Benefici sociali, educativi ed, in ultima analisi, economici

Margarita Taladriz-Mas
 

Evidence review of the economic contribution of libraries (2014): Final Report. June 2014 /Arts Council England; BOP Consulting, 2014. http://www.artscouncil.org.uk/media/uploads/pdf/Evidence_review_economic... [Consulta: 18/11/2014]

 

Questa revisione, pubblicata alla fine del 2013 nell'ambito del contributo all'economia delle biblioteche pubbliche e dei servizi che esse forniscono nei diversi stati, venne elaborata dall'ufficio di consulenza BOP e promossa dall'Arts Council England, ente governativo che finanzia e sostiene biblioteche, musei ed archivi inglesi.

Il suo obietivo è di esaminare ed identificare le prove disponibili, nel Regno Unito come in altri paesi, su come le biblioteche creano benefici economici. L'idea era di fornire, non solo prove sull'impatto economico diretto generato dalle biblioteche, ma anche su quello indiretto, attraverso i benefici sociali ed educativi offerti.

Dati e Discovery tools: rischi e raccomandazioni per migliorare l'accesso ai contenuti elettronici

Mireia Pérez Cervera
Biblioteca Virtual - Col·lecció digital
Universitat Oberta de Catalunya
 

Kemperman, Suzanne Saskia, Bill Brembeck, Elizabeth W. Brown, Alexandra de Lange-van Oosten, Theodore Fons, Catherine Giffi, Noah Levin, Alistair Morrison, Carlen Ruschoff, Gregg A. Silvis, and Jabin White. 2014. Success Strategies for Electronic Content Discovery and Access: A Cross-Industry White Paper. Dublin, OH: OCLC. http://www.oclc.org/content/dam/oclc/reports/data-quality/215233-SuccessStrategies.pdf

Il documento "Success strategies for electronic content discovery access", presentato lo scorso settembre da E-data Quality Working Group, ha come obiettivi determinare i principali problemi causati dall'inconsistenza dei dati, affinchè le biblioteche li affrontino, e diffondere una serie di raccomandazioni per migliorarne la qualità.

I nuovi sistemi di ricerca hanno facilitato la consultazione di ogni tipo di risorse elettroniche nelle biblioteche. Il funzionamento di questi sistemi di accesso ai contenuti digitali dipende in gran parte dalla qualità dei dati e metadati che interagiscono tra registri bibliografici, holding ed il servizio stesso. Il documento presenta tre rischi potenziali:

In primo luogo si rileva il problema dei dati incompleti o poco accurati. A questo proposito si dovrebbero migliorare i metadati bibliografici e curare i dati delle holdings d'item per garantire che realmente corrispondano agli attivati dalla biblioteca. Bisogna rivedere le holding delle collezioni sottoscritte dalle biblioteche per i sistemi di ricerca, in quanto spesso vi sono metadati bibliografici che non corrispondono con il contenuto effettivo sottoscritto.

Quale strada percorrere?

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

Schonfeld, Roger C. (2014) Does discovery still happen in the library? Roles and strategies for a shifting reality. Ithaka S+R http://sr.ithaka.org/blog-individual/does-discovery-still-happen-library-roles-and-strategies-shifting-reality [Consulta:06/09/2014]

Ithaka S+R ha appena pubblicato un breve documento, basato sui risultati di alcune relazioni precedenti e già recensite su Blok, sul ruolo della biblioteca universitaria come fonte di scoperta di informazioni, possibile attraverso ricerche o di tipo esplorativo su di un argomento, o d'items conosciuti, o per mantenersi aggiornato su una disciplina.

La maggior parte dei direttori delle biblioteche universitarie nordamericane considerano strategicamente importante che gli utenti vedano la biblioteca come la prima fonte in cui cercare contenuti accademici. Questo ruolo può consentire alle biblioteche di influire nei processi di comunicazione scientifica, per esempio indirizzando gli utenti verso l'uso di versioni in accesso aperto dei documenti che desiderano consultare. Tuttavia, gli stessi direttori sono consapevoli della perdita d'importanza della biblioteca in relazione a quest'attività a favore delle piattaforme di libri e riviste elettronici, che facilitano la ricerca del testo integrale, come Google Scholar o Wikipedia.

I portali di biblioteche sono accessibili a persone disabili? Uno studio sulle biblioteche pubbliche francesi

Bruno Splendiani
Estudiante de doctorado
Facultat de Biblioteconomia i documentació
Universitat de Barcelona
 


PixFL & Tosca consultants (2014). Accessibilité numérique des portails de bibliothèque (online). Disponible a: http://www.bibliothequesaccessibles.fr/ [Consulta: 02/11/2014].

Il Ministero di Cultura e Comunicazione francese ha promosso un estudio sul'accessibilità digital nei portali di bibliteche pubbliche in Francia, con l'obiettivo di analizzare lo stato attuale dell'adempimento della normativa sull'accessibilità.

Lo studio "Accessibilité numérique des portails de bibliothèque" [1] è stato realizzato da pixFL - un gruppo di specialisti in accessibilità digitale - e Tosca consultants, un'azienda di consulenza per sistemi di gestioni di biblioteche. Allo studio ha collaborato anche l'associazione BrailleNet, membro del W3C e del consorzio DAISY [2], specializzata nella promozione dell'accessibilità digitale, specialmente per persone con disabilità visiva.
Lo studio è stato elaborato in due parti:

• Un'analisi quantitativa di 130 portali web di biblioteche pubbliche (80 municipali, 40 intercomunali e 10 "départementale de prêt" – biblioteche che non offrono servizio al pubblico, solo facilitano il prestito interbibliotecario –) per verificare la pubblicazione della dichiarazione di conformità alla RGAA (Référentiel Général d'Accessibilité pour les Administrations), la certificazione standard in Francia per siti web di organismi pubblici che definisce i requisiti e le specifiche tecniche per stabilire se un sito web è accessibile. A parte dei 130 siti web delle biblioteche, sono state analizzate anche i tre portali web della Biblioteca Nazionale di Francia (B.n.F.), della Banque publique d'investissement (B.P.I) y del municipio di Parigi.

L'editoria digitale in Francia: un affare da definire

Lluís Agustí
Departament de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

Bollé, Aurélia; Roux, Marie-Christine; Rouxel, Virginie (2014). Pratiques d'éditeurs: 50 nuances de numérique. Mars 2014. Paris: MOTif; Labo de l'édition. 48, [5] p. <http://www.lemotif.fr/fichier/motif_fichier/541/fichier_fichier_etude.50.nuances.de.numerique.pdf>.

Dalla fine degli anni 90 ad ogni fiera del libro i giornali annunciavano che quello sarebbe stato l'anno della definitiva consacrazione del libro digitale. Ma se il libro elettronico esiste già da oltre 40 anni (il progetto Gutenberg è del 1971), addirittura prima delle riviste elettroniche, perchè ancora costituisce nel mondo occidentale una percentuale del tutto insignificante del volume totale degli introiti dell'editoria?
Coloro che sanno, affermano che, affinchè un'invenzione tecnologica abbia successo, non è sufficente con la sua scoperta, ma questa deve essere prodotta e distribuita su scala industriale e per far sì che ciò accada è necessario che risponda ad una necessità ancora non soddisfatta da una parte, ma soprattutto che sia un progetto redditizio, cosa che, nel caso degli e-books, non sembra sia stato definito completamente.

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