- biblioteca [3]
- museo [4]
- archivi [5]
- valutazione economica [6]
Antoni Feliu
Cap de la Unitat d'Estadístiques i Qualitat
Gerència de Serveis de Biblioteques
ALMA UK (Archives, Libraries & Museums Alliance UK) (2010). Economic Impact Toolkits for Archives, Libraries and Museums: Final Report. Newcastle upon Tyne: ERS, UK. 100 p. <http://wales.gov.uk/docs/drah/research/110331almaukeconomicimpactresearchen.pdf [7]>. [Consulta: 20/09/2012].
La domanda che titola questo scritto è più facile da fare che da rispondere, e nonostante questa sia collegata, non è esattamente lo stesso che questionarsi sull'utilità di questo museo.
La domanda, cosí come è formulata, comporta implicitamente l'idea di dover fare un bilancio tra risorse utilizzate e risultati ottenuti. Non sarebbe inoltre lo stesso se rispondesse il direttore del museo, un artista, un urbanista, un albergatore, un turista, un residente del quartiere del Raval di Barcellona o un politico. In qualsiasi caso, la risposta, tratta magari da quella del direttore del museo, sarebbe sostenuta da alcuni dati, peró anche e soprattutto da percezioni, sensazioni, esperienze, idee preconcette che facilmente non porterebbero a una risposta precisa alla domanda.
Allo stesso modo da alcuni settori del cosidetto settore culturale, si son fatti e si fanno tentativi per dare una risposta precisa, adeguata, strutturata ed elaborata sulla base di una metodologia scientifica a domande come questa, con l'obiettivo di misurare l'impatto che hanno determinate istituzioni culturali, per poi tradurne le conclusioni in termini economici.
Il documento oggetto di questa rassegna è il rapporto antecedente allo sviluppo di un progetto che avrebbe dovuto avere con obiettivo l'elaborazione di un insieme di raccomandazioni e strumenti che permettessero ai managers culturali rispondere a domande del calibro di quella del titolo. Questo rapporto è stato dato dal The Archives, Libraries and Museums Alliance del Regno Unito http://almauk.org/ [8] che agglutina i principali tra i managers e le autorità di archivi, biblioteche e musei inglesi, scozzesi, del Galles e dell'Irlanda del nord. Quest'alleanza si constitui come forum per lo scambio di esperienze e specialmente come referente per la valorizzazione pubblica degli archivi, delle biblioteche e dei musei.
Il documento si struttura i tre grandi parti: il riassunto esecutivo, il corpo del documento e le appendici. Il corpo, a sua volta, risulta strutturato in: 1. Introduzione, 2. Metodologia, 3. Impatto economico: precedenti ed approssimazioni, 4. Richieste, necessità, opinioni ed aspettative delle parti interessate, 5. Revisione degli strumenti di valutazione d'impatto e 6. Raccomandazioni metodologiche per la misurazione dell'impatto degli archivi, biblioteche e musei. Completano il documento 4 appendici che raccolgono i questionari, le risposte e la bibliografia della documentazione utilizzata per l'elaborazione.
Nell'introduzione e nella metodologia si espongono i dettagli quali l'opportunità del documento e lo svolgimento metodologico portato a termine per elaborare il contenuto che risulta ben riassunto nei titoli delle paragrafi successivi.
Per la stesura del documento si è svolta una revisione di 60 studi sull'impatto degli archivi, delle biblioteche e dei musei, stabilendo ed valutando il volume e la qualitaà dell'informazione, la trasferibilità e la complessita della metodologia utilizzata, e la qualità delle risorse necessarie per la compilazione ed analisi dei dati. Le conclusioni di questa revisione costituiscono il capitolo 3. Fra le righe s'insiste sull'idea formulata come prerequisito dei promotori che le proposte e gli strumenti che si fossero scoperti dovessero essere utili, facili da usare e applicabili su scale differenti. Le metodologie utilizzate per la misurazione dell'impatto economico dei servizi sono state classificate in quattro grandi gruppi: 1. Analisi multipla, 2. Valorizzazione contingente, 3. Ritorno dell'investimento e 4. Valorizzazione economica. Per ognuno di queste quattro prospettive metodologichesi stabilisce un'approssimazione concettuale, con i pro ed i contro, e il o gli ambiti d'applicazione che più li necessitano.
L'analisi multipla tiene in conto la scala e la distribuzione geografica della spesa per i servizi culturali e vi applica fattori moltiplicatori per poter stabilire gli impatti che in termini economici genera questa spesa.
La metodologia di valutazione contingente stima il valore attribuito dagli utenti e dai non utenti dei servizi attraverso la loro eventuale predisposizione a pagare per riceverli o attraverso la compensazione che vorrebbero ottenere nel caso in cui i servizi fossero terminati.
Il ritorno d'investimento pretende stabilire un misura, o proporzione, tra il beneficio, che suppone la disponibilità del servizio, ed una combinazione del valore attribuito dagli utenti e quello dedotto da altri tipi d'analisi.
La quantificazione economica (analisi costi-benefici) è una semplificazione monetarizzata della metodologia del ritorno d'investimento, che pretende stabilire una proporzione tra il valore dei servizi erogati e le risorse economiche mobilitate ed impiegate per fornirli.
I pro ed i contro di ogni prospettiva metodologica sono analizzati dagli autori attraverso alcune tavole.
In generale, questi vantaggi ed inconvenienti sono stabiliti su criteri che tengono presente la natura e le caratteristiche degli utenti e dell'uso che questi fanno dei diversi servizi, della qualità dell'informazione richiesta o delle difficoltà di ottenere e/o di catturare quest'informazione, della scalabiltà degli eventuali risultati, o dei tempi richiesti per portarli a termine.
Il documento riporta anche un riassunto dei risultati di uno studio sulle necessità, aspettative ed esperienza, incrociato con gli studi o con la capacità d'influenza economica, dei responsabili degli archivi, delle biblioteche e dei musei. In tal senso bisogna sottolineare la grande differenza che c'è tra i responsabili di musei, da un lato, e quelli degli archivi e delle biblioteche dall'altro: il settore dei musei britannici, in studi e valutazione d'impatto economico, ha accumulato una lunga esperienza mentre la stessa è molto meno frequente nelle biblioteche ma soprattutto negli archivi. Riguardo le biblioteche se è tanto vi son esperienze statali, nazionali e regionali, e più rare a livello locale, spesso in forma di studi associati ad altri progetti di valutazione; e, secondo l'opinione dei responsabili di queste istituzioni culturali, altre problematiche interessanti da valutar correttamente riguardano: la necessità di considerare le difficoltà che possono sorgere al momento dell'ottenimento e del trattamento dell'informazione necessaria alle deficienze dei sistemi informativi operativi in queste stesse organizzazioni; l'interesse per accompagnare questi studi con la valutazione dell'impatto sociale, incentrata sugli aspetti della coesione sociale, sull'educazione e la salute, e sugli strumenti di misura d'impatto econimico, o sugli eventuali studi, hanno l'obiettivo chiaro ed un'orientamento ben definiti: o verso il supporto alla gestione, o verso la difesa e promozione dei servizi.
Prima delle raccomandazioni, il documento esplicita le conclusioni del review sugli strumenti di valutazione d'impatto, tra cui, la scarsità di strumenti di supporto alla valutazione d'impatto economico con orientamento concreto e determinato, nonostante vi siano abbastanza modelli teorici sviluppati. Gli strumenti esistenti sono di due tipi: guide con modelli e raccomandazioni d'applicazione, e strumenti di genere modulo elettronico interattivo. Questi ultimi, più o meno funzionano come una calcolatrice: introducendo i valori di alcune variabili conosciute (la grandezza dello strumento, un preventivo, il nome utente, il numero di una transazione, ecc.) restituisce un valore riferito o all'utente o riferito ad qualche altra variabile di tipo geografico, istituzionale...
Infine, per trarre delle conclusioni, il documento specifica prima alcune raccomandazioni generiche per tutti i tipi di istituzioni, e poi altre esclusive per musei con gli archvi e per biblioteche. Le raccomandazioni generiche insistono, tra le altre, sul fatto che si debba disporre di un bilanciamento critico tra la semplicità metodologica e la consistenza dei risultati che ne derivino; inoltre, insistono sulla necessità che ciò che eventualmente si possa sviluppare, sia flessibile rispetto ambito e scala d'applicazione, che utilizzi al massimo i dati già raccolti in altri processi e che vi sia documentazione e sistemi di supporto per l'utilizzo degli strumenti.
Le raccomandazioni specifiche per i musei, gli archivi e le biblioteche sono rispettivamente soprattutto di prospettiva metodologca, oltre ad indentificare alcune dei rischi di ogni opzione. Per i musei e gli archivi si raccomanda l'utilizzo della metodologia dell'analisi multipla, mentre quella della valutazione contingente o quella del ritorno d'investimento per le biblioteche. Questo capitolo contiene inoltre una prima approssimazione sul cadenzamento dei lavori che dovrebbero permettere il portar a termine le conclusioni ottenute dalle raccomandazioni.
L'interesse del documento radica nella sua concisione e brevità, e dopo leggerne il contenuto ci si può fare un'idea delle metodologie che si sono utilizzate per aggiungere valore ai servizi culturali, e della più o meno adeguatezza di ognuno rispetto gli obiettivi, le circostanze di contesto ed i tipi di edifici. In maniera diversa, documenti come questo, e gli studi che si citano, palesano la necessità di dotare i responsabili delle strutture culturali, ai differenti livelli, di strumenti che permettano loro rendere visibili, espliciti e con un linguaggio comprensibile -oltre il discorso culturale-, i vantaggi che presuppone per la società disporre di musei, archivi e biblioteche.

