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Più luce sul ruolo dei contenuti aperti e dei MOOC nell'educazione superiore del XXI secolo [1]

Enviado por Teresa Sancho [2] el Mié, 30/04/2014 - 12:00
  • Massive Open Online Courses [3]
Teresa Sancho
Estudis d'Informàtica, Multimèdia i Telecomunicació
Universitat Oberta de Catalunya
 

Gaebel, Michael (2014). MOOCs: Massive Open Onlice Courses. An update of EUA's first paper (January 2013). [Brussels]: European University Association, January 2014. 35 p. (EUA occasionals papers). <http://www.eua.be/Libraries/Publication/MOOCs_Update_January_2014.sflb.ashx [4]>. [Consulta: 29/04/2014].
 
Kazakoff-Lane, Carmen (2014). Environmental Scan and Assessment of OERs, MOOCs and Libraries: What Effectiveness and Sustainability Means for Libraries Impact on Open Education. (Chicago, IL. Association of College and Research Libraries, 2014). http://www.ala.org/acrl/sites/ala.org.acrl/files/content/publications/whitepapers/Environmental%20Scan%20and%20Assessment.pdf [5]. [Consulta: 29/04/2014].
 

Nel 2008, David Cormier e Brian Alexander, introdussero il termine "Massive Open Online Courses (MOOCs)" per descrivere il corso "Connectivism and Connective Knowledge" di George Siemens e Stephen Downes, all'Università di Manitoba, nell'ambito del movimento "aperto". Il corso programmato inizialmente per venticinque studenti, venne aperto a tutti le persone interessate, con il risultato di duemilatrecento iscrizioni. Tre anni dopo, nel 2011, Sebastian Thrun ei suoi colleghi di Stanford, tennero centosessantamila partecipanti per il loro corso "Artificial Intelligence". Pur essendo un concetto in continua evoluzione, un Mooc è un corso online caratterizzato per essere massivo ed aperto. Massivo nel senso che non vi è limite al numero di studenti ed aperto perché non ci sono requisiti di ammissione e le risorse per l'apprendimento sono disponibili gratuitamente; inoltre è interamente online ed offre una proposta formativa stabilita chiaramente fin dall'inizio. Tra le sue caratteristiche fondamentali (massivo, aperto, on-line e con struttura di corso), quella di "aperto" è una delle più discusse. In effetti l'accesso ai materiali, l'utilizzo, il riutilizzo e la creazione di contenuti evidenziano problemi legati alle licenze ed autorizzazioni degli attuali fornitori di questi corsi con le licenze promosse dalla comunità "Open". Sebbene l'obiettivo originale di tali corsi era ampliare l'educazione e permetterne il libero accesso a quante più persone possibili, persone ed istituti li hanno visti come un'opportunità per fare affari e profitti. In pochissimo tempo hanno aperto diverse piattaforme da dove si offrono corsi con queste caratteristiche e si sono analizzate le ragioni delle persone che si registrano e presentati diversi modelli di business.

In questa occasione presenteremo due relazioni piuttosto differenti: il primo, "MOOCs, Massive Open Online Courses" -January 2014 -, scritto da Michael Gaebel, ha l'obiettivo di aggiornare il primo articolo della European University Association (EUA), pubblicato nel gennaio 2013, ed il secondo, "Environmental Scan and Assessment of OERs, MOOCs and Libraries: What Effectiveness and Sustainability Means for Libraries Impact on Open Education", scritto da Carmen Kazakoff-Lane.

La relazione di Gaebel descrive i principali vantaggi di questo tipo di corsi, le reazioni europee ed anche la possibilità (e come) che i MOOC complementino le strutture e gli strumenti sviluppati nel settore dell'educazione superiore europea. Sebbene presenti i principali argomenti economici che si tengono in considerazione per esserne a favore o contro, esplora soprattutto gli aspetti direttamente legati all'apprendimento. In questo senso dà suggerimenti per rispondere ad alcune domande che non hanno risposte chiare ed inequivocabili: i Mooc sono uno strumento di apprendimento o solo una fonte di informazione? Potranno sostituire, integrare o essere una parte importante dell'offerta formativa nell'ambito dell'educazione superiore? Dovrebbero fornire crediti universitari convalidabili? Qual è il ruolo degli istituti di educazione superiore in questo nuovo scenario? Il rapporto si chiude con sei conclusioni valide nel contesto dell'educazione superiore in Europa: è necessario seguire l'evoluzione dei MOOC per analizzare le opportunità che possono offrire agli istituti; l'analisi dell'impatto dei MOOC nel processo di trasformazione dell'educazione superiore non è né completo né conclusivo; i MOOC hanno evidenziato l'importanza dell'e-learning e le sue possibiltà di applicazione nell'educazione superiore; gli istituti dovranno analizzarne rigorosamente i potenziali benefici a studenti ed altri possibili partecipanti, agli istituti stessi ed alla società in generale; le università hanno risposto a questo fenomeno, lo stanno rendendo possibile e vedranno con quali risultati; nel quadro europeo la EUA invita i suoi membri a contribuire con fondatezza al dibattito strategico che i MOOC ci offrono nel panorama dell'educazione superiore europea.

La relazione Kazakoff-Lane, analiticamente più approfondita, esamina il ruolo delle biblioteche in relazione ai contenuti aperti e giustifica le ragioni per le quali sono professionalmente obbligate a partecipare al movimento "MOOC" attraverso tutte le istituzioni che ne formano parte. In primo luogo introduce le Risorse Educative Aperte (OER) come prodotto di una tendenza sociale più generale: il movimento "open content", quindi introduce i MOOC come fenomeno rivoluzionario che offre la possibilità di seguire corsi offerti dall'élite universiataria mondiale in maniera gratuita. Sottolinea però che sono anche qualcosa di più, l'evoluzione di due realtà: la formazione a distanza e l'e-learning, ed il movimento aperto. Di seguito si presentano, in modo molto dettagliato e con moltissimi riferimenti, quali sono le sfide di ciascun movimento, soprattutto per quanto riguarda l'efficacia e la sostenibilità. La seconda parte del rapporto fornisce alcune idee su come le biblioteche possono adattarsi a questi nuovi modelli di educazione attraverso il sostegno che possono offrire a studenti ed insegnanti che creano, usano, riutilizzano o adattano contenuti aperti, ma anche coloro che creano o utilizzano i MOOC. L'ultima sezione del rapporto fornisce un'idea d'educazione aperta che tutte le biblioteche potrebbero far propria. Quest'idea si basa sulla convinzione che, per molte persone, il mondo delle "accademie" si sta trasformando in un modello educativo aperto. E sebbene gli stili, gli interessi e le posizioni siano molteplici, ci sono due caratteristiche che tutti devono raggiungere: l'efficacia e la sostenibilità. Soprattutto in relazione alla seconda caratteristica, le biblioteche possono e devono svolgere un ruolo chiave, ma non solo questo: possono collaborare con i vari protagonisti nel campo dell'educazione superiore per costruire un modello alternativo d'educazione aperta che sia aperto, razionale, sostenibile, in grado di offrire contenuti utili e di qualità.

Siamo di fronte a due relazioni molto diverse che forniscono ulteriori dati ed argomenti sull'impatto dei contenuti e dei corsi aperti e gratuiti per tutti, i MOOC, nel campo dell'educazione superiore. Se coincidono nell'interesse di seguirne le tracce e capire la portata dell'esperienza, presentano una logica e degl'argomenti piuttosto differenti. Il primo redattato dalla European University Association (EUA), ha una prospettiva politica di proiezione europea; il secondo, ideologicamente posizionato nel movimento aperto e straordinariamente documentato, sottolinea il ruolo delle biblioteche in un paesaggio in cui le risorse e le pratiche educative aperte ne sono la chiave principale. In definitiva, più luce, ma anche più ombre, in un paesaggio in trasformazione, quello dell'educazione superiore, pilastro della società del XXI secolo.

 


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