Altmetrics: nuovi metodi per misurare l'impatto della ricerca

Ángel Borrego
Facoltà di Biblioteconomia e Documentazione
Università di Barcellona
 

National Information Standards Srganisation (NISO) (2013). Information Standards Quarterly. EEUU, MA: NISO. Vol. 25. Núm. 2.  46 p. [Consultato il: 27/10/2013]. Disponibile in: <http://www.niso.org/apps/group_public/download.php/11304/isqv25no2.pdf>. ISSN 1041-0031

altmetrics

L'agenzia nordamericana di normalizzazione (NISO) pubblica una rivista trimestrale dal titolo Information Standards Quarterly per diffondere la propria attività nel settore delle biblioteche, editoria e tecnologie dell'informazione. Il numero corrispondente all'estate del 2013 (volume 25, numero 2) è dedicato alle possibilità di computo nei social network - i mi piace del Facebook, i favoriti condivisi, i tweet, ecc. - per valutare l'informazione scientifica, noto con il termine di altmetrics.
 
La sezione monografica del numero comprende, oltre a un editoriale, cinque articoli. Il primo è Consuming Article - Level Metrics : Observations and Lessons, di Scott Chamberlain, e individua come principale vantaggio dei dati delle web sociali per la valutazione della scienza il fatto che forniscano informazioni di singole articoli, di fronte all'uso tradizionale di un indicatore, il fattore d'impatto, che misura in maniera congiunta le visite ricevute da tutti gli articoli di un rivista. Lo studio offre anche i risultati di uno studio empirico sulla consistenza dei numeri presentati da quattro agenzie fornitrici di dati altmetrici (PLoS, ImpactStory, Altmetric i Plum Analytics) su un campione di 565 articoli. I risultati mostrano l'inconsistenza dell'informazione offerta dai diversi fornitori sullo stesso insieme di articoli, dovuto probabilmente alla diversità delle strategie utilizzate per la loro compilazione. Allo stesso tempo l'autore avverte della mancanza di un contesto che aiuti a interpretare correttamente i dati ottenuti: che significa che un articolo ha ricevuto 149 tweet? A quante visite corrispondono questi 149 Tweet?
 

Le comunità di apprendimento: una nuova opportunità per la sopravvivenza delle biblioteche scolastiche?

Mònica Baró
Facoltà di Biblioteconomia e Documentazione
Università di Barcellona

 
 

Ontario School Library Association (2010). Together for Learning. School Libraries and the Emergence of the Learning Commons. A Vision for the 21st Century. Ontario: Ontario School Library Association; Literacy and Numeracy Secretariat of the Government of Ontario's Ministry of Education. 54p. [Consultato il: 23/10/2013]. Disponibile in: <http://www.accessola.com/data/6/rec_docs/677_OLATogetherforLearning.pdf>.

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Il testo che presentiamo venne elaborato nel 2010 dal Ontario School Library Association, con il sostegno del Ministero dell'Istruzione del Governo dell'Ontario, in un contesto di crisi del sistema educativo canadese, che minacciava la sopravvivenza dei programmi delle biblioteche dei centri educativi e che veniva accompagnato da licenziamenti di bibliotecari professionisti e chiusure di biblioteche.
 
 
Alla redazione del testo hanno contribuito, con diverse funzioni, più di venti persone tra insegnanti, direttori scolastici, maestri e consulenti bibliotecari, rappresentanti di associazioni bibliotecarie, rappresentanti dell'amministrazione educativa della regione, docenti universitari delle aree di biblioteconomia e scienze dell'informazione e di pedagogia e responsabili dei servizi delle biblioteche. Questa diversità, che è un valido indicatore della cultura del consenso in altri paesi, si traduce in un'incapacità di definire un documento finale, a metà strada tra una riflessione critica ed una strategia d'azione, che combina concetti di pedagogia attuale con ciò che si denomina "linee di riflessione" e che, alla fine, non sono altro che semplici enumerazioni d'attività.
 

Gli usi, le necessità e gli strumenti degli storiografi del secolo XXI (documenti primari vs documenti digitali)

Josep M. Turiel
CRAI Biblioteca di Lettere
Università di Barcellona


National Endowment for the Humanities; Ithaka S+R (2012). Supporting the Changing Research Practices oh Historians. Roger C. Schonfeld; Jennifer Rutner. Washington DC; Nova York: National Endowment for the Humanities Ithaka S+R: desembre2012. 52 p. [Consultato il 15/10/2013]. <http://www.sr.ithaka.org/research-publications/supporting-changing-research-practices-historians>.

An Old Book

Scrive Nancy R. John in L'etica del clic: gli utenti e l'informazione nell'era digitale che conviene non perdere di vista l'obbiettivo, ancora oggi del nostro lavoro, della qualità oggettiva delle fonti d'informazione e il riconoscimento delle necessità dei ricercatori, l'utilizzo dell'informazione da qualsiasi supporto o le sue mancanze. John chiarisce: […] Se è cosí, la prossima volta che useremo internet ci chiederemo se lo facciamo perché è lì o se c'è una fonte migliore per ottenere l'informazione. Chissà non ce lo chiederemo, però se lo faremo, anche solo per un secondo, la rivoluzione contro l'uso di internet fatto meccanicamente e la creacione di una comunità di utenti consapevoli saranno iniziate […].

Nel corto paragrafo anteriore risiede il nucleo e l'anima della ricerca di cui vi parlerò: Supporting the Changing Research Practices of Historians, realizzata da due prestigiosi autori (Roger C. Schonfeld i Jennifer Rutner ) e, chiaramente, dalle organizzazioni che li hanno sostenuti: la National Endowment for the Humanities i Ithaka S+R. Lo studio presenta, mette in discussione, affronta ed analizza i risultati di una ricerca sul campo condotta durante il biennio 2011-12, offrendo – molto importante – conclusioni, buone abitudini ed argomenti per riflettere, in un ambito sempre difficile come gli studi umanistici ed in concreto la storia e la sua relazione con le fonti storiche (archivi). Come molti studi di questo tipo si basa su un importante numero d'indagini realizzate soprattutto a professionisti dell'informazione e ricercatori dell'ambito accademico, anche se alla fine si aggiunsero editori e/o fornitori di servizi.

Francia informa su un benchmarking internazionale sul prestito digitale nelle biblioteche pubbliche

Carme Fenoll
Capo del Servizio Biblioteche
Direzione Generale di Archivi, Biblioteche, Musei e del Patrimonio


IDATE Consulting (2013). Étude sur l'offre commerciale de livres numériques à destination des bibliothèques de lecture publique. París: Ministère de la Culture et de la Communication: marzo 2013. 79p. [Consultato il: 03/10/2013]. Disponibile in: <http://www.culturecommunication.gouv.fr/Disciplines-et-secteurs/Livre-et-lecture/Actualites/Etude-IDATE-sur-les-livres-numeriques-en-bibliotheque>.

Libros de texto a formato e-books

Le politiche del prestito digitale nelle biblioteche pubbliche europee non hanno definito una linea chiara ed unica di funzionamento, come abbiamo discusso in una recensione precedente di un rapporto del Dipartimento di Cultura di Londra. Raccogliamo ora uno degli studi che abbiamo citato e che nasce da una richiesta del Ministero della Cultura francese. Lo studio offre un benchmarking della situazione in diversi paesi basandosi nelle seguenti cinque sezioni: 1) offerta del libro digitale nelle biblioteche 2) il mercato per l'edizione commerciale 3) modelli economici che presenta il libro digitale nelle biblioteche 4) la strategia dei protagonisti e 5) una sintesi della situazione nel paese.

 

 

Il benchmarking si occupa dei seguenti paesi:

Il giorno dopo la laurea. Perché abbiamo bisogno delle competenze di informazioni?

José A. Moreiro González
Dipartimento di Biblioteconomia e Documentazione
Università Carlos III, Madrid


Alison J. Head (2012). Learning curve: How college graduates solve information problems once they join the workplace. Washington: Project Information Literacy: Octubre 2012. 38 p. [Consulta 23/03/2013].
<http://projectinfolit.org/pdfs/PIL_fall2012_workplaceStudy_FullReport.pdf>


Esci in strada con una valigia piena di competenze ed abilità acquisite all'università. Adesso bisogna fare un salto qualitativo per fronteggiare le esigenze del mercato del lavoro. Al giorno d'oggi l'inquietudine che genera questa situazione si trasmette nella capacitá di cercare offerte sul web, comunicare con chi ha i tuoi stessi interessi o iniziare possibili attività commerciali; in tempo reale, per cui l'informazione è imprescindibile

Information Literacy Project (PIL) è un istituto privato senza fini di lucro che studia le abitudini della ricerca digitale nei giovani neolaureati. Lavora in collaborazione con la Scuola di Informazione e Documentazione dell'Università di Washington. Il PIL è diretto da Alison J. Head, autrice dello studio che descrive lo sviluppo del progetto di ricerca sull'alfabetizzazione di tipo informativo Learning Curve (curva di apprendimento) crocevia tra l'apprendimento e l'inizio dell'esperienza. Learning Curve si inquadra nel piú ampio progetto The Passage Studies ed è l'unica parte di questa linea di ricerca in corso.

La realizzazione del progetto è ben finanziata dal Institute of Museum and Library Services (IMLS) dell'università di Harvard in collaborazione con il Centro Bekman per Internet e la Società della stessa università. Ha come obbiettivo principale studiare la transizione nell'impiego dell'informazione da parte dei giovani univeritari quando attraversano nella loro vita il momento critico della trasformazione in adulti.
Si affronta un tema di grande interesse per i centri universitari, in quanto cerca di determinare che succede il giorno dopo la laurea. E si specifica come i laureati fanno la transizione dalla facoltà al posto di lavoro in relazione agli strumenti di informazione chiave.

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