Seconda Parte

Seconda parte


 
  • Lui - Dimmi Paola, ma tu l'hai mai vista una cambiale? Guarda questo modulo! 
  • Lei - E' un modulo vuoto! 
  • Lui - Sì, è il modulo che si compra dal tabaccaio. Secondo te, che cosa ci si deve scrivere? 
  • Lei - Beh, "luogo e data di emissione"... l'importo in cifre e in lettere... "Al..." E questo? Qui ci va il nome del creditore? 
  • Lui - No, non vedi che sotto c'è scritto "scadenza"? Devi mettere la data di scadenza. 
  • Lei - E quando scade una cambiale? 
  • Lui - Ci sono diversi tipi di scadenze: 
    1. ci può essere un giorno fisso: "il 13 giugno 1998"; 
    2. dopo un certo tempo dalla data di emissione: "30 giorni data", "due mesi data"; 
    3. "a vista"; in questo caso la cambiale è pagabile al momento della presentazione, cioè quando viene presentata al debitore; 
    4. "a certo tempo vista", cioè dopo un certo tempo dalla data di accettazione ("20 giorni vista"). Ma dell'accettazione parleremo dopo... 
    Vedi che nel modulo c'è un riquadro con nome e indirizzo del debitore?  
  • Lei - E quest'altro "al..." che cos'è? 
  • Lui - Qui ci va scritto il nome del creditore, detto più tecnicamente "beneficiario" o prenditore". Tutto chiaro?
  • Lei - Sì... Poi c'è lo spazio per la firma.. Questo è ovvio: firma chi deve pagare! 
  • Lui - Non è detto: la firma è di chi emette la cambiale.
  • Lei - Come?!? Aiuto! Ma allora non ho capito... 
  • Lui - Calma! Vedi che c'è scritto "pag "? E' scritto così perché la parola deve essere completata. Si può completare in due modi: 
    1. "pag...herò", che è una promessa; 
    2. "pag... ate", che è un ordine. 
  • Lei - Aspetta. Vediamo se ho capito. Se c'è una promessa di pagamento, firma il debitore! Vero? 
  • Lui - Brava! E questo tipo di cambiale si chiama "pagherò". E se c'è un ordine? 
  • Lei - In questo caso, firma il creditore... Ma allora il beneficiario chi è? 
  • Lui - Può essere lo stesso creditore o un'altra persona, verso la quale il creditore stesso è in debito. Questo secondo tipo di cambiale si chiama "cambiale tratta".
  • Lei - Fermati, qui le cose si complicano... Mi puoi fare un esempio di pagherò e di tratta? 
  • Lui- Certamente. Ecco un esempio di pagherò: 
    • io debitore emetto la cambiale pagherò e la firmo, indicando il nome del beneficiario: "pagherò per questa cambiale (a proposito, la parola "cambiale" è un requisito fondamentale) al... (nome e cognome del creditore)".

    • E adesso un esempio di tratta:  
    • io creditore (il termine preciso è "traente") emetto e firmo la cambiale tratta, ordinando al debitore (il termine preciso è "trattario") di pagare e indicando come beneficiario o me stesso ("pagate per questa cambiale a me medesimo") oppure il nome di un'altra persona alla quale desidero che sia effettuato il pagamento. 
    Naturalmente, l'obbligo da parte del trattario di pagare sorge solo quando questi ha accettato l'ordine, apponendo la sua firma per accettazione. 
    Ricordati che è con la firma che si diventa "obbligati cambiari".  
     
  • Lei - Un momento... Dove deve firmare il trattario, se nello spazio per la firma ha già firmato il traente, cioè il creditore?
  • Lui - Acuta osservazione... Il trattario firmerà dove c'è spazio, senza sovrapporsi alle altre scritte.

  • Ah, dimenticavo: se la scadenza è a certo tempo vista, è necessario aggiungere anche la data dell'accettazione. E adesso vediamo se hai veramente capito. 
    Secondo te, una volta compilata, la cambiale nelle mani di chi va?  
  • Lei - Dunque... escludiamo il debitore, che potrebbe distruggerla... Mi sembra ovvio che debba conservarla il creditore! 
  • Lui - Sì, questo punto è molto importante: è proprio il possesso della cambiale che permetterà a chi la detiene di esercitare il suo diritto di credito... in parole povere, di farsi pagare.

  • Il documento, il "pezzo di carta", come dici tu, "incorpora" questo diritto: non può esistere il diritto separato dal documento. 

    ouf! fate clic sul mio nasino...

     
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