I due sessi e le condizioni di lavoro nell'Unione Europea


  • Le donne rappresentano il 45 % della popolazione attiva nell'Unione europea, quantunque sussistano ampie differenze tra i diversi paesi; la percentuale oscilla tra più del 50% in Finlandia e in Francia e il 35% circa in Spagna e Grecia.

  • La segregazione sessuale sul lavoro è ancora elevata: è molto più difficile che una donna occupi una posizione di alto livello/manageriale rispetto ad un uomo. Sembra esservi uno "sbarramento invisibile" (glass ceiling, o soffitto di cristallo) che impedisce a donne qualificate di avanzare ai vertici gerarchici di un'organizzazione (soltanto il 17% delle donne occupa posti dirigenziali contro un terzo deglí uomini).

  • Profili professionali: i lavori svolti dalle donne (66%) sono più aperti ad eventuali contatti con persone al di fuori dell'azienda - pazienti, scolari, clienti - rispetto a quelli degli uomini (5 1 %). I lavori femminili sono contraddistinti astresì da elementi quali assistenza, cura de¡ figli e sostegno, laddove le professioni maschili tendono a monopolizzare i compiti tecnico-manageriali. Anche l'uso del computer risulta più diffuso tra le donne (3 1 %) che tra gli uomini (26%).

  • L'orario di lavoro è in funzíone del sesso: il 26% delle donne lavora meno di 30 ore settimanali, rispetto al 5% degli uornini. I1 lavoro femminile è più vincolato alla situazione familiare (le ore lavorate tendono a diminuire man mano che aumenta il numero dei figli), mentre I'orario di lavoro degli uomini è più rigido e addirittura monolitico. In tutta l'Unione europea per le donne lavoratrici è difficile conciliare un impiego a tempo pieno con la cura dei figli.

  • Gli uomini sono molto più esposti ai tradizionali fattori di rischio - rumorositá, temperature elevate, prodotti chimici, ecc. - giacché i lavori manuali sono svolti in genere dagli uomini.

  • Organizzazione: pur essendo sottoposti ad elevati vincoli di tempo, gli uomini hanno una maggiore possibilitá di pianificare la propria giornata lavorativa ríspetto alle donne.

  • Le donne sono in genere meno coinvolte nel processo decisionale e beneficiano di una minore partecipazione sul luogo di lavoro. Tuttavia i luoghi di lavoro gestiti da dirigenti donne sono caratterizzati da una migliore comunicazione, partecipazione, lavoro di squadra e da un minore controllo direttivo munediato.

  • Le donne (40%) tendono a svolgere più spesso lavori ad elevato impegno psicofisico (o high strain) - ovvero lavori con elevate esigenze e uno scarso controllo da parte di chi li svolge - rispetto agli uomini (36%). Per contro svolgono più. raramente degli uomini (22% contro il 29%) lavori attivi, cioè lavori caratterizzati da elevate esigenze ma anche da un'elevata autonomia.

  • Molestie sessuali e disparitá di trattamento non sono fenomeni isolati che interessano individualmente alcune donne sul luogo di lavoro: nel corso dell'ultimo anno, un buon 3% (2 milioni) di donne ha subito molestie a sfondo sessuale e il 4% è stato vittima di discriminazione sessuale. Le donne che hanno impieghi precari sono più spesso vittime di molestíe sessuali rispetto a quelle che hanno un lavoro permanente. In simili situazioni è più probabile I'insorgere di problemi di salute: affaticamento, emicranie, stress.


  • Il presente riassunto è tratto da un'analisi dei risultati della Seconda indagine europea sulle condizioni di lavoro nel 1996 dalla Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (cfr. pag. 7).