Come fare affinché le risorse digitali create con denaro pubblico ottengano il massimo d’efficacia [1]
- risorse web [3]
- JISC [4]
- JANET [5]
- metadati [6]
- diffusione [7]
- creazione di contenuti [8]
Lluís Anglada
Consorzio di Biblioteche Universitarie di Catalogna
"A guide to real value from the internet: Producing, promoting and developing content most effectively" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 15 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREGuide.pdf [9]>. [Consulta: 12/10/2011].
"A checklist for value from the internet: Producing, promoting and developing content most effectively" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 2 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREChecklist.pdf [10]>. [Consulta: 12/10/2011].
"Reports from the field: Experiences from those ‘at the coalface'" (2011). En: Maximising Online Resource Effectiveness (MORE). Version 1.1, April 2011. The Higher Education Funding Council for England (HEFCE); JISC. 34 p. <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/themes/content/sca/SCAMOREFieldReports.pdf [11]>. [Consulta: 12/10/2011].

Negli anni '80 c'è stata la necessità di sviluppare reti di comunicazione col fine di ottimizzare tutto il potenziale dei computers. I governi di diverse nazioni hanno creato molte organizzazioni (talvolta delle fondazioni) per estendere la rete sul territorio nazionale. Son cosí nate, e si sono sviluppate, RedIris in Spagna, Cyclades in Francia o JANET nel Regno Unito. L'evoluzione delle cose è differente da un paese all'altro in funzione anche di come le persone e le orgranizzazioni sapranno gestirle. Fu cosí che JANET riuscí sin dall'inizio ad ospitare attività correlate all'informazione (e non sono all'informatica).
Il buon svluppo di JANET comportó la creazione del Joint Information Systems Committee (JISC [12]), organizzazione che oggigiorno nemmeno piú si cura di far apparire il proprio nome completo sulla propria pagina web e che parte dalla visione secondo cui "la gestione della tecnologia e dell'informazione deve essere il cuore della ricerca e dell'educazione". Il JISC finanzia 121 progetti. I progetti sono raggruppati in 18 programmi tra i quali ci sono per esempio accessibilità, biblioteche digitali, depositi, iteroperabilità, ambienti d'insegnamento...
Il JISC è coinvolto nel Strategic Content Alliance, che è un framework di collaborazione tra enti pubblici (il JISC, la British Library, la BBC, il Museums, Libraries and Archives Council (MLA) e il Wellcome Trust), che vogliono ottimizzare le risorse investite in digitalizzazione di contenuti digitali, partendo dal coordinare le proprie attività. Quest'Alleanza si basa sul convincimento secondo cui l'aumento di contenuti digitali in rete porterà vantaggi a tutti i livelli (personale, formativo e lavorativo).
Con queste premesse, non devono sorprendere le tre relazioni di cui oggi diamo rassegna e che hanno quale comune denominatore la massimizzazione dell'efficacia delle risorse on-line. Il filo conduttore dei report è dare risposte alla domanda sul come possiamo garantire che le risorse create con denaro pubblico arrivino alla gente cui sono destinate.
Le ricerche nascono da alcuni workshop ideati dalla Strategic Content Alliance ed organizzati dal NJISC nel 2010, son tre:
- • Guide to maximising your online presence [11](2011)
- • A checklist for 'value' from the internet [10] (2011)
- • [11]Reports from the field: experiences of those 'at the coal face' [11] (2011)
- (Le citazioni complete sono all'inizio dell'articolo)
Il primo, e forse il più interessante per i lettori di questo Blog, descrive in una quindicina di pagine come gli enti culturali debbano orientarsi rispetto la produzione, la promozione e lo sviluppo, in maniera efficace, dei contenuti digitali. Le istituzioni, che digitalizzano risorse culturali, son tentate dal mettere l'accento sulla specificità di ogni tipo di risorsa, dimenticando peró le regole generali che normano la disseminazione dei documenti in rete. La guida raggruppa le considerazioni in otto sezioni e per ognuna di queste fa ulteriori considerazioni. La brevità del documento ce ne risparmia il riassunto, peraltro sottolineeremo qui alcune delle idee che vi si espongono:
- • L'interesse sul breve periodo è quello di caricare contenuti in rete, peró a largo termine ció che dobbiam fare é costruire una rete più intelligente
- • Se vogliamo raggiugere un'amplia audience, pensiamo che molta gente raggiunge indirettamente le nostre risorse, e cioé attraverso i motori di ricerca (dobbiam costruire le risorse tenendoli presenti)
- • Il miglior consiglio per costruire una buona risorsa è conoscere bene il pubblico a cui si dirige. Dopo ció si raccomanda strutturare bene la risorsa ed usare i metadati
- • Bisogna utilizzare le reti sociali per promuovere ed arricchire le risorse digitali culturali
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Non importa quanto digitali siano le risorse, ci son principi (non tecnologici) che rendono più semplici l'uso e la comprensione delle stesse.
La ‘checklist' raccoglie in formato di collezione trenta consigli che, in forma maggiormente argomentata, si enucleano nella guida menzionata.
Il terzo report raccoglie casi di successo di acluni dei partecipanti ai workshop. Si presentano 12 casi, per ognuno s'introduce un ente determinato, che è stato produttore di una risorsa digitale culturale, e si dimostra come l'applicazione dei contenuti dei seminari abbia contribuito a migliorare la propria risorsa.
Tra le istituzioni ci sono ATG Training (un'entità senza scopo di lucro che organizza corsi di formazione), la EDINA (il centro nazionale dati per le università) o la biblioteca del Leeds College of Music.
Questi rapporti non sono magici, come non lo dovrebbero essere i seminari che li hanno generati, peró vogliono dimostrare ai promotori, che caricano risorse culturali in rete, che questa ha delle sue regole proprie e che dobbiamo seguirle se vogliamo che il nostro lavoro ne tragga vantaggio. A mio avviso, forse la parte più interessante (e di novità) è l'insistenza, che si fa nella guida, sul costruire risorse utilizzando metadati che favoriscano la creazione della semantica web, cosa che, peraltro, sembra essere una tendenza che sta emergendo con forza negli ultimi mesi.

