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Legge sulla trasparenza. Lo è davvero?

Josep Matas
Advocat
 

España. Ley 19/2013, de 9 de diciembre, de transparencia, acceso a la información pública y buen gobierno [Internet] Boletín Oficial del Estado, 10 de diciembre de 2013, BOE-A-2013-12887.[Consultado 10 febrero 2011]. Disponible en: http://www.boe.es/buscar/doc.php?id=BOE-A-2013-12887

In questo resoconto tratteremo la Ley 19/2013, de 9 de diciembre, de transparencia, acceso a la información pública y buen gobierno pubblicata il 10 dicembre 2013 nel BOE (Bollettino Ufficiale dello Stato spanolo). La Costituzione del 1978 all'articolo 105.b annunciava la futura approvazione di una legge su questo tema. Nessuno allora avrebbe potuto immaginare che questo futuro sarebbe arrivato dopo così tanto tempo, un ritardo ancora più ingiustificabile se si osserva come l'impegno nell'approvarla appariva già da molto nei manifesti elettorali dei due partiti che hanno avuto accesso al Governo Centrale da allora. L'approvazione della legge giunge in un momento in cui la trasparenza è più che mai essenziale, qui ed ovunque, nei rapporti tra amministrazione pubblica e cittadini. Viviamo in società democratiche avanzate in cui, nonostante la sua maturità, si denota una crisi del sistema di rappresentanza politica ed un alto livello di scetticismo o diffidenza nel ruolo dei poteri pubblici e dei suoi dirigenti. L'opacità aumenta la distanza e la diffidenza, mentre la trasparenza può essere una novità e può contribuire a cambiare la tendenza. Nel caso spagnolo, il ritardo nell'approvazione riflette chiaramente la mancanza d'entusiasmo con cui le principali forze politiche si sono fatte carico di questo tema e che si riflette nel contenuto finale della legge, come avrò occasione di commentare nelle note che seguono.

Cosa succederebbe se ci fosse una legge europea più equa sul diritto d'autore

José Antonio Magán Wals
Director de proyectos bibliotecarios
Universidad Complutense de Madrid
 

Association of Research Libraries (2012). Code of best practices in fair use for academic and research libraries. American University, School of Communication and Washington College of Law. http://www.arl.org/pp/ppcopyright/codefairuse/code/index.shtml [Consulta: 01/08/2012]

I dubbi che i bibliotecari hanno in relazione ai servizi, che possono essere o non essere svolti nel nuovo ambiente digitale sulla base delle esenzioni legali ai diritti di proprietà intellettuale, sono una questione di particolare importanza, data l'opportunità per la diffusione e la conservazione che la digitalizzazione e le nuove tecnologie offrono alle biblioteche.

Rispetto gli Stati Uniti, la cui legislazione consente l'utilizzo senza autorizzazione previa di materiali coperti da copyright materiali quando l'uso è giustificato da benefici sociali, in Europa questo non è possibile perché abbiamo una legislazione meno garante i diritti del cittadino. Uno degli esempi più significativi è il caso di opere orfane; opere protette da copyright che nessuno rivendica, ma che non possono essere digitalizzate e essere trasferite al dominio pubblici. Questo, unito a termini più estesi, nel passaggio della proprietà intellettuale al dominio pubblico in Europa rispetto gli Stati Uniti d'America, sta creando un grande divario sulle possibilità d'accesso che hanno i cittadini di uno e l'altro lato dell'Atlantico rispetto il patrimonio storico e scientifico.

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