Lluís Anglada

Politiche di accesso aperto nei paesi del sud Europa

Lluís Anglada
Consorci de Biblioteques Universitàries de Catalunya (CBUC) / Consorzio delle Biblioteche Universitarie della Catalogna (CBUC)
 

International Open Access Conference: Towards Common European Policies for Innovative Reuse of Public Sector and Scientific Information. Open Access in Greece: 16/10/2013. MedOANet European Conference: 17-18/10/2013. Atene: National Documentation Centre of Greece (EKT), 2013. Disponibile in: <http://openaccess.gr/conferences/conference2013/>. [Consultato il 11/11/2013]

Open Access Week 2013

Nel decorrere dell'ultimo anno e mezzo, il progetto europeo MedOANet (Mediterranean Open Access Network), si è impegnato nella sua attività di promozione di politiche, strategie e strutture di Accesso Aperto per la ricerca scientifica nei sei Paesi del sud Europa: Grecia, Turchia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Questa iniziativa nasce in sèguito al seminario Policies for the development of OA in Southern Europe organizzato dal consorzio Southern European Libraries Link (SELL) e FECYT nel maggio 2010 a Granada (Spagna) in cui si approvò la denominata Dichiarazione dell'Alhambra con raccamandazioni per lo sviluppo delle politiche di stimolo dell'OA nell'Europa del Sud.
 
MedOANet si concluse nei giorni tra il 16 ed il 18 d'ottobre ad Atene con la celebrazione del International Open Access Conference organizzata dalla greca EKT National Documentation Centre. Le sessioni del 16 hanno affrontato le iniziative di promozione di politiche per l'accesso aperto e per l'informazione scientifica in Grecia. I giorni seguenti si sono focalizzati, in àmbito internazionale, sui Paesi del sud Europa.

Un volume unico nel suo genere: le collezioni della biblioteca della UAB

Lluís M. Anglada i de Ferrer

CBUC, @lluisanglada


Farré Fiol, Carme; Gómez Escofet, Joan (2013). Col·leccions singulars a les biblioteques de la UAB. Bellaterra: Servei de Publicacions de la Universitat Autònoma de Barcelona. 247 p. : il. ; 30 cm. Testo in inglese e catalano. ISBN 9788449028878. <https://ddd.uab.cat/record/107702>. [03/09/2013]. 

UAB

La biblioteconomía è una disciplia con diversi rami, che non si sono sviluppati tutti allo stesso modo nei vari paesi. Fatto logico ma non scontato. Nel nostro paese i contributi teorici e pratici sugli edifici che ospitano le biblioteche sono apparsi dopo un periodo estremamente prolifico che ha visto la costruzione di molte biblioteche (pubbliche e universitarie). Per quanto possiamo cercare faremo fatica a trovare una bibliografia dedicata alla costruzione delle collezioni e questa è una grave lacuna delle nostre biblioteche. Nelle università, le collezioni bibliografiche sono state costruite spesso "a pioggia" (l'espressione è Dolors Lamarca) ovvero per accumulazione disordinata e non pianificata di documenti. È noto che una delle differenze principali tra la prassi bibliotecaria anglosassone e quella europea è il minor intervento dei bibliotecari europei nella selezione dei documenti per la formazione delle collezioni in biblioteca.

Costruire le raccolte (vale a dire le collezioni) è una delle funzioni di base delle biblioteche. È una caratteristica delle nostre biblioteche avere avuto collezioni patrimoniali abboandanti e aver sofferto di una certa scarsità di risorse per le nuove acquisizioni almeno fino alla fine degli anni Ottanta, principio degli anni Novanta del secolo scorso. In questo contesto, la modernizzazione della professione ha visto attribuire una minore importanza alla raccolta dei documenti obsoleti. Nello stesso modo è stato posto l'accento sull'accesso e sui documenti moderni.

Cosa bisosga fare per ottenere un accesso universale a tutte le pubblicazioni scientifiche che siano di qualità e sostenibili

Lluís Anglada
Consorci de Biblioteques Universitàries de Catalunya

Janet Finch (Chair) / Accessibility, sustainability, excellence: how to expand access to research publications: Report of the Working Group on Expanding Access to Published: Research Findings: Report of the Working Group on Expanding Access to Published Research Findings // 2012
http://apo.org.au/sites/default/files/Finch-Group-report-FINAL-VERSION.pdf
sintesi:
http://www.researchinfonet.org/wp-content/uploads/2012/06/Finch-Group-report-executive-summary-FINAL-VERSION.pdf

Open Access promomaterial

Parafrasando Rayuela di Julio Cortázar, possiamo dire che l'ideale dell'OA è stato portato "sulle ali della fantasia sino al bordo stesso dell'orizzonte".

Il rapporto del comitato di esperti presieduto da Janet Finch sul come espandere l'accesso ai risultati pubblicati dalla ricerca ritiene che l'OA sia un orizzonte prossimo in cui si collocarà la comunicazione scientifica.

Nel giugno di quest'anno è stato pubblicato il Rapporto Finch e - sicuramente come Rayaula - è stato più citato che letto, e - cosí come il racconto di Cortázar - si può leggere dall'inizio alla fine o ci si può costruite un cammino personale spaziando tra i diversi capitoli. O ancora ci si può leggere il riassunto esecutivo che è incluso nella versione completa del rapporto.

Spostare le biblioteche “sulle nuvole”

Lluís Anglada
Consorzio di Biblioteche Universitarie della Catalogna
 

OCLC (2011). Libraries at Webscale: a discussion document. Dublin, OH: OCLC (Online Computer Library Center, Inc). 71 p. ISBN 978-1-55653-438-6. <http://www.oclc.org/ca/fr/reports/webscale/libraries-at-webscale.pdf>. [Consulta: 13/02/2012].

Quando ero piccolo, star tra le nuvole significava non avere i piedi per terra, essere un sognatore e pure essere confuso. Ma oggi i servizi di informazioni che non abbiano già pianificato di spostarsi nella nuvola (cloud) sono ancorati al passato, e non hanno una direzioni realistica.

Il rapporto, di cui presentiamo la recensione, inizia osservando che esistono diverse scale, o livelli, di presenza nella rete. Ritengo che ció che desiderano spiegare si possa capire meglio considerando le diverse fasi, sino ad oggi, d'introduzione dei pc nelle biblioteche. Un primo passo è rappresentato dall'automazione delle operazioni a livello interno. Una seconda fase, più pubblica, è ottenuta attraverso l'OPAC, ossia quando l'automazione inizia ad essere utilizzata dagli utenti. Il terzo momento, non ancora completato, si realizza quando la biblioteca fusiona i propri dati con dati provenienti da altre biblioteche per creare cataloghi e servizi in cooperativa.

Come fare affinché le risorse digitali create con denaro pubblico ottengano il massimo d’efficacia

Lluís Anglada
Consorzio di Biblioteche Universitarie di Catalogna


"A guide to real value from the internet: Producing, promoting and developing content most effectively" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 15 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREGuide.pdf>. [Consulta: 12/10/2011].
"A checklist for value from the internet: Producing, promoting and developing content most effectively" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 2 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREChecklist.pdf>. [Consulta: 12/10/2011].
"Reports from the field: Experiences from those ‘at the coalface'" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). Version 1.1, April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 34 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREFieldReports.pdf>. [Consulta: 12/10/2011].

Negli anni '80 c'è stata la necessità di sviluppare reti di comunicazione col fine di ottimizzare tutto il potenziale dei computers. I governi di diverse nazioni hanno creato molte organizzazioni (talvolta delle fondazioni) per estendere la rete sul territorio nazionale. Son cosí nate, e si sono sviluppate, RedIris in Spagna, Cyclades in Francia o JANET nel Regno Unito. L'evoluzione delle cose è differente da un paese all'altro in funzione anche di come le persone e le orgranizzazioni sapranno gestirle. Fu cosí che JANET riuscí sin dall'inizio ad ospitare attività correlate all'informazione (e non sono all'informatica).

Il buon svluppo di JANET comportó la creazione del Joint Information Systems Committee (JISC), organizzazione che oggigiorno nemmeno piú si cura di far apparire il proprio nome completo sulla propria pagina web e che parte dalla visione secondo cui "la gestione della tecnologia e dell'informazione deve essere il cuore della ricerca e dell'educazione". Il JISC finanzia 121 progetti. I progetti sono raggruppati in 18 programmi tra i quali ci sono per esempio accessibilità, biblioteche digitali, depositi, iteroperabilità, ambienti d'insegnamento...

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