questo era suddiviso nelle seguenti aree di interesse:

Chi sono i ricercatori di archivi e di collezioni speciali?
Come trovano e condividono le risorse?
Dove si rivolgono i ricercatori per ottenere aiuto all'inizio delle ricerche?
Che ruolo hanno i social media?
 

Comportamento informazionale: analisi e sintesi dello stato dell'arte

Candela Ollé
Estudis de Ciències de la Informació i la Comunicació
Universitat Oberta de Catalunya


Connaway, Lynn Silipigni; Dickey, Timothy J. (2010). The Digital Information Seeker : Report of findings from selected OCLC, RIN and JISC user behaviour projects. Version 1.1 March 2010. United Kingdom: JISC: The Higher Education Funding Council for England. (Document No 706). 55 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/publications/reports/2010/digitalinformationseekerreport.pdf>. [Consulta: 13/06/2012].


Né uno di meno né uno in più, dodici. Tanti sono gli articoli raccolti nella relazione The digital information seeker: report of the findings from selected OCLC, RIN, and JISC user behaviour project, con il fine di analizzarne i principali risultati, di confrontarli e di sintetizzarli; con l'obiettivo di aiutare a comprendere meglio il comportamento informazionale degli utenti.

La rassegna si è concentrata su studi condotti nel corso degli ultimi cinque anni nel Regno Unito e che han concentrato sforzi d'analisi su: contenuto elettronico, percezione degli utenti, comportamento informazionale e cataloghi bibliotecari. L'interessante del rapporto, che si spiega bene sin dalla prima pagina e che si richiama pure nell'ultima, è che le linee guida e le conclusioni estrapolate e sintetizzate nel suddetto, dovrebbero servire da base per l'implementazione futura di ricerche con campioni molto più grandi (studi longitudinali), per raggiungere così una maggiore e migliore conoscenza degli utenti e del loro comportamento.

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