-
Lui - Dimmi Paola, ma tu l'hai mai
vista una cambiale? Guarda questo modulo!
-
Lei - E' un modulo
vuoto!
-
Lui - Sì,
è il modulo che si compra dal tabaccaio. Secondo te, che cosa ci
si deve scrivere?
-
Lei - Beh, "luogo
e data di emissione"... l'importo in cifre e in lettere... "Al..." E questo?
Qui ci va il nome del creditore?
-
Lui - No, non
vedi che sotto c'è scritto "scadenza"? Devi mettere la data di scadenza.
-
Lei - E quando
scade una cambiale?
-
Lui - Ci sono
diversi tipi di scadenze:
-
ci può
essere un giorno fisso: "il 13 giugno 1998";
-
dopo un certo
tempo dalla data di emissione: "30 giorni data", "due mesi data";
-
"a vista"; in
questo caso la cambiale è pagabile al momento della presentazione,
cioè quando viene presentata al debitore;
-
"a certo tempo
vista", cioè dopo un certo tempo dalla data di accettazione ("20
giorni vista"). Ma dell'accettazione parleremo dopo...
Vedi che nel
modulo c'è un riquadro con nome e indirizzo del debitore?
-
Lei - E quest'altro
"al..." che cos'è?
-
Lui - Qui ci
va scritto il nome del creditore, detto più tecnicamente "beneficiario"
o prenditore". Tutto chiaro?
-
Lei - Sì...
Poi c'è lo spazio per la firma.. Questo è ovvio: firma chi
deve pagare!
-
Lui - Non è
detto: la firma è di chi emette la cambiale.
-
Lei - Come?!?
Aiuto! Ma allora non ho capito...
-
Lui - Calma!
Vedi che c'è scritto "pag "? E' scritto così perché
la parola deve essere completata. Si può completare in due modi:
-
"pag...herò",
che è una promessa;
-
"pag... ate",
che è un ordine.
-
Lei - Aspetta.
Vediamo se ho capito. Se c'è una promessa di pagamento, firma il
debitore! Vero?
-
Lui - Brava!
E questo tipo di cambiale si chiama "pagherò". E se c'è un
ordine?
-
Lei - In questo
caso, firma il creditore... Ma allora il beneficiario chi è?
-
Lui - Può
essere lo stesso creditore o un'altra persona, verso la quale il creditore
stesso è in debito. Questo secondo tipo di cambiale si chiama "cambiale
tratta".
-
Lei - Fermati,
qui le cose si complicano... Mi puoi fare un esempio di pagherò
e di tratta?
-
Lui- Certamente.
Ecco un esempio di pagherò:
-
io debitore emetto
la cambiale pagherò e la firmo, indicando il nome del beneficiario:
"pagherò per questa cambiale (a proposito, la parola "cambiale"
è un requisito fondamentale) al... (nome e cognome del creditore)".
E adesso
un esempio di tratta:
-
io creditore
(il termine preciso è "traente") emetto e firmo la cambiale tratta,
ordinando al debitore (il termine preciso è "trattario") di pagare
e indicando come beneficiario o me stesso ("pagate per questa cambiale
a me medesimo") oppure il nome di un'altra persona alla quale desidero
che sia effettuato il pagamento.
Naturalmente,
l'obbligo da parte del trattario di pagare sorge solo quando questi ha
accettato l'ordine, apponendo la sua firma per accettazione.
Ricordati
che è con la firma che si diventa "obbligati cambiari".
Lei - Un momento...
Dove deve firmare il trattario, se nello spazio per la firma ha già
firmato il traente, cioè il creditore?
Lui - Acuta osservazione...
Il trattario firmerà dove c'è spazio, senza sovrapporsi alle
altre scritte.
Ah, dimenticavo:
se la scadenza è a certo tempo vista, è necessario aggiungere
anche la data dell'accettazione. E adesso vediamo se hai veramente capito.
Secondo te,
una volta compilata, la cambiale nelle mani di chi va?
Lei - Dunque...
escludiamo il debitore, che potrebbe distruggerla... Mi sembra ovvio che
debba conservarla il creditore!
Lui - Sì,
questo punto è molto importante: è proprio il possesso della
cambiale che permetterà a chi la detiene di esercitare il suo diritto
di credito... in parole povere, di farsi pagare.
Il documento,
il "pezzo di carta", come dici tu, "incorpora" questo diritto: non può
esistere il diritto separato dal documento. |