Content mining: una sfida per le riviste scientifiche

Mercè Vázquez Garcia
Estudis de Ciències de la Informació i de la Comunicació
Universitat Oberta de Catalunya


JISC (2012). The Value and Benefits of Text Mining [en línia]. [London]: The Higher Education Funding Council for England. Disponibile all'indirizzo: <http://www.jisc.ac.uk/media/documents/publications/reports/2012/value-text-mining.pdf>. [Consultato il 29 maggio 2013].

Text mining @ IRC

Le riviste scientifiche si trovano ad affrontare una grande sfida, legata all'uso e alla distribuzione degli articoli che in esse vengono pubblicati, affinché possano avere un impatto che vada oltre la ristretta comunità scientifica di riferimento.
Lo studio Journal article mining affronta questo tema, approfondendo le modalità per una migliore disseminazione dei risultati della ricerca, evidenziando come si possano trovare modalità di comunicazione più dirette tra le riviste scientifiche e i differenti pubblici di riferimento – reali e potenziali – che ad esse possono essere interessati.
In particolare, lo studio presenta lo stato dell'arte sul tema in relazione alle pratiche, gli attori, le politiche, la pianificazione e le aspettative in relazione all'estrazione del contenuto (content mining) delle riviste scientifiche.

Oggi è sempre più difficile seguire la produzione editoriale per il numero via via crescente di articoli scientifici e per la frequenza delle pubblicazioni, motivi per i quali già da qualche tempo i ricercatori stanno studiando il modo in cui i computer possono rendere più produttiva la lettura delle pubblicazioni scientifiche. In questo senso, si sta focalizzando l'attenzione sul content mining che include l'estrazione di testo (text mining) e l'estrazione di dati (data mining), e che consiste nell'elaborazione automatizzata di grandi quantità di contenuti digitali volta al recupero di informazioni, all'estrazione di informazioni e alla meta-analisi. Di grande interesse sono anche le applicazioni che incorporano il rilevamento semantico nel recupero delle informazioni, al fine di recuperare i documenti che sono relazionati agli stessi contenuti.

"Patron-driven acquisitions": la biblioteca propone e il lettore decide

Cristóbal Urbano
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Esposito, Joseph J.; Walker, Kizer; Ehling, Terry. PDA and the university press. A report prepared for The Andrew W. Mellon Foundation. [Baltimore, Md]: The Johns Hopkins University Press; [Ithaca, N.Y.]: Cornell University Library, Sept. 26th 2012. 65 p. Documento disponiblie onlinea all'indirizzo: <https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/36210>. [Consulta: 10 maggio de 2013].

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Il consolidamento del e-book in ambito universitario sta determinando un'evoluzione dei modelli di affari nell'editoria e delle politiche di acquisto delle biblioteche, che sta adesso arrivando al segmento delle monografie accademiche. Si tratta di un tipo di libro in cui tradizionalmente sono molto attive le case editrici universitarie, dipendenti però economicamente dalle acquisti delle biblioteche. Lo dimostrano i dati del rapporto qui recensito: gli acquisti della biblioteca rappresentano il 25% delle vendite delle editoriali universitarie, che le permette una soglia minima di redditività per un genere di libro destinato a un mercato limitato di acquirenti.

Il bisogno di sapere come i nuovi modi d'acquisto delle biblioteche influenzeranno le pubblicazioni delle case editrici - tra cui spiccano le acquisizioni PDA (Patron-Driven Aquisitions) sulla base del reale utilizzo da parte dei lettori - giustifica il rapporto coordinato da Joseph Esposito, consulente specializzato in transizione digitale dell'industria editoriale e importante partner del blog sull'editoria accademica The Scholarly Kitchen. Il testo si struttura su un tecnica di investigazione di tipo futuribile in cui si chiede ai protagonisti di un settore la propria visione su un determinato scenario futuro. Oltre alle interviste personali e ad una variegata documentazione, la ricerca si basó sulle risposte a questionari aperti inviati a una selezione di biblioteche e case editrici universitarie degli Stati Uniti.

Dove vanno le riviste scientifiche

Ernest Abadal
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona


Ware, Mark; Mabe, Michael (2012). The STM report: an overview of scientific and scholarly journals publishing. 3rd ed. Oxford, STM. Disponibile all'indirizzo: <http://www.stm-assoc.org/2012_12_11_STM_Report_2012.pdf>. [Cosultato il 3 Maggio 2013].

serialsChe cos'è?
 
STM report è uno studio che mostra l'evoluzione del settore delle riviste scientifiche in tutto il mondo negli ultimi tre anni. Questa publicazione ha due precedenti: Overwiew of STM journal publishing (Ware, Mabe, 2006), e un altro STM report (Ware, Mabe, 2009), che utilizza lo stesso titolo dell'edizione qui recensita. È quindi un progetto in corso e, oltretutto, molto utile perché non solo presenta la sitauzione attuale ma anche le tendenze per i prossimi anni.
 
Il documento è stato commissionato dalla STM (International Association of Scientific, Technical & Medical Publishers), un'associazione internazionale che garantisce la diffusione e la difesa (advocacy) dell'interesse degli editori scientifici, siano essi commerciali o di libero accesso, primari o secondari. Tra i suoi membri spiccano società scientifiche (American Chemical Society, tra gli altri), università (Cambridge University Press, Oxford University Press), insieme a grandi editori commerciali (Elsevier, Sage, Springer, Taylor-Francis, Emerald, Nature) e di libero accesso (Hindawi). Un totale del 66% degli articoli scientifici pubblicati. Come si può vedere vi è rappresentato il meglio del settore. Il suo scopo è quello di fungere da piattaforma per lo scambio di idee ed esperienze. In questo senso, conta su un gran numero di articoli a disposizione del pubblico nella propria pagina web. L'associazione fa uso del conosciuto acronimo (STM) che indica in inglese il settore dell'editoria scientifica.

I Big Deals visti da un altro punto di vista

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membro del gruppo Acceso abierto a la Ciencia (www.accesoabierto.net)
Odlyzko, Andrew (2013). Open Access, library and publisher competition, and the evolution of general commerce. Disponibile alla pagina: <http://arxiv.org/abs/1302.1105>. [Consultato il 3 maggio 2013].

OA cake 1L'investigazione è una revisione-dibattito dei costi delle riviste scientifiche e dell'effetto di un accesso libero sulle stesse, oltre ai ruoli svolti dalle biblioteche universitarie e dagli editori nella lotta permanente per raggiungere, le prime un maggiore accesso e i secondi un piú alto beneficio. In questo senso, la ricerca si concentra sull'analisi degli effetti dei vituperati big deals sull'accesso alle riviste scientifiche. Secondo l'opinione dell'autore dell'articolo, nonostante la loro cattiva reputazione in alcuni forum, hanno come argomento a proprio favore aver permesso l'accesso ad un maggior numero di riviste.
 
Andrew Odlyzko è un matematico che lavora attualmente presso l'Università del Minnesota, con un ricco curriculum in scienze esatte ed inoltre in aspetti sociali di internet come neutralità della rete, social network, usi di internet, ecc. e con pubblicazioni non solo su riviste accademiche, ma anche su riviste di grande tiratura (The Economist, Wall Street Journal, Forbes, ecc.). Nei suoi articoli sfrutta la sua formazione di tipo matematica per analizzare con dati quantitativi, temi sui quali polemizza. Questo caso non fa eccezione. Di seguito riassumiamo le idee principali presentate in questo articolo.

Politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche: il caso dell'Inghilterra

Carme Fenoll
Cap del Servei de Biblioteques
Direcció General d'Arxius, Biblioteques, Museus i Patrimoni
William Sieghart. An Independent Review of E-Lending in Public Libraries in England (2013). London: Department for Culture, Media & Sport. Disponibile alla pagina: <https://www.gov.uk/government/publications/an-independent-review-of-e-lending-in-public-libraries-in-england?utm_source=WhatCountsEmail&utm_medium=OCLC%20Abstracts%20Test%20Group%203&utm_campaign=OCLC%20Abstracts>. [Consultato il 29 aprile 2013].

"Perfect."

Come intervengono i paesi vicini di fronte alla sfida di progettare politiche di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche? In questo articolo abbiamo un buon esempio applicato in Inghilterra.

Si tratta di un documento molto ben ordinato che spiega i risultati di una collaborazione intersettoriale nella redazione di suggerimenti utili al momento di iniziare un servizio di prestito digitale nelle biblioteche pubbliche.

Si parte dal problema che le case editoriali non hanno dato il via libera al prestito di e-book nelle biblioteche pubbliche, perché credono che creerebbe uno squilibrio nel settore e porterebbe a una caduta delle vendite.

Principalmente si fa riferimento alla paura presente nel settore che la facilità di accedere ai libri digitali ne renderebbe inutile l'acquistio (il "senza attrito" rispetto al prestito fisico). Lo sconcerto da parte dei settori implicati è evidente e Cristóbal Urbano lo spiega perfettamente nel suo post nel Blok de BiD1.

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