Piani futuri delle biblioteche pubbliche olandesi

Carme Fenoll
Cap del Servei de Biblioteques
Generalitat de Catalunya
 

Frank Huysmans; Carlien Hillebrink. The future of the Dutch public library: ten years on. The Hague: Netherlands Institute for Social Research, SCP, 2008 www.scp.nl/english/dsresource?objectid=21996&type=org [consulta 28/05/2012]


Lo scorso maggio si è tenuta in occasione della Conferenza di Barcellona del Metropolitan Sezione Biblioteche di IFLA 2012. Tra le azioni in circolazione, sono state le pratiche delle biblioteche di Rotterdam e Amsterdam. Ci chiediamo che i Paesi Bassi sono un punto di riferimento nella libreria. Studi come quello che occupiamo in modo da confermare. Questo documento è disponibile anche in forma di libro, è una diagnosi completa e roadmap per 1100 biblioteche pubbliche dei Paesi Bassi. La lettura è utile contestualizzare e vedere quali linee di lavoro si sono sviluppate nei Paesi Bassi fin dall'inizio del secolo corrente.

Lo scopo di questo studio è quello di prevedere come saranno le biblioteche pubbliche dei Paesi Bassi nel periodo 2015-2020, tenendo conto di tutte le parti interessate: le biblioteche pubbliche, il settore delle biblioteche, l'associazione professionale (VOB, Paesi Bassi Public Library Association) e autorità coinvolte.

Barriere di accesso alla letteratura scientifica

Llorenç Arguimbau Vivó
Observatori de la Recerca (OR-IEC)
Institut d'Estudis Catalans
 

Research Information Network (2011). Access to scholarly content: gaps and barriers. <http://www.rin.ac.uk/node/1172>. [Consulta: 12/06/2012].


I documenti scientifici e tecnici sono fondamentali per l'attività accademica e di ricerca, di sviluppo e d'innovazione (R+S). Tuttavia, le nuove tecnologie e i modelli di business emergenti hanno trasformato l'ambiente informativo dei ricercatori e dei lavoratori della conoscenza, vale a dire tutti quelli per i quali l'attività lavorativa principale è quella di sviluppare e utilizzare la conoscenza. Alcuni cambiamenti in questo contesto hanno facilitato l'accesso alle informazioni, mentre altri lo hanno complicato. Ad esempio, l'aumento dei servizi per identificare la letteratura scientifica (Google Scholar, PubMed, Scirus, Scopus o Web of Science) facilita la localizzazione dei documenti, ma, nonostante la spinta del movimento per l'Open Access (OA), non è sempre facile accedervi. Inoltre, i ricercatori non hanno aconra percepito totalmente come i contenuti aperti possano essere riutilizzati per l'insegnamento, l'estrapolazione delle tabelle, delle figure e di altri materiali, cosí come per la collaborazione e analisi di testi.

36º congresso ELAG: Libraries everywhere

Ramon Ros
Consorci de Biblioteques Universitàries de Catalunya
 

ELAG (European Library Automation Group) (2012). 36th Annual Conference ELAG. 2012 Conference Theme: 'Libraries everywhere' [2012: Palma Mallorca]. <http://www.elag2012.com/>. [Consulta: 29/08/2012 ].

L'edizione di quest'anno dell'ELAG (European Library Automation Group) si è tenuta a Palma durante il mese di maggio, questa volta organizzata dall'Università delle Isole Baleari e dal Consorzio delle Biblioteche universitarie di Catalunia. Ha visto la partecipazione di 120 rappresentanti di 27 paesi. Il tema del congresso era "libraries everywhere", richiamando alla mente il fatto che le biblioteche, o i servizi che erogano, non sono più solo in un luogo fisico, bensì risultano dispersi in rete, da casa o nel cellulare dell'utente, arrivando sino alla nube, dove gli editori rendono disponibili le riviste scientifiche, passando per i depositi dati, i campus virtuali, ecc.

L'ELAG risulta organizzata in tre parti principali: la preconferenza, le presentazioni ed i workshops. Durante la preconferenza s'organizzano corsi "hands on", ossia in cui il partecipante può provare (e non soltanto ascoltare) ciò che si sta spiegando. Le conferenze (quest'anno 15) sono la parte più classica e si avvalgono sempre di un ospite speciale, quest'anno Rick Luce. Infine, i workshpos sono una delle parti più importanti, giacché risultano il momento in cui gli assistenti possono intercambiare idee e esperienze su ciò che stanno facendo nella propria istituzione, quest'anno ce n'erano sette, e trattano temi come l'accesso ai dispositivi mobili, l'accesso aperto, i magazzini di dati, ecc.

Cosa succederebbe se ci fosse una legge europea più equa sul diritto d'autore

José Antonio Magán Wals
Director de proyectos bibliotecarios
Universidad Complutense de Madrid
 

Association of Research Libraries (2012). Code of best practices in fair use for academic and research libraries. American University, School of Communication and Washington College of Law. http://www.arl.org/pp/ppcopyright/codefairuse/code/index.shtml [Consulta: 01/08/2012]

I dubbi che i bibliotecari hanno in relazione ai servizi, che possono essere o non essere svolti nel nuovo ambiente digitale sulla base delle esenzioni legali ai diritti di proprietà intellettuale, sono una questione di particolare importanza, data l'opportunità per la diffusione e la conservazione che la digitalizzazione e le nuove tecnologie offrono alle biblioteche.

Rispetto gli Stati Uniti, la cui legislazione consente l'utilizzo senza autorizzazione previa di materiali coperti da copyright materiali quando l'uso è giustificato da benefici sociali, in Europa questo non è possibile perché abbiamo una legislazione meno garante i diritti del cittadino. Uno degli esempi più significativi è il caso di opere orfane; opere protette da copyright che nessuno rivendica, ma che non possono essere digitalizzate e essere trasferite al dominio pubblici. Questo, unito a termini più estesi, nel passaggio della proprietà intellettuale al dominio pubblico in Europa rispetto gli Stati Uniti d'America, sta creando un grande divario sulle possibilità d'accesso che hanno i cittadini di uno e l'altro lato dell'Atlantico rispetto il patrimonio storico e scientifico.

Strumenti per la misurazione dell'impatto dell'editoria accademica

Lluís Vicente
Director Biblioteca Ateneu
 

Webometrics: Toolkit for the Impact of Digitised Scholarly Resources. [Oxford]: JISC: Oxford Internet Institute, University of Oxford.
<http://microsites.oii.ox.ac.uk/tidsr/kb/webometrics>. [Consulta: 25/07/2012].


Offrire, con i depositi ad accesso aperto o di altro tipo, le pubblicazioni scientifiche, i materiali d'insegnamento universitario (o qualsiasi altro documento accademico) generato dall'attività di ricerca, è una pratica diffusa nei centri di ricerca e nelle università.

Il professionista delle informazioni sa bene quanto sia importante archiviare, salvare e identificare correttamente i documenti per il loro recupero futuro, ma sa anche quanto lo sia il conoscere la ricettività della comunità scientifica e i percorsi seguiti dagli utenti per ottenere le informazioni. Ci sono esperienze e modelli per valutare l'attività e quantificare il ritorno sullo sforzo che prestano i vari centri di ricerca e le Università per pubblicare articoli, e-prints o altro. Tra tutti questi possiamo evidenziare Toolkit for the Impact of Digitised Scholarly Resources (in seguito TIDSR) che è qualcosa di più di un insieme di tecniche per misurare l'impatto e ritorno sull'investimento della pubblicazione accademica.

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