Claustra

Santa Maria dell’Itria, Sciacca

Autoria

Russo Maria Antonietta

Nom

Santa Maria dell’Itria, Sciacca

Dades cronològiques

1371 benedettine/ oggi figlie Misericordia e Croce

Ordes

Benedictines
De 1375 a 1550

Comunitats relacionades

Historia Comunitat

La chiesa di Santa Maria dell’Itria, comunemente nota come Badia grande, viene fondata, con l’annesso monastero benedettino, da Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta e futuro vicario del Regno. La scelta del luogo, lo stesso dove prima sorgeva la chiesa di San Michele, è dettata da finalità politiche e strategiche, dal momento che la collina domina il golfo e la città; vicino alla Badia grande il conte edificherà contemporaneamente il castello Nuovo: a dimostrazione della potenza del signore di Sciacca, a chi fosse venuto dal mare si sarebbe presentata la vista di un imponente castello e di un complesso religioso esteso per diecimila metri quadrati. Per la realizzazione del progetto il conte si accorda con i confrati della chiesa di San Michele per la demolizione della chiesa e l'edificazione di una nuova dedicata al Santo più grande e maestosa la cui costruzione, iniziata nel 1371, è completata nel 1400.

Nel 1371 Guglielmo e la moglie Eleonora d’Aragona si impegnano, con atto notarile, a dotare il monastero che avrebbero costruito insieme e nello stesso anno papa Gregorio XI conferma al Peralta la fondazione del monastero, intitolato alla Beata Vergine avvenuta, oltre che per devozione religiosa, per la salvezza della propria anima e dei progenitori e per l’accrescimento del culto divino a Sciacca. Al conte viene confermato il diritto di patronato ed elezione della badessa. Le monache avrebbero dovuto far celebrare due messe quotidiane per i benefattori e mantenere gratuitamente sei religiose. La chiesa, dedicata alla Madonna dell’Itria, viene terminata nel 1386 e consacrata dal vescovo di Agrigento Matteo Fugardo; la costruzione del monastero viene, invece, rimandata per edificare il castello e viene iniziata da Eleonora e dal figlio Nicola dopo la morte del marito. Nel 1401 i lavori del monastero sono conclusi. La chiesa viene abbellita da Artale Luna, marito dell’erede del titolo comitale Margherita Peralta, figlia di Nicola, e diviene il pantheon della famiglia. Numerosi sono i lasciti, in beni immobili e denaro, che i fondatori della chiesa, Guglielmo ed Eleonora, e i loro eredi fanno a favore del monastero che può, così, contare su numerose dotazioni (Russo, 2003, pp. 261-263; Ciaccio, 1904, II, pp. 217-219).

Nella chiesa si celebrava la festa della Sacra Spina con una maestosa processione cui partecipavano i patroni, i Peralta e i Luna, seguiti da servitù e vassalli. Nel 1459 durante la processione della domenica in albis Pietro Perollo cercò di uccidere Antonio Luna, che come discendente dei fondatori doveva aprire la processione; la lotta civile che seguì il ferimento è ricordata come “primo caso Sciacca”.

Un’altra funzione che si celebrava nel piano antistante la chiesa ogni sette anni il venerdì santo è quella della Discesa dalla Croce (Ciaccio, 1904, II, p. 223; 227-229; Scaturro, 1983, I, p. 500).

Le monache professavano la regola benedettina; nella prima metà del Seicento erano 60 considerando anche le converse (Pirri, 1987, I, p. 738). Nel 1866 furono trasferite al monastero di Valverde ma già l’anno successivo poterono ritornare a S. Maria dell’Itria.

Tra le religiose si ricordano Donna Laurea Oddo, che si flagellava a sangue e rifiutò di diventare badessa nonostante le pressioni della comunità, e Donna Eloquenza Salvo, che fondò il monastero del Loreto per accogliere le vergini meno abbienti (Ciaccio, II, 1904, pp. 220-221).

Oggi il monastero di S. Maria dell’Itria è sede dell'istituto delle Figlie della Misericordia e della Croce.

http://www.comune.sciacca.ag.it/pagemaster.asp?idcat=a&comando=detailprodotto&idproddetail=37200615191&addt=Chiesa%20della%20Badia%20Grande http://www.guidadisciacca.it/index.php?pag=Chiesa%20Santa%20Maria%20dell'Itria http://www.vivisciacca.com/le-chiese-di-sciacca/chiesa-di-santa-maria-dellitria-sciacca.html
Figures destacades

Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta ed Eleonora d’Aragona, fondatori (1371)

Nicola Peralta, conte di Caltabellotta (fine XIV secolo)

Artale Luna, conte di Caltabellotta (inizi XV secolo)

Felicia Cannella, badessa (seconda metà XVII secolo)

Vittoria Benfari, badessa (seconda metà XVII secolo)

Giulia Cappellino, badessa (seconda metà XVII secolo)

Marta Ognibene, badessa (fine XVIII secolo)

Edifici Arquitectura

Il complesso della chiesa e del monastero si estendeva per circa diecimila metri quadrati e comprendeva un noviziato, un educandato, cinque dormitori, due parlatori, diverse stanze e giardini e nove recipienti d’acqua. Proprio per la grandezza nel corso della sua storia ha ospitato monache di altre comunità come, ad esempio, quelle delle Giummare o di S. Caterina.

La chiesa vecchia, a tre navate, venne abbellita da Artale Luna e ospitava le tombe gentilizie delle due famiglie. La badessa Eufemia del Carretto nella metà del Cinquecento la fece decorare in oro zecchino e un secolo dopo le badesse Felicia Cannella, Vittoria Benfari e Giulia Cappellino la guarnirono di pitture. Rifatta nel 1776 su progetto dell’ing. Luciano Gambino di Trapani, venne terminata nel 1784. Nel 1798, mentre era badessa Marta Ognibene, fu consacrata dal vescovo di Agrigento. L’anno successivo venne benedetta la nuova campana.

I momenti principali della storia della chiesa, dalla fondazione alla ricostruzione sono ricordati in una iscrizione esistente al suo interno.

La nuova chiesa venne decorata con pitture, tra cui quelle del saccense Gaspare Testone presenti in tutte le cappelle laterali con l’eccezione di quella dedicata al SS. Crocifisso, e decorazioni in oro zecchino secondo lo schema realizzato da Salvatore e Vincenzo Cannella di Sciacca. La chiesa, a navata unica, è lunga 36 metri e larga 8 metri circa; presenta sei cappelle laterali, tre per lato, dedicate a San Benedetto, alla Sacra Famiglia, a Santa Scolastica, quelle di destra, e a S. Eufemia, al Transito di S. Giuseppe e al SS. Crocifisso, quelle di sinistra. Gli altari e i pavimenti sono realizzati in marmo rosso di Sciacca (Ciaccio, 1904, II, pp. 220; 224-226).

La facciata è barocco-rinascimentale e il portale mostra nella parte superiore due teste in bassorilievo, evidentemente raffiguranti i committenti, a sinistra il viso di un uomo barbuto con un elmo sopra il capo, a destra quello di un giovane con un copricapo piumato.

(per le foto si veda: http://www.vivisciacca.com/le-chiese-di-sciacca/chiesa-di-santa-maria-dellitria-sciacca.html)

Patrimoni Documental

Non si conserva alcun fondo archivistico specifico del monastero; la sua storia può essere ricostruita attraverso i fondi conservati presso l’Archivio di Stato di Palermo e gli atti notarili dell’Archivio di Stato di Agrigento- sezione di Sciacca. Presso l'Archivio di Stato di Agrigento è, inoltre, custodita la serie relativa al monastero nel fondo delle Corporazioni religiose soppresse (costituita da un volume con documenti dal 1593 al 1615).

Patrimoni Artistic

Intorno al 1672 lavorò nella chiesa il pittore Michele Blasco di Sciacca ma le opere sono andate perdute a causa del rifacimento del 1776. Oggi nella chiesa si possono ammirare sugli altari le tele di Gaspare Testone e sull’altare maggiore la tela settecentesca raffigurante la Madonna dell’Itria, alla sua destra S. Michele Arcangelo e alla sinistra l’Angelo custode. Sono presenti anche due statue lignee, una del SS. Crocifisso e una di S. Isidoro Agricola (1676).

Tra le opere conservate il reliquiario d’argento dorato del 1819 con dentro due spine della corona di Cristo (Ciaccio, 1904, II, pp. 224-228).



Il monastero presentava nelle pareti degli affreschi risalenti al periodo compreso tra la fine del Trecento e i primi del Quattrocento che sono stati staccati dalla Soprintendenza e sono conservati presso l’Istituto statale d’Arte di Sciacca. Non può mancare la Madonna dell’Itria alla quale si intitolava la chiesa e la Madonna del Soccorso o della mazza legata alla devozione locale. Di un pannello a tre scomparti si conservano la parte centrale raffigurante un santo in abito benedettino con ai piedi i due committenti ed una laterale con un martirio probabilmente di San Giorgio. Le immagini di S. Andrea e di Cristo potrebbero far parte di un Giudizio finale.

Nel convento si conservano ancora alcuni ritratti tra cui quello di un Cristo, riconducibile alla bottega del pittore napoletano Roberto d’Oderisio e due angeli reggimandorla. Sulla chiave di una volta a crociera è scolpito lo stemma benedettino (Buttà, 2009, pp. 4-7).

Bibliografia i enllaços

Bibliografia

Ciaccio, M., 1904. Sciacca. Notizie storiche e documenti per cura del can. Marco Ciaccio…, 2 vol, Sciacca: Tip. bodoniana.


Pirri, R., Giunta, F., Mongitore, A. (ed.), 1987. Sicilia sacra: disquisitionibus et notis illustrata, Sala Bolognese: A. Forni.


Scaturro, I., 1983. Storia della Città di Sciacca e dei comuni della contrada saccense tra il Belice e il Platani, Palermo: Edizioni Ristampe Siciliane.


Russo, M.A., Eleonora d'Aragona: infanta e contessa di Caltabellotta, Caltanissetta: Sciascia.


Buttà, L., 2009. "Gli affreschi della badia grande di Sciacca", Kalòs: arte in Sicilia, XXI(1): 4-7.


Russo, M.A., 2003. I Peralta e il Val di Mazara nel 14. e 15. secolo: sistema di potere, strategie familiari e controllo territoriale, Caltanissetta: Sciascia.


Buttà, L., 2009. "Gli affreschi della badia grande di Sciacca", Kalòs: arte in Sicilia, XXI(1): 4-7.


Ciaccio, M., 1904. Sciacca. Notizie storiche e documenti per cura del can. Marco Ciaccio…, 2 vol, Sciacca: Tip. bodoniana.


Pirri, R., Giunta, F., Mongitore, A. (ed.), 1987. Sicilia sacra: disquisitionibus et notis illustrata, Sala Bolognese: A. Forni.


Russo, M.A., 2003. I Peralta e il Val di Mazara nel 14. e 15. secolo: sistema di potere, strategie familiari e controllo territoriale, Caltanissetta: Sciascia.


Russo, M.A., Eleonora d'Aragona: infanta e contessa di Caltabellotta, Caltanissetta: Sciascia.


Scaturro, I., 1983. Storia della Città di Sciacca e dei comuni della contrada saccense tra il Belice e il Platani, Palermo: Edizioni Ristampe Siciliane.


Enllaços

http://www.comune.sciacca.ag.it/pagemaster.asp?idcat=a&comando=detailprodotto&idproddetail=37200615191&addt=Chiesa%20della%20Badia%20Grande

http://www.guidadisciacca.it/index.php?pag=Chiesa%20Santa%20Maria%20dell'Itria

http://www.vivisciacca.com/le-chiese-di-sciacca/chiesa-di-santa-maria-dellitria-sciacca.html

Paraules clau

Peralta, famiglia; Luna, famiglia; Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta ed Eleonora d’Aragona, fondatori; Nicola Peralta, conte di Caltabellotta; Artale Luna, conte di Caltabellotta; Felicia Cannella, badessa; Vittoria Benfari, badessa; Giulia Cappellino, badessa; Marta Ognibene, badessa

Geogràfics
Sicilia
Notes

CLAUSTRA es un proyecto del IRCVM (Institut de Recerca en Cultures Medievals) de la Universitat de Barcelona.
CLAUSTRA ha sido financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación 2008-2010 y 2011-2013 (HAR2008-02426, HAR2011-25127), el Institut Català de les Dones de la Generalitat de Catalunya 2010-2011 y las ayudas a las actividades de investigación de la Facultad de Geografía e Historia de la Universitat de Barcelona.