Fernanda Peset

Tre erano le figlie del re: pianificazione, sviluppo e sfruttamento sui dati scientifici

Inma Aleixos. Universitat Politècnica de València
Ricardo Albiñana. Universitat Oberta de Catalunya
José Morales.  Universitat Ramon Llull
Fernanda Peset. Universitat Politècnica de València
 

- Erway, Ricky. 2013. Starting the Conversation: University-wide Research Data Management Policy. Dublin, Ohio: OCLC Research. http://www.oclc.org/content/dam/research/publications/library/2013/2013-08.pdf
- LERU Research data Working group / LERU Roadmap for research data // LERU, 2013. Advice paper; 14. http://www.uzh.ch/research/LERU_Roadmap_for_Research_data.pdf
- Sergey Filippov / Mapping Text and Data Mining In academic and Research Communities in Europe // Lisbon Council 2014; special briefing issue 16. http://www.lisboncouncil.net/publication/publication/109-mapping-text-and-data-mining-in-academic-and-research-communities-in-europe.html

 

Sembra che continuiamo con la tradizione di riunire in una sola rassegna tre relazioni di tematica comune (Peset, 2013; Fenoll 2014). È questa la terza volta, raggiungendo il tre con tre. Cercando di trovare un filo conduttore alle relazioni di questo articolo, potremmo leggerle seguendo l'ordine seguente: si inizia da Erway, si prosegue con LERU per terminare con Filippov. Lo abbiamo dedotto dopo averli letti, in quanto il primo identifica gli stakeholders nell'ambito dei dati di ricerca e presenta il ruolo di primo piano che può assumere la biblioteca, il secondo informa ampiamente su ciò che deve essere gestito ed infine Filippov dà esempio di come l'analisi dei dati con tecniche di mining possa evidenziare il valore dei datasets, unica giustificazione alla frase “i dati sono il nuovo petrolio dell'economia”.

Tre in uno, tre resoconti sulla gestione dei dati di investigazione

Alicia García-García
Universidad Católica de Valencia
 
Fernanda Peset
Universitat Politècnica de València

Grupo de Trabajo de "Depósito y Gestión de datos en Acceso Abierto" del proyecto
RECOLECTA (2012). La conservación y reutilización de los datos científicos en España. Informe del
grupo de trabajo de buenas prácticas
. Madrid: Fundación Española para la Ciencia y
la Tecnología, FECYT. <http://www.recolecta.net/buscador/documentos/informe_datos_cientificos_en_esp.pdf>. [Consultato il: 4 agosto 2013].
 
The Royal Society (2012). Science as an open enterprise: open data for open science. London: The Royal Society. <http://royalsociety.org/uploadedFiles/Royal_Society_Content/policy/projects/sape/2012-06-20-SAOE.pdf>. [Consultato il: 4 agosto 2013].
 
Tenopir, Carol; Birch, Ben; Allard, Suzie (2012). Academic Libraries and Research Data Services: Current Practices and Plans for the Future. Chicago: Association of College and Research Libraries. <http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/publications/whitepapers/Tenopir_Birch_Allard.pdf>. [Consultato il: 4 agosto 2013].

Il filo conduttore di queste relazioni è la gestione dei dati derivati dalla ricerca. Tre lavori, affrontati da tre punti di vista differenti. Come iniziava una famosa barzelletta, "un inglese, uno spagnolo e un americano…" che affrontano lo stesso argomento, i dati di investigazione, sono essenzialmente differenti tra di loro.

Tutti e tre si avvicinano al tema da una prospettiva a scala nazionale. Però i dati della ricerca come molti altri aspetti della comunicazione scientifica, hanno una dimensione internazionale inevitabile. Per questa ragione si osservano punti in comune ai tre documenti. Come esempio, vediamo che la definizione usata per i dati di ricerca utilizzati nello spagnolo proviene dall'università di Melbourne.

I dati della ricerca sono fatti, osservazioni o esperienze su cui si basa l'argomento, la teoria o la prova. I dati possono essere numerici descrittivi o visuali. I dati possono essere allo stato grezzo o analizzato, sperimentali o basati sulle osservazioni. I dati includono: quaderni di laboratorio, quaderni di campo, dati di ricerca primaria (incluso i dati in formato cartaceo o su supporto informatico) questionari, cassette audio, video, sviluppo di modelli, fotografie, film e le verifiche e le risposte della prova. I dati raccolti per la ricerca possono includere diapositive, disegni e prototipi. Nell'informazione sulla provenienza dei dati si potrebbe inoltre includere: il come, il quando, il dove si raccolsero e con che cosa (per esempio, con che strumenti). Il codice del software utilizzato per generare, commentare o analizzare i dati può anche essere considerato un dato.

Visualizzazioni settore scientifico sulla conservazione delle informazioni

Fernanda Peset
Universitat Politècnica de València
 

European Commission (2012) "Online Survey on Scientific Information in the Digital Age'', Survey report . Luxembourg: Publications Office of the European Union. Disponible a: http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/survey-on-scientific-information-digital-age_en.pdf

La preoccupazione dell'Unione europea per l'informazione scientifica e l'open access era evidente già nel 2006 e da questa, con una sguardo panoramico sulle discussioni che si stavano generando, già potevamo desumere i molteplici interessi in gioco, a volte contrastanti. Va notato che, nei primi momenti in cui l'accesso aperto non era ancora così diffuso, all'affrontare i temi sulla pubblicazione scientifica era più visibile la tensione tra i grandi editori scientifici e i sostenitori del modello dell'accesso aperto.

L'Europa ha sempre riservato un ruolo importante alle biblioteche accademiche. l loro incarichi classici -di conservazione e di diffusione- si sta ampliando attraverso il supporto di nuovi agenti, che sono interessati alla redditività dell'informazione scientifica quale motore economico della società della conoscenza. Tra questi vanno segnalati i nuovi parchi scientifico-universitari e le aziende spin-off. E così, il lavoro delle biblioteche è assunto come un elemento necessario per creare nuova conoscenza, e renderla redditizia trasferendola al tessuto produttivo.

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