biblioteca universitària

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Quale strada percorrere?

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

Schonfeld, Roger C. (2014) Does discovery still happen in the library? Roles and strategies for a shifting reality. Ithaka S+R http://sr.ithaka.org/blog-individual/does-discovery-still-happen-library-roles-and-strategies-shifting-reality [Consulta:06/09/2014]

Ithaka S+R ha appena pubblicato un breve documento, basato sui risultati di alcune relazioni precedenti e già recensite su Blok, sul ruolo della biblioteca universitaria come fonte di scoperta di informazioni, possibile attraverso ricerche o di tipo esplorativo su di un argomento, o d'items conosciuti, o per mantenersi aggiornato su una disciplina.

La maggior parte dei direttori delle biblioteche universitarie nordamericane considerano strategicamente importante che gli utenti vedano la biblioteca come la prima fonte in cui cercare contenuti accademici. Questo ruolo può consentire alle biblioteche di influire nei processi di comunicazione scientifica, per esempio indirizzando gli utenti verso l'uso di versioni in accesso aperto dei documenti che desiderano consultare. Tuttavia, gli stessi direttori sono consapevoli della perdita d'importanza della biblioteca in relazione a quest'attività a favore delle piattaforme di libri e riviste elettronici, che facilitano la ricerca del testo integrale, come Google Scholar o Wikipedia.

La biblioteca universitaria nei paesi in via di sviluppo: già non se ne discute il valore

Cristóbal Urbano
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


McCreadie, Nell. Library value in the developing world. London: Sage, 2013. 27 p. Disponible en: <http://www.uk.sagepub.com/librarians/dw> [consulta: 20/03/2014].

Nel contesto attuale dell'educazione superiore, caratterizzato dalla disintermediazione, la globalizzazione e la digitalizzazione delle risorse informative, le biblioteche universitarie sono obbligate a creare valore per l'utente. Tuttavia creare valore è condizione necessaria ma non sufficiente per la trasformazione e il miglioramento dei servizi bibliotecari, dato che il valore, alla fine, lo decidono gli utenti stessi, secondo l'utilizzo che fanno ed in special modo dalla percezione che hanno degli stessi. Per questo che, insieme allo sviluppo di nuovi modelli di servizio e un'organizzazione più efficiente delle risorse, la preoccupazione nel dimostrare il valore della biblioteca universitaria abbia portato negli ultimi tempi ad un maggiore interesse per il marketing e la valutazione.

Questo interesse spiega la pubblicazione del rapporto Library value in the developing world in rassegna oggi. Si tratta di uno studio che segue la scia del rapporto Working together: Evolving value for academic libraries1 realizzato un anno prima con dati provenienti da Stati Uniti (US), Regno Unito (UK) e Scandinavia e per impulsato dal gruppo editoriale SAGE. In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad una ricerca sul campo basata in un numero limitato di bibliotecari e di docenti o ricercatori e corrispondente ad un piccolo gruppo di università considerato rappresentantivo delle aree geografiche studiate.

Un volume unico nel suo genere: le collezioni della biblioteca della UAB

Lluís M. Anglada i de Ferrer

CBUC, @lluisanglada


Farré Fiol, Carme; Gómez Escofet, Joan (2013). Col·leccions singulars a les biblioteques de la UAB. Bellaterra: Servei de Publicacions de la Universitat Autònoma de Barcelona. 247 p. : il. ; 30 cm. Testo in inglese e catalano. ISBN 9788449028878. <https://ddd.uab.cat/record/107702>. [03/09/2013]. 

UAB

La biblioteconomía è una disciplia con diversi rami, che non si sono sviluppati tutti allo stesso modo nei vari paesi. Fatto logico ma non scontato. Nel nostro paese i contributi teorici e pratici sugli edifici che ospitano le biblioteche sono apparsi dopo un periodo estremamente prolifico che ha visto la costruzione di molte biblioteche (pubbliche e universitarie). Per quanto possiamo cercare faremo fatica a trovare una bibliografia dedicata alla costruzione delle collezioni e questa è una grave lacuna delle nostre biblioteche. Nelle università, le collezioni bibliografiche sono state costruite spesso "a pioggia" (l'espressione è Dolors Lamarca) ovvero per accumulazione disordinata e non pianificata di documenti. È noto che una delle differenze principali tra la prassi bibliotecaria anglosassone e quella europea è il minor intervento dei bibliotecari europei nella selezione dei documenti per la formazione delle collezioni in biblioteca.

Costruire le raccolte (vale a dire le collezioni) è una delle funzioni di base delle biblioteche. È una caratteristica delle nostre biblioteche avere avuto collezioni patrimoniali abboandanti e aver sofferto di una certa scarsità di risorse per le nuove acquisizioni almeno fino alla fine degli anni Ottanta, principio degli anni Novanta del secolo scorso. In questo contesto, la modernizzazione della professione ha visto attribuire una minore importanza alla raccolta dei documenti obsoleti. Nello stesso modo è stato posto l'accento sull'accesso e sui documenti moderni.

INASP: è il momneto delle realtà locali nella cooperazione per lo sviluppo scinetifico e bibliotecario

Cristóbal Urbano
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


INASP: putting research knowledge at the heart of development. Oxford: INASP. <http://www.inasp.info>. [Consultato il 15 luglio 2013].

La International Network for the Availability of Scientific Publications (INASP) è una ONG di cooperazione allo sviluppo, che mira a migliorare l'accesso, la produzione e l'uso dell'informazione scientifica, in modo che ogni paese abbia le risorse in questo settore per affrontare le proprie sfide di sviluppo. Nacque nel 1992 su iniziativa di ICSU (International Council of Scientific Unions, actualmente International Council for Science) e il sostegno di UNESCO, TWAS-The Academy of Sciences for the Developing World y AAAS (American Association for the Advancement of Science).

Nel 2012 la organizzazione ha compiuto 20 anni de esperienza e nel corso dell'ultimo anno è stato sottoposto a valutazione esterna1, il suo programma di azione 2008-2013 noto come PERii (Programme for the Enhancement of Research Information).
La riflessione su questa valutazione è stato un importante punto di partenza per i prossimi cinque anni, nei quali si lav orerà – apartire dall'aprile del 2013 – nell'ambito di un approccio più sistematico alla costruzione di strutture locali, che è evidente già evidente dal nome del programma: Strengthening Research and Knowledge Systems (SRKS).

"Patron-driven acquisitions": la biblioteca propone e il lettore decide

Cristóbal Urbano
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Esposito, Joseph J.; Walker, Kizer; Ehling, Terry. PDA and the university press. A report prepared for The Andrew W. Mellon Foundation. [Baltimore, Md]: The Johns Hopkins University Press; [Ithaca, N.Y.]: Cornell University Library, Sept. 26th 2012. 65 p. Documento disponiblie onlinea all'indirizzo: <https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/36210>. [Consulta: 10 maggio de 2013].

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Il consolidamento del e-book in ambito universitario sta determinando un'evoluzione dei modelli di affari nell'editoria e delle politiche di acquisto delle biblioteche, che sta adesso arrivando al segmento delle monografie accademiche. Si tratta di un tipo di libro in cui tradizionalmente sono molto attive le case editrici universitarie, dipendenti però economicamente dalle acquisti delle biblioteche. Lo dimostrano i dati del rapporto qui recensito: gli acquisti della biblioteca rappresentano il 25% delle vendite delle editoriali universitarie, che le permette una soglia minima di redditività per un genere di libro destinato a un mercato limitato di acquirenti.

Il bisogno di sapere come i nuovi modi d'acquisto delle biblioteche influenzeranno le pubblicazioni delle case editrici - tra cui spiccano le acquisizioni PDA (Patron-Driven Aquisitions) sulla base del reale utilizzo da parte dei lettori - giustifica il rapporto coordinato da Joseph Esposito, consulente specializzato in transizione digitale dell'industria editoriale e importante partner del blog sull'editoria accademica The Scholarly Kitchen. Il testo si struttura su un tecnica di investigazione di tipo futuribile in cui si chiede ai protagonisti di un settore la propria visione su un determinato scenario futuro. Oltre alle interviste personali e ad una variegata documentazione, la ricerca si basó sulle risposte a questionari aperti inviati a una selezione di biblioteche e case editrici universitarie degli Stati Uniti.

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