Report of the Collection Development Executive Committee Task Force on Print Collection Usage Cornell University Library. http://staffweb.library.cornell.edu/system/files/CollectionUsageTF_ReportFinal11-22-10.pdf

In un momento in cui l'interesse per le monografie nelle biblioteche universitarie si concentra sull'acquisizione dei libri elettronici della collezione, nessun più sembra ricordarsi dei libri di carta. Nonostante ciò, recentemente, la Cornell University incaricò ad un gruppo di lavoro di studiare l'utilizzo delle monografie stampate, a disposizione in biblioteca. L'obiettivo era sapere come circolano i libri, per migliorare la gestione della collezione, cercando di rispondere a domande come: fino a che punto è giustificabile l'esitenza di una percentuale di libri della collezione che mai escono in prestito? si deve considerare l'acquisizione, la gestione e la conservazione di questi libri una spesa superflua o un investimento in una collezione strategica di riserva?Il rapporto, risultante da quell'incarico, analizza l'uso dei libri utilizzando tre misurazioni: il prestito tra il 1990 ed il 2010 dei libri pubblicati durante lo stesso periodo; il prestito dei libri comprati nel 2001, ed il prestito in un giorno qualsiasi di aprile 2010.
Probabilmente la scoperta più eclatante del rapporto è che il 55% delle monografie pubblicate dal 1990 no è salito mai in prestito dalla biblioteca. Ma come interpretare questo dato? è poco? è tanto? Lungo il lavoro si riscontrano varie occasioni in cui gli autori avvertono sul pericolo dell'estrapolazione di conclusioni affrettate sui dati e, pure in questo caso, la risposta non è tanto semplice. Fattori quali la lingua limitano il numero di lettori potenziali dell'opera e la Cornell University dispone di libri in molte lingue. Tra il 1990 ed il 2010 la biblioteca comprò libri in 337 lingue e le acquisizioni in inglese rappresentarono il 55% del totale. In questo gruppo il tasso di prestito fu più elevato: il 61% delle monografie uscì in prestito, rispetto il 45% del complesso della collezione. E un dato che colpisce: analizzando la percentuale dei documenti che uscirono in prestito in funzione della dimensione del fondo, il catalano è la quarta lingua con maggior circolazione, dietro l'inglese, il turco ed il greco classico.
Dovuto alla mancanza totale di dati per la decade dal 1990 al 2000, il passo successivo fu di portare a termine un'analisi longitudinale sull prestito di libri acquistati nel 2001. Il risultato è che il 20% (dei libri acquistati nel 2001) era circolato a fine 2002, il 30% a fine del 2005 ed il 35,5% a fine del 2009. Uno dei risultati più interessanti di quest'analisi, è che, sebbene il prestito di libri tenda a crescere nella misura dello scorrere del tempo, sembra ristagnare 12 anni dopo la data di pubblicazione. Tuttavia si dovranno attendere alcuni anni per chiudere il ciclo completo e verificare l'ipotesi che potrebbe avere ripercussioni nella politica di conservazione e preservazione dei documenti di scarso uso.
Dal punto di vista metodologico, si richiama all'attenzione la strategia di scattare "istantanee" del prestito in un giorno specifico. Così, il 19 aprile 2010, il 34% dei libri in prestito era nelle mani degli studenti post-laurea (una media di 8 libri per alunno), il 24% lo tenevano i professori (13 libri per professore), mentre gli studenti pre-laurea avevano preso solo l'11% delle opere della biblioteca che erano in prestito (con una media di un libro a studente). Di nuovo bisogna esser cauti nell'interpretazione di questi dati, poiché l'analisi sul lungo periodo mostra che la differenza non risiede tanto nel numero di libri in prestito, quanto nel tempo medio di durata di ogni prestito, molto inferiore tra gli studenti pre-laurea in conseguenza di esigenze differenti.
Ovviamente si osservano molte differenze tra le discipline, evidenziando un uso molto intenso in filosofia. Nel rapporto si analizzano con dettaglio non solo le cifre d'uso dei dipartimenti, ma anche le materie che si consultano in ognuno di questi.
Il rapporto, un esempio di rigore e gusto per il dettaglio, finisce con 5 raccomandazioni relative alla necessita di raccogliere sistematicamente dati sull'uso delle monografie, l'integrazione di questi dati nella presa di decisioni di gestione della collezione e la messa a disposizione delle persone incaricate della selezione.
