Strategie per erogare servizi editoriali sostenibili dalle biblioteche universitarie

José-Antonio Gómez-Hernández y Tomás Saorín Pérez
Facultad de Comunicación y Documentación
Universidad de Murcia

  

Mullins, James L.; Murray-Rust, Catherine; Ogburn, Joyce; Crow, Raym; Ivins, October; Mower, Allyson; Newton, Mark P.; Nesdill, Daureen; Speer, Julie; and Watkinson, Charles, "Library Publishing Services: Strategies for Success Research Report Version 1.0" (2011). Libraries Research Publications. Paper 136. http://docs.lib.purdue.edu/lib_research/136

 Agustin PolancoQuesto rapporto presenta i risultati di una ricerca qualitativa il cui scopo era quello di formulare linee guida di sostenibilità dei progetti editoriali intrapresi o che coinvolgono le biblioteche universitarie. È stato sostenuto da una borsa di studio dell'Institute of Museum and Library Services, principale unità di supporto a 123.000 biblioteche e 17.000 musei degli Stati Uniti d'America; è stato pubblicato da SPARC, la Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition, che è un'associazione internazionale di università e biblioteche di ricerca creata per la promozione di modifiche nel sistema editoriale accademico che sostengano una più ampia diffusione della ricerca scientifica e la riduzione dei costi queste entità sostengono.

I progetti di ricerca in ambito LIS: quale impatto per la professione bibliotecaria?

Maria Cassella
Divisione Sistema Bibliotecario di Ateneo
Università di Torino
 

Cruickshank, Peter; Hall, Hazel; Taylor-Smith, Ella (2011). Enhancing the impact of LIS research projects. Research Information Network; Library and Information Science Research Coalition. (RiLIES). 31 p. <http://www.researchinfonet.org/wp-content/uploads/2012/01/RiLIES_report_FINAL.pdf>. [Consulta: 20/09/2012].

Quale è il rapporto tra ricerca accademica e professione nelle scienze dell'informazione (LIS)? Quale è l'impatto dei progetti di ricerca nella vita professionale del bibliotecario? Allo scopo di esplorare questi temi nel 2011 il Research Information Network e il Library and Information Science Research Coalition hanno finanziato il progetto di ricerca "Research in Librarianship – Impact Evaluation Study" (RiLIES), il cui rapporto finale a cura di Peter Cruickshank, Hazel Hall, Ella-Taylor Smith viene qui analizzato. Il progetto si è avvalso di più metodologie di indagine tra loro combinate:
- l'analisi della letteratura professionale sul tema dell'impatto delle ricerche LIS;

- un'indagine tra bibliotecari completata da tre focus group condotti su tre tipologie di bibliotecari: accademici, biomedici, di biblioteche di pubblica lettura;

Conviene mantenere il MACBA?

Antoni Feliu
Cap de la Unitat d'Estadístiques i Qualitat
Gerència de Serveis de Biblioteques


ALMA UK (Archives, Libraries & Museums Alliance UK) (2010). Economic Impact Toolkits for Archives, Libraries and Museums: Final Report. Newcastle upon Tyne: ERS, UK. 100 p. <http://wales.gov.uk/docs/drah/research/110331almaukeconomicimpactresearchen.pdf>. [Consulta: 20/09/2012].

La domanda che titola questo scritto è più facile da fare che da rispondere, e nonostante questa sia collegata, non è esattamente lo stesso che questionarsi sull'utilità di questo museo.

La domanda, cosí come è formulata, comporta implicitamente l'idea di dover fare un bilancio tra risorse utilizzate e risultati ottenuti. Non sarebbe inoltre lo stesso se rispondesse il direttore del museo, un artista, un urbanista, un albergatore, un turista, un residente del quartiere del Raval di Barcellona o un politico. In qualsiasi caso, la risposta, tratta magari da quella del direttore del museo, sarebbe sostenuta da alcuni dati, peró anche e soprattutto da percezioni, sensazioni, esperienze, idee preconcette che facilmente non porterebbero a una risposta precisa alla domanda.

Allo stesso modo da alcuni settori del cosidetto settore culturale, si son fatti e si fanno tentativi per dare una risposta precisa, adeguata, strutturata ed elaborata sulla base di una metodologia scientifica a domande come questa, con l'obiettivo di misurare l'impatto che hanno determinate istituzioni culturali, per poi tradurne le conclusioni in termini economici.

L’Australia studia le proprie biblioteche scolastiche e stabilisce delle strategie per massimizzarne il potenziale

Marta Roig
Bibliotecària, especialitzada en promoció de la lectura i biblioteques escolars
 

House of Representatives, Education and Employment Committee (2011). School libraries and teacher librarians in 21 century Australia. Canberra: The Parliament of the Commonwealth of Australia. XX, 155, [5] p. ISBN 978-0-642-79396-6. <http://www.aph.gov.au/Parliamentary_Business/Committees/House_of_Representatives_Committees?url=ee/schoollibraries/report/fullreport.pdf>. [Consulta: 20/09/2012].

Nel 2004 il Governo incaricò il primo studio parlamentare federale sulle biblioteche scolastiche. Quattro anni dopo, nel 2008, l'Edith Cowan University, la Scuola Australiana delle Associazioni di Biblioteche (ASLA) e l'Associazione Australiana di Biblioteche ed Informazione (ALIA) conducevano uno studio che metteva in evidenza che il 29% del totale dei centri educativi ed il 54% dei centri educativi pubblici disponevano di un budget annuo di meno di 5000 dollari per biblioteca scolastica, una cifra inferiore ai dati del 1975, secondo il Children's Book Council of Australia (libro del Consiglio dei Bambini d'Australia - CBCA). Questa cifra ha fatto scattare l'allarme. (Una situazione, nonostante tutto, molto lontana in paragone alle biblioteche scolastiche spagnole, in cui soltanto un 15% di casi dichiarati1 dispongono di un budget superiore ai 700 euro annuali).

Visualizzazioni settore scientifico sulla conservazione delle informazioni

Fernanda Peset
Universitat Politècnica de València
 

European Commission (2012) "Online Survey on Scientific Information in the Digital Age'', Survey report . Luxembourg: Publications Office of the European Union. Disponible a: http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/survey-on-scientific-information-digital-age_en.pdf

La preoccupazione dell'Unione europea per l'informazione scientifica e l'open access era evidente già nel 2006 e da questa, con una sguardo panoramico sulle discussioni che si stavano generando, già potevamo desumere i molteplici interessi in gioco, a volte contrastanti. Va notato che, nei primi momenti in cui l'accesso aperto non era ancora così diffuso, all'affrontare i temi sulla pubblicazione scientifica era più visibile la tensione tra i grandi editori scientifici e i sostenitori del modello dell'accesso aperto.

L'Europa ha sempre riservato un ruolo importante alle biblioteche accademiche. l loro incarichi classici -di conservazione e di diffusione- si sta ampliando attraverso il supporto di nuovi agenti, che sono interessati alla redditività dell'informazione scientifica quale motore economico della società della conoscenza. Tra questi vanno segnalati i nuovi parchi scientifico-universitari e le aziende spin-off. E così, il lavoro delle biblioteche è assunto come un elemento necessario per creare nuova conoscenza, e renderla redditizia trasferendola al tessuto produttivo.

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