BOBCATSSS 2012. Prossimo, possibile, per te

Aina Giones-Valls
Documentalista
Compartia
 

BOBCATSSS. 20th International Conference on Information Science, Amsterdam, 23-25 January 2012

Quando si pensa a conferenze per la gestione dell'informazione verranno in mente, alla maggior parte di noi, quelle realizzate ogni anno, o ogni due anni, dalle associazioni professionali di bibliotecari e documentalisti a livello regionale, nazionale o globale. Orbene, forse non tutti i professionisti e gli studenti hanno a mente un congresso, che come questo si fa annualmente, ed uno dei suoi tratti distintivi è che venga organizzato dagli studenti d'università europee. Sono loro ad essere i responsabili d'allestire l'attrezzatura, d'elaborare il programma degli eventi e delle attività sociali, di cercare gli sponsor e i luoghi dove si svolge il congresso... Insomma, i garanti affinché ognuno sappia dove andare e soprattutto che tutto vada per il meglio. BOBCATSSS è l'acronimo delle città che venne creato nel corso del 1993: Budapest, Oslo, Barcellona, Copenaghen, Amsterdam, Tampere, Stuttgart, Szombately e Sheffild. In seguito si aggiunsero Boräs, Riga, Kahrkiv, Mosca, Tallin, Torun, Varsavia, Sofia, Ljubljana, Cracovia e Bratislava. Questo è lo spirito del BOBCATSSS, un congresso vicino, possibile, per te ed alla portata di tutti.

Politiche d'accesso aperto e di preservazione in Europa

Reme Melero
Científica Titular CSIC
Membre del grup Accés obert a la Ciència (www.accesoabierto.net)


European Comission. European Research Area (2011). National open access and preservation policies in Europe. Analysis of a questionnaire to the European Research Area Committee <http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/ope... [Consulta: 02/05/2012]

La presente relazione illustra i risultati di un'inchiesta realizzata fra gl'interlocutori dell'accesso, diffusione e conservazione, a livello nazionale, di ciascuno degli Stati membri dell'Unione europea. Nel 2009 se ne svolse una simile, infatti alcune problematiche cercano di riflettere sui progressi fatti da allora. La circolazione della conoscenza non è cosa da poco, compreso l'accesso, la diffusione, la conservazione, l'uso e il riutilizzo delle informazioni scientifiche. Gli studi dimostrano che il libero accesso porta una migliore visibilità e un maggior impatto nei risultati della ricerca e nonostante ciò la sua implementazione rimane una sfida.

La relazione fornisce una panoramica: sul come l'accesso aperto si stia sviluppando nello Spazio Europeo della Ricerca (SER); sull'appoggio fornito da un crescente numero di università, di centri di ricerca e di agenzie di finanziamento dall'Europa; poi ne risalta la crescita. Si sottolinea tuttavia che gli sforzi nazionali sono ancora frammentati e molto squilibrati fra i diversi paesi, impedendo di conseguenzaì all'Unione europea di esprimere il proprio pieno potenziale nel campo della ricerca e dell'innovazione. D'altra parte la Commissione europea si è impegnata a scommettere sul libero accesso, in accordo alle dichiarazioni fatte nel contesto del l'Agenda Digitale e dell'Innovazione.

Il ruolo degli archivi web

Ciro Llueca
Coordinador del PADICAT (Patrimoni Digital de Catalunya)
Biblioteca de Catalunya
 

D-Lib Magazine, The magazine of digital library research (March-April 2012, vol 18). ISSN:1082-9873 <http://www.dlib.org/dlib/march12/03contents.html> [Consulta: 25/04/2012].

Il D-Lib Magazine è una pubblicazione professionale open-access essenziale che punta sulla ricerca e sullo sviluppo delle biblioteche digitali. A carattere bimestrale, è gestito dalla Corporation for National Research Initiatives (CNRI), un'istituzione americana senza scopo di lucro. L'abbonamento è caldamente raccomandato alle persone che lavorano nei servizi d'informazione digitale, ogni numero infatti contiene esperienze eminentemente teoriche si realizzano in tutto il mondo.

Il numero di marzo-aprile contiene una selezione di tre articoli professionali sull'archiviazione delle pagine web di Internet, preceduto da un breve editoriale di riflessione di Laurence Lannom (CNRI), che giustifica la selezione degli articoli, basandosi su di un approccio pratico (perché servono gli archivi web?) anziché che sul  tecnico (come funzionano?).

Social network installati nella vita personale

Nieves González
Profesora de Biblioteconomía y Documentación
Universidad Pablo de Olavide de Sevilla


Observatorio nacional de las telecomunicaciones y de la SI (2011). Estudio sobre el conocimiento y uso de las redes sociales en España <Disponible en http://www.ontsi.red.es/ontsi/es/estudios-informes/estudio-sobre-el-conocimiento-y-uso-de-las-redes-sociales-en-espa%C3%B1> [Consulta: 18/04/2012].

"L'indagine sugli utenti dei social network in Spagna" è il primo rapporto su questo tema dell'Observatorio Nacional de las Telecomunicaciones y de la Sociedad de la Información (ONTSI). Pubblicato nel dicembre 2011, si propone di fornire una panoramica sulle reti sociali, sulla situazione e sulle tendenze principali in ambito spagnolo; tratta un fenomeno che "sta cambiando la nostra vita: la società in generale ed anche come istituzioni e imprese interagiscono con i cittadini", recita il rapporto.

Diverse organizzazioni pubbliche e private hanno condotto studi di questo tipo nel corso degli ultimi anni, alcune delle quali sono state oggetto di studio per lo sviluppo della prima parte della presente indagine (IAB1, Nielsen Company2, Cocktail Analysis3, o Exact Target4). Non viene fatto alcun riferimento ai reports della Fondazione Telefónica e di Orange.

Arricchire la letteratura scientifica con dati empirici

Ángel Borrego
Facultat de Biblioteconomia i Documentació
Universitat de Barcelona
 

Reilly, Susan; Schallier, Wouter; Schrimpf, Sabine; Smit, Eekfe; Wilkinson, Max. Report on integration of data and publications. 2011. <http://www.alliancepermanentaccess.org/wp-content/uploads/downloads/2011/11/ODE-ReportOnIntegrationOfDataAndPublications-1_1.pdf>


I dati empirici sono basati sulla ricerca scientifica. Negli ultimi anni sono aumentati drasticamente il volume e la velocità con cui si ottengono questi dati e come sono condivisi attraverso l'ulteriore sviluppo di strumenti di misura e d'uso di Internet per la comunicazione tra i ricercatori. Come risultato, la catena della comunicazione scientifica si è estesa oltre la pubblicazione di articoli su riviste scientifiche (ed altri tipi di documenti) per incorporare la cattura, la descrizione e il riutilizzo dei dati primari sulla base di queste pubblicazioni. La sfida che abbiamo di fronte è quella di gestire questi dati in modo da non perdere il legame tra evidenze empiriche e pubblicazioni scientifiche che ne derivano.

La relazione che esaminiamo affronta il potenziale d'integrazione di dati e pubblicazioni, senza fornire nuovi risultati, ma facendo una sintesi di quelli ottenuti in diversi progetti precedenti, al fine di identificare esempi di queste pratiche. In particolare, gli autori esaminano gli incentivi e le barriere alla condivisione dei dati dal punto di vista di ricercatori, editori e biblioteche/centri dati.

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