- dati scientifici [3]
- dati della ricerca [4]
- Stati Uniti [5]
- Regno Unito [6]
- Spagna [7]
Grupo de Trabajo de "Depósito y Gestión de datos en Acceso Abierto" del proyecto
RECOLECTA (2012). La conservación y reutilización de los datos científicos en España. Informe del
grupo de trabajo de buenas prácticas. Madrid: Fundación Española para la Ciencia y
la Tecnología, FECYT. <http://www.recolecta.net/buscador/documentos/informe_datos_cientificos_en_esp.pdf [8]>. [Consultato il: 4 agosto 2013].
The Royal Society (2012). Science as an open enterprise: open data for open science. London: The Royal Society. <http://royalsociety.org/uploadedFiles/Royal_Society_Content/policy/projects/sape/2012-06-20-SAOE.pdf [9]>. [Consultato il: 4 agosto 2013].
Tenopir, Carol; Birch, Ben; Allard, Suzie (2012). Academic Libraries and Research Data Services: Current Practices and Plans for the Future. Chicago: Association of College and Research Libraries. <http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/publications/whitepapers/Tenopir_Birch_Allard.pdf [10]>. [Consultato il: 4 agosto 2013].

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Il filo conduttore di queste relazioni è la gestione dei dati derivati dalla ricerca. Tre lavori, affrontati da tre punti di vista differenti. Come iniziava una famosa barzelletta, "un inglese, uno spagnolo e un americano…" che affrontano lo stesso argomento, i dati di investigazione, sono essenzialmente differenti tra di loro.
Tutti e tre si avvicinano al tema da una prospettiva a scala nazionale. Però i dati della ricerca come molti altri aspetti della comunicazione scientifica, hanno una dimensione internazionale inevitabile. Per questa ragione si osservano punti in comune ai tre documenti. Come esempio, vediamo che la definizione usata per i dati di ricerca utilizzati nello spagnolo proviene dall'università di Melbourne.
I dati della ricerca sono fatti, osservazioni o esperienze su cui si basa l'argomento, la teoria o la prova. I dati possono essere numerici descrittivi o visuali. I dati possono essere allo stato grezzo o analizzato, sperimentali o basati sulle osservazioni. I dati includono: quaderni di laboratorio, quaderni di campo, dati di ricerca primaria (incluso i dati in formato cartaceo o su supporto informatico) questionari, cassette audio, video, sviluppo di modelli, fotografie, film e le verifiche e le risposte della prova. I dati raccolti per la ricerca possono includere diapositive, disegni e prototipi. Nell'informazione sulla provenienza dei dati si potrebbe inoltre includere: il come, il quando, il dove si raccolsero e con che cosa (per esempio, con che strumenti). Il codice del software utilizzato per generare, commentare o analizzare i dati può anche essere considerato un dato.
Tutti condividono la coscienza che la gestione dei dati di una ricerca ed ancora di più la sua disponibilità on line è piuttosto complessa a differenza della gestione delle pubblicazioni scientifiche. Evidenziano la sfida della conservazione dei dati delle ricerche a lungo termine, la descrizione coerente e le restrizioni nell'intercambio e il riutilizzo.
Però esistono grandi differenze tra i tre. Per il contesto nel quale si sviluppano, gli obbiettivi che si propongono la loro struttura o i loro risultati, apprezziamo la natura poliedrica del problema che affrontano. Sono queste differenze quelle che esemplificano le complessità del problema della gestione dei dati scientifici, che riunisce attorno a se i diversi attori sul palcoscenico della scienza con connotazioni di ogni tipo: sociali, politiche o tecniche.
Questa rassegna descrive ogni relazione caratterizzandola per la sua ragione d'essere e situazione di partenza, i suoi obbiettivi, struttura e risultati.
La relazione pubblicata per FECYT dichiara essere un primo passo, una relazione preliminare che fornisce una situazione dei dati su scala internazionale e a livello nazionale. Ha come finalità dettagliare la situazione con l'obbiettivo di prepararsi da un punto di vista tecnico per le sfide derivate dall'entrata in vigore della Legge della scienza del 2011. Inizia dal gruppo di Deposito e gestione dei dati di libero accesso di Recolecta nel 2012, dalla Giornata tecnica GrandIR del maggio 2012 "Progressi nella gestione dei dati di ricerca in Spagna", e include anche altri esperti. Così è una relazione i quali promotori sono i gestori dei risultati scientifici, ossia gli intermediari tra la produzione ed il cliente, preoccupati per la standardizzazione e la conservazione a lungo periodo. Potremmo dire che ha un'impostazione di tipo bibliotecario e promuove la via basata negli archivi ci accesso libero.
La relazione della Royal Society ha un orientamento più filosofico ed è un lavoro molto ambizioso che iniziò nel 2011. Già nello stesso titolo, open data for open science crea le basi per una nuova cultura scientifica basata sulle certezze che apportano i dati. Il suo obbiettivo è analizzare l'impatto delle tecnologie nella comunicazione scientifica ed esibire raccomandazioni per rispondere eticamente davanti alla società, che in definitiva finanzia le risorse necessarie per la ricerca. In questo caso il punto di partenza è una società scientifica, un centro in concreto-The Royal Society Science Policy Centre-, in modo tale che le sue opinioni partano dai propri accademici, che producono i dati, dirigono società scientifiche e pubblicano le riviste accademiche.
La terza relazione Academic Libraries and Research Data Services Current Practices and Plans for the Future, ha come obbiettivo analizzare la situazione attuale con cui si confrontano scienziati ed istituzioni, individua la necessità e l'opportunità di gestire i dati, vuoto non ancora coperto nelle biblioteche. È garantito dal 2011 dall' Association of College and Research Libraries, appartenente ad ALA, come parte del finanziamento del National Science Foundation nel progetto DataOne. Tuttavia ha un'orientazione accademica poichè la firma principale Carol Tenopir, proviene dal mondo universitario ed è ben conosciuta per le sue pubblicazioni di ricerca sulla gestione dei dati. Però a causa del metodo impiegato -sondaggio alle biblioteche- offre dei risultati molto vicini al settore della gestione dell'informazione.
In quanto alla metodologia i tre sono abastanza simili. La relazione spagnola effettua un ripasso bibliografico, così come un'esaustiva istantanea delle iniziative dello stato spagnolo (articoli, comunicazioni, corsi, progetti...) e include lo studio di un caso. Il britannico segue la stessa metodologia. Però raccoglie anche nelle sue appendici altri aspetti derivati dalla ricerca, siano studi o risultati di sondaggi. La terza relazione dell'ACRL, dopo la revisione bibliografica, basa i suoi risultati su un sondaggio su di un campione di membri delle biblioteche accademiche della'Associazione.
La relazione del gruppo Recolecta si struttura in due grandi parti, la prima di revisione generale e la seconda sulla situazione in Spagna includendo uno studio, ODiSEA. Conclude con buoni precetti generali e con casi di studio spagnoli. La relazione britannica si struttura in cinque grandi capitoli e quattro appendici, che ne formano approssimatamente la quarta parte. Il primo descrive i casi di studio che sono stati abbreviati nel testo principale; il secondo dettaglia aspetti tecnici; e il terzo offre i risultati di un questionario del 2012 sui costi e le capacità di alcuni archivi. La terza relazione dell'ACRL, offre lo stato della questoine, la metodologia impiegata e i principali risultati per poter redattare il capitolo di raccomandazioni e conclusioni. l'unica sua appendice raccoglie i prodotti del questionario.
In quanto ai risultati principali che offrono, la relazione di Recolecta stabilisce gli aspetti più importanti per impiegare una politica di gestione dei dati e riassume le raccomandazioni chiave per un piano generico. D'altra parte quella della Royal Society retrocede agli inizi della comunicazione scientifica, con l'apparizione delle prime riviste per proiettarsi verso il futuro indicando le tendenze in quasi tutti gli aspetti relazionati alla comunicazione della scienza. Tra queste indica l'interesse nei risultati scientifici di settori sociali estranei alla ricerca; o si riferuisce al quarto paradigma della scienza, che non consiste nel proseguire facendo scienza in modo tradizionale, ma facendola per cambiare ogni disciplina. Occorre citare che stabilisce raccomandzioni in funzione degli interessi degli agenti coinvolti ed effettua una classificazione delle iniziative attuali come dimostra il grafico in funzione del suo valore e frequenza (risorse internazionali, centri nazionali di dati, archivi istituzionali, collezioni individuali):

In conclusione la relazione della ACRL ha prodotto un' immagine della situazione nella quale si trovano le biblioteche accemiche nordamericane. Il suo principale contributo è il dettaglio delle azioni che possono impiegare i direttori delle biblioteche nella gestione dei dati. Le due tavole successive riassumono i risultati rispetto ai servizi di assessoramento e appoggio tecnico delle biblioteche, divise per dimensioni di popolazione studentesca:


In quanto alle conclusioni, una volta viste le differenze fra l'una e l'altra, dovremo convenire che sono simili nel fondo. Però la sua utlità varierà per ogni lettore a seconda di quale sia il ruolo che assume rispetto ai dati. Dato che la comunità di interesse delle rassegne di Blok de BID di solito sono gestori di informazione, ci interesseremo a dettagliare le conclusioni che siano di interesse per questa comunità.
In primo luogo, rispetto alla propria gestione dei dati, la relazione di Recolecta indica che devono esistere politiche esplicite, risorse materiali ed umane e, specialmente, deve prodursi un cambio culturale. Le richieste di finanziamento dovrebbero includere un piano di gestione dei dati che contemplino l'organizzazione, la conservazione e la legalità dei dati nel momento di produrli, qualcosa che si richiede da tempo nel caso nordamericano. In questo modo si faciliterebbe il lavoro posteriore dei gestori di informazione.
Fra le conclusioni della relazione della Royal Society risaltiamo solo quella rivolta agli organismi di ricerca; il resto si orienta agli scienziati, le agenzie di finanziamento, gli editori, le società e accademie scientifiche ed i governi. In primo luogo consigliano che si riconosca nella carriera professionale il lavoro di liberazione dei dati; e in secondo luogo che si sviluppino strategie sulla conservazione della loro conoscenza, nel caso in cui valga la pena realizzare un investimento su di essa. Dettaglia alcune azioni che possono essere intraprese dalle biblioteche.
Ad esempio: "Provide education and training in the principles and practice of the management of scientific datasets [...] Develop and publish a register of data assets that specifies the estimated timetable for data release for funded but as yet unfinished projects".
Infine, le conclusioni dell'ACRL risaltano la mancanza di processi formali ed omologati per la gestione e scambio dei dati; l'incapacità dei professionisti di adottare un ruolo formativo e d'appoggio ai ricercatori; e gli insufficenti o inesistenti strumenti per la presertvazione dei dati, dovuti ad una mancanza di finanziamento. Risalta l'idoneità delle biblioteche ad offrire RDS (servizi di dati di ricerca), giacchè gestionano il ciclo colmpleto della vita dei dati e sviluppano politiche e infrastrutture per conservare gli stessi. Sebbene in questi momenti poche biblioteche offrano questi servizi, la maggior parte prevede iniziare fra un paio d'anni, riassegnando questi compiti a personale esistente o anche ottenendo personale sulla base dell'avvio di questi nuovi servizi. Attualmente la formazione la ottengono con riunioni, però è preferibile maggior appoggio istituzionale per esempio attraverso soggiorni in altri centri ed anche appoggiandosi in progetti come DataOne della NSF che offre strumenti e capacità.
In termini generali tutti coincidono che "i dati delle ricerche stanno iniziando a riconoscersi come fonte di conoscenza propia ed indipendente delle pubblicazioni che possono impiegarsi nella convalida dei risultati di ricerca pubblicati negli articoli, per generare nuova conoscenza ed essetre sfruttati in modo interdisciplinare." La relazione della Royal Society cita: "it is timely to accelerate and coordinate change, but in ways that are adapted to the diversity of the scientific enterprise and the interests of: scientists, their institutions, those that fund, publish and use their work and the public." Infine, la relazione delll'ACRL, avverte che se la biblioteca non si impegna attivamente nella prestazione di questi servizi, è molto probabile che sia un'altro dipartimento che se ne occupi, allontanando la biblioteca dal suo lavoro nel processo di ricerca; e perciò perderebero un'opportunità per dare servizio ad una fascia più ampia di agenti sociali intresssata nella gestione dei dati.

