Shepherd, Peter T (2007). Final report on the investigation into the feasibility of developing and Implementing. United Kingdom Serials Group (UKSG) <http://www.uksg.org/usagefactors/final>
Questo progetto ha valuto la possibilità di elaborare ed applicare fattori d'uso (FU) delle riviste contanto i downloads degli articoli (in pdf e html). Si è fatta un'inchiesta in due fasi.
-Fase 1: interviste telefoniche in profondità per un totale di 29 aoutori, direttori, bibliotecari ed editori di riviste.
-Fase2: studio realizzato sul web nel quale parteciparono quasi 1400 autori e 155 bibliotecari.
L'informazione ottenuta aiutò a determinare non solo se un FU è un concetto significativo, con il suficiente potenziale per fornire informazione addizionale sul valore e la qualità delle riviste online, ma anche come si potrebbe applicare.
Si ottennero pure consigli utili sulle possibili tematiche da studiare più approfonditamente, se si decidesse continuare il progetto. L'apparente interesse delle alte cariche esecutive per partecipare alle interviste, ed il gran nunmero delle risposte ottenute dall'indagine attraverso internet, indicano un alto grado d'interesse nel poter disporre di misure di qualità delle riviste in generale e sul concetto di fattore d'uso (FU) in particolare.
In base a questi risultati sembra dunque che non solo sarebbe fattibile sviluppare un fattore d'uso per le riviste ma che esite un ampio appoggio per la sua implementazione.
Tra le principali conclusioni e raccomendazioni troviamo:
- -Si considera che le statistiche di uso Counter non possano rappresentare una base sufficientemente solida su cui costruire una nuovo índice mondiale come il FU, però la fiducia verso tali statistiche va crescendo e sono viste come l'unica base possibile per il FU.
- -La maggioranza degli editori appoggiano il concetto di FU, sembra siano disposti, in linea di principio, a partecipare al calcolo ed alla publicazione dei FU, e convengono nel vedere le proprie riviste ordinate in base al FU.
- -c'è difformità d'opinioni sul come calcolare il FU, e in particolare su come definire i seguiti termini: "uso totale", "periodo d'uso specificato" e "numero totale di articoli pubblicati on-line. Per affinare le definizioni di questi termini sarà necessario realizzare prove con i dati d'uso concreto.
- -non c'è una differenza significativa tra gli autori delle diverse aree di ricerca accademica sulla validità dei fattori d'impatto (FI) delle riviste - Thomson ISI – come misura di qualità
- -la maggior parte degli autori, in tutti i campi della ricerca accademica, sarebbe contento nel disporre di una nuova misura di valore delle riviste, basata sull'uso.
- - dove fossero disponibili, i FU sarebbero un fattore ben considerato tra i bibliotecari, non solo per valutare le riviste per l'eventuale acquisto, ma anche per valutare il rinnovo o la cancellazione delle sottoscrizioni.
- -gli editori, in generale, non son disposti a consegnare i propri dati d'uso a terzi per far calcoli o consolidare i FU. La maggior parte di questi preferisce calcolar in casa i FU delle proprie riviste e poi far valutare il processo attraverso audits esterni. Ció è percepito generalmente come una estensione naturale del lavoro che già si realizza sul Counter. E sebbene ció abbia implicazioni sui sistema delle case editrici, questi non sono visti come problematici.
- -Counter, in generale, infonde fiducia tanto nei bibliotecari quanto negli editori e si considera che avrà un ruolo nello sviluppo e manutenzione dei FU, probabilmente in collaborazione con un'altra organizzazione dell'industria dell'informazione. L'organizzazione che realizzi tale incarico dovrà contare con la fiducia tanto dei bibliotecari come quella degli editori, e dovrà includere rappresentanti dei entrambi i collettivi.
- -ci sono vari problemi strutturali legati ai dati d'uso on-line che andrebbero tenuti in conto affinché i FU siano credibili. Tra questi si evidenzia la percezione che i dati di uso online sinao molto più manipolabili dei fati di citazione.
- -Se il UKSG decidesse di continuare questo progetto, c'è una gran probabilità che altri organismi si interessino per un aiuto finanziario
- -una biblioteca accademica grande normalmente sottoscrive più di 20.000 riviste. Tra queste, solamente circa 8000 sono indicizzate nel Science Citation Index e servono da fonte per il calcolo dei Fattori d'Impatto. Uno dei vantaggi del FU è che, in teoria, potrebbe comprendere tutte le riviste online.
A pagina 31, il rapporto riporta una lista di "porblemi strutturali" che si dovrebbero risolvere per ottenere un FU affidabile:
- -È più facile gonfiare in maniera sistematica i dati di uno online que i dati di citazione. Gli editori vorranno gonfiare i FU delle proprie riviste. Qualcuno potrebbe scaricare articolo attraverso un robot per far salire i propri valori statistici. Un autore, che sia professore, può chiedere ai tutti i suoi alunni di scaricare l'articolo per dopo discuterne in clase… Counter è in grado di controllare tali condotte?
- - Sarà difficile controllare il 100% dei downloads di una rivista onñine, dato che il contesto pubblicistico è sempre più distribuito (segmentato). Inoltre, oltre che dal proprio server, la rivista può essere distribuita attraverso altre piattaforme, o aggregata a altre riviste in una base dati; gli articoli si possono caricare in depositi, siti personali... Che copertura dovrebbe esserci per ottenere FU comparabili e credibili tra le riviste?
- -Le collezioni di grandi contenuti albergati in un unico servizio online tendono ad avere un effetto amplificatore sull'uso di singoli elementi del servizio. Ciò permette agli editori più grandi un vantaggio, il cui risultato è aumentare il FU delle loro riviste.
- -La stampa degli articoli non è considerata da Counter. La sua omissione minerebbe la credibilità del FU?
Conclusione
In relazione ai problema descritti dal rapporto, l'opinione dello scrivente è che sia inevitabile implementare il fattore d'uso (FU) basato sul numero di downloads degli articoli delle riviste.
Una analoga soluzione, basata sui riferimenti, piuttosto che sugli articoli in pdf, potrebbe iniziarla Thomson Reuters col suo Web of Science (come complemento al suo FI) o Elsevier con Scopus (come complemento al suo SJR), contanto il numero di riferimenti scaricati per ogni rivista nelle ricerche realizzate da tutto il mondo. Di fatto questo dato (della WoS) si considera per calcolare l'Eigenfactor e valutare maggiormente le citazioni delle riviste più utilizzate (non tutte le citazioni valgono uguale).
Un FU calcolato attraverso queste basedati sarebbe più affidabile, in quanto tutti i riferimenti scaricati sono a pagamento – sebbene risulterebbe limitato alle sole riviste che risultano indicizzate. Peraltro pretendere di contare i downloads di pdf, quando questi ultimi si possono scaricare gratuitamente e senza limiti da dentro i campus universitari, e quando i pdf si possono distribuire da piattaforme e depositi distiti, ci sembra una cosa molto difficile.

