2012 survey of ebook usage in U.S. academic libraries: third annual survey. LJ/SLJ Library Research Syndicate (LRS). [New York, N.Y.]: Library Journal, 2012. 93 p. Disponibile in linea: <http://www.thedigitalshift.com/research/ebook-usage-reports/academic/> [consultato: 14 nov. 2012].
Nota: Si discute monograficamente anzitutto il caso delle biblioteche universitarie e poi, in rassegne successive, si tratteranno gli studi riferiti alle biblioteche pubbliche e scolastiche.
2012 survey of ebook usage in U.S. public libraries: third annual survey. LJ/SLJ Library Research Syndicate (LRS). [New York, N.Y.]: Library Journal, 2012. 108 p. Disponibile in linea a: <http://www.thedigitalshift.com/research/ebook-usage-reports/public/> [consultato: 14 nov. 2012].
2012 survey of ebook usage in U.S. school (K-12) libraries: third annual survey. LJ/SLJ Library Research Syndicate (LRS). [New York, N.Y.]: School Library Journal, 2012. 102 p. Disponibile in linea a: <http://www.thedigitalshift.com/research/ebook-usage-reports/k12/> [consultato: 14 nov. 2012].
Una settimana fa ho commentato a un bibliotecario statunitense il mio interesse per conoscere la sua opinione sul processo di incorporazione degli ebooks nelle biblioteche universitarie del suo paese. Di fatto gli ho chiesto se quest'incorporazione si era condotta portando a termine una revisione approfondita sui testi rispetto cui le biblioteche definiscono la propria politica di sviluppo delle collezioni. Si è messo le mani in testa, e prima ancora di rispondermi con rigore e profondità, non ha potuto evitare d'esclamar con l'adorabile familiarità che subitamente ti manifestano tanti colleghi di questo paese: "What a big mess... a bloody mess!"
Qual è l'impatto della mia ricerca? Questa domanda ha sempre affascinato studiosi e scienziati di tutte le discipline. Durante la maggior parte della storia della scienza, era una domanda difficile a cui rispondere. Era semplicemente troppo difficile sapere che stesse leggendo l'opera di uno, al di fuori del cerchio, relativamente piccoli, degli stretti collaboratori. Tutto ciò è completamente cambiato negli ultimi anni con l'impatto delle nuove tecnologie dell'informazione e la nascita di Internet. Oggi, la comunicazione della ricerca scientifica utilizza non solo i veicoli tradizionali, come libri e periodici, ma anche altre forme di comunicazione testuale meno formale tipica del contesto digitale, che viene incentivata sempre più dal Web sociale. Ricerche che impiegavano mesi o anche anni per raggiungere i lettori, oggi possono essere conosciute quasi istantaneamente attraverso i blog e Twitter.
La gestione dei dati primari di ricerca è una delle questioni d'attualità nel nostro ambito professionale, che si palesa nella proliferazione di studi pubblicati durante gli ultimi mesi riguardo questa tematica.
Stanno usando le biblioteche degli Stati Uniti gli strumenti del social web? E quelle che lo fanno, che intenzioni hanno? Con che tipo di strumenti? Mirati a che tipo di pubblico? Il lavoro ottiene risultati? Quali sono le criticità? Quali le nuove esigenze?
Molte persone hanno trascorso gran parte della loro vita professionale descrivendo, catalogando, etichettando, ed altri "ando", affiché l'utente possa risolvere le proprie necessità informative. E a molti di noi, che sino ad oggi mai è venuto in mente che gli utenti o il pubblico in generale ci potesse aiutare in questi "ando", magari si straccerano le vesti accusando di "intrusione profesisonele", se si accettano questi potenziali collaboratori.
