Accesso alla ricerca di qualità: spada di Damocle e chiave di successo futuro per PMI e microaziende

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Cristina Soy
Criteria Caixa Holding, SA
Professoressa Asociata Dipartimento di Biblioteconomia e Documentazione
Università di Barcellona
 
 

Houghton, John; Swan, Alma; Brown, Sheridan (2011). Access to Research and Technical Information in Denmark: Report to The Danish Agency for Science, Technology and Innovation (FI) and Denmark's Electronic Research Library (DEFF). Abril, 2011. København: Forsknings- og Innovationsstyrelsen. 65 p. ISBN: 978-87-923-7287-1. <http://www.fi.dk/publikationer/2011/adgang-til-forskningsresultater-og-teknisk-information-i-danmark/adgang-til-forskningsresultater-og-teknisk-information-i-danmark-access-to-research-and-technical-information-in-denmark.pdf>. [Consulta: 02-01-2012].
 

claus per abrirLe piccole e medie imprese (PMI), insieme alle microimprese, sono la tipologia d'imprese tra le più rappresentate nelle economie della conoscenza e sviluppano un ruolo chiave d'innovazione. Per questa ragione, determinare il livello d'accesso e l'uso delle informazioni tecniche derivanti dalla ricerca, identificare le difficoltà e gli ostacoli, così come quantificare i costi, i benefici ed il valore assegnato, è essenziale per la vitalità dei processi innovativi delle stesse PMI. Questo è l'obiettivo della relazione danese, Access to Research and Technical Information in Denmark elaborato dalla Danish Agency for Science, Technology and Innovation e dalla Denmark's Electronic Research Library. La ricerca è stata condotta utilizzando questionari brevi online somministrati ad un centinaio di aziende e realizzando venti interviste in profondità a ricercatori professionisti o amministratori d'imprese innovative di recente costituzione, spesso collegate ad incubatori ed a imprese collaboratrici dell'amministrazione pubblica.

Tra i principali risultati dello studio si evidenzia la dipendenza delle PMI danesi, dedicate allo sviluppo d'attività innovative, dall'informazione esterna risultante dall'attività di ricerca accademica e finanziata con fondi pubblici. Più specificamente, la ricerca sottolinea l'importanza dei documenti di ricerca, tecnici e degli standard scientifici, delle informazioni tecniche sui prodotti e sui processi, come i tipi d'informazioni tra i più rilevanti per le PMI intervistate, seguiti dalle ricerche di mercato, dagli studi di settore e prodotto, dall'informazioni legislativa e regolamentaria e dalle pubblicazioni settoriali e professionali. Altre tipologie rilevanti sono i brevetti, le tesi e ed i lavori di ricerca, le relazioni tecniche dei governi, le pubblicazioni delle camere e le opere di consultazione.

Gli articoli di ricerca sono considerati la fonte più importante per il 48% dei partecipanti. A questi i documenti forniscono basi tecnico-scientifiche e comprensione sui potenziali sviluppi commerciali. Secondo quanto raccolto dagli autori, il 38% dei prodotti sviluppati negli ultimi tre anni sarebbe stato ritardato, o non sviluppato, senza la disponibilità di letteratura accademica; ed i ritardi sono attestati a 2.2 anni, che tradotto in vendite significherebbe perdite di quasi 5 milioni di euro.

Con riferimento al contesto oggetto dell'analisi, l'accesso a documenti completi, a ricerche complete, a studi di mercato su prodotti e settori, si sollevano difficoltà alquanto rimarcabili. Nel caso delle ricerche di mercato e d'informazioni su prodotti e industrie, che forniscono la vision su redditività commerciale e domanda dei consumatori, le difficoltà di accesso crediamo si possano spiegare in parte per lo specifico carattere dell'indagine: fatta su misura, di proprietà, di scarsa diffusione e dall'elevato costo. Ma è forse più rilevante (e stupefacente), la difficoltà di accesso agli articoli: nel 55% dei casi i partecipanti hanno problemi ad ottenerne il testo completo. Questo risultato va considerato come molto elevato, se si considera che la metà dei partecipanti son società che fanno parte d'iniziative imprenditoriali, concepite per accelerare la crescita, e d'incubatori, che offrono una gamma di risorse quali l'accesso a contatti di rete — istituzionali, universitari, a imprese di maggiore dimensione — accesso all'informazione e alla conoscenza specializzata, e che hanno una posizione più avvantaggiata rispetto la maggior parte delle aziende. Le cause di maggior difficoltà d'accesso al testo completo degli articoli di ricerca derivano, secondo quanto attesta lo studio, dal fatto che si trovino gli articoli. peró si debba pagare per ottenerne il testo completo, o che si sia cercato l'articolo on-line e non si sia saputo trovare, o ancora che si disconosca come individuarlo. Le spese per l'acquisizione di papers di ricerca in modalità sottoscrizione personale o aziendale,o di articoli on-demand, è meno di 900 euro l'anno, e il cammino più usato per l'accesso ai papers di ricerca è la sottoscrizione personale, la biblioteca interna, gli archivi istituzionali, le riviste d'accesso aperto o le associazioni professionali. Gli strumenti che vengono utilizzati per identificare i papers pertinenti vanno dalle ricerche con motori di ricerca universali, fondamentalmente Google, a motori specializzati tipo Google Scholar o PubMed, dall'utilizzo delle citazioni bibliografiche delle pubblicazioni, alle raccomandazioni da parte di colleghi. Il tempo assegnato a individuare paper di ricerca è in media di 51 minuti, il che in termini economici è valutato in circa 123 euro di media per articolo, tempo dedicato che sicuramente va a detrimento del successivo trattamento ed analisi delle informazioni.

I risultati della ricerca mostrano che esiste la possibilità di migliorare sia il livello di alfabetizzazione che quello delle competenze informazionali delle aziende partecipanti; e che esistono formule innovative che permettano loro di superare le attuali barriere di accesso alla produzione scientifica, ad un costo ragionevole. Le possibili soluzioni proposte dagli autori dello studio vanno dall'acquisto di risorse informative attraverso un consorzio, all'espandere la concessione di licenze per base dati scientifici provenienti dalle università alle PMI attraverso le biblioteche di ricerca, dallo stabilire i criteri per gli aiuti pubblici che possano richiedere le aziende, al promuovere l'open publishing, reso obbligatorio nei casi di ricerca finanziata pubblicamente. Siamo di fronte ad un tipo d'azienda ad intenso uso d'informazioni e di conoscenza, ma che per le sue dimensioni non ha accesso alle piattaforme di risorse informative delle grandi aziende e delle istituzioni accademiche - l'uso di database commerciali per accedere alla letteratura scientifica viene utilizzato solo nel 39% dei casi - però è uno degli elementi più dinamici del tessuto impresariale. Gli importi coinvolti nell'acquisizione di informazioni mostrano che le cifre dedicate in fatturato sono ancora scarse. Le imprese in questione non sembrano sviluppare attività di sorveglianza sistematica dell'ambiente che permetta loro di agire in maniera anticipatoria, pur essendo consapevoli che solo una parte delle informazioni, potenzialmente rilevanti per i processi e le risorse attualmente utilizzate, si trova.

A partire dai risultati dello studio bisogna pensare che le strategie per risolvere le carenze individuate dalla ricerca debbano passare dal prendere provvedimenti per mettere alla portata di piccole e medie imprese soluzioni multidisciplinari e integrate, che rispondano alle esigenze d'informazione ampia e diffusa associata all'innovazione attraverso l'accesso alle grandi piattaforme ed agli aggregatori di multiple base dati, con contenuti premium, ma anche con contenuti di qualità in accesso aperto, che coprano l'aspetto degli ultimi ritrovati delle diverse "microdiscipline", e l'applicazione pratica pensata per utenti d'ambito aziendale. Queste proposte devono andare al di là del semplice accesso rapido alle informazioni pertinenti e dovrebbero consentire di migliorare la produttività del ricercatore e del responsabile di progetti di ricerca, ottimizzare i processi associati alla ricerca e aumentare l'efficienza, incoraggiando il lavoro di squadra ed il lavoro cooperativo, tra gli altri. A questo proposito dobbiamo ricordare per esempio, secondo uno studio pubblicato da Elsevier (2010), può essere codificato in un risparmio del 15,3% in ricerca e sviluppo realizzata mediante l'uso delle risorse informative che accelerano il pagamento dei processi di business, mentre la loro indisponibilità implica un declino nello sviluppo dei progetti e d'efficienza nel rispondere alle esigenze dei clienti.